CHE FINE HA FATTO "IL PONTE DEL DIAVOLO", MENSILE DI BORGO A MOZZANO? Il primo numero uscì nell'aprile del 1963.
Che fine ha fatto il mensile “Il Ponte del diavolo”, il giornale dei Borghigiani?
Se lo chiedono in molti, o forse in pochi, ma la domanda è legittima.Fondato nel 1963, il primo numero uscì nel mese di aprile, sotto la direzione del dottor Francesco Gherardi, persona cordiale e stimata, amico di tutti e sempre impegnato nella valorizzazione delle attività paesane. Amministratore del giornale era in quegli anni il compianto Adolfo Tomei, a cui da ragazzo davo una mano proprio nell’amministrazione e nella spedizione del Ponte. Nei primi anni ’70 sono stato nel Consiglio del Circolo Unione ed anche Presidente di quel sodalizio, ma non sono mai intervenuto nella gestione del giornale, che era in mano a persone affidabili e competenti.
I direttori che si sono susseguiti sono stati molti, ma sono sempre state persone caratterizzate da un profondo amore per il nostro territorio e per le sue tradizioni storiche, culturali e religiose, che il giornale ha puntualmente raccontato nel lungo percorso di oltre sessant’anni. Direttore successore del “fondatore” dottor Gherardi fu il maestro Nardo Nardi di Diecimo che diresse il mensile a cavallo tra il 1968 e il 1969. Poi arrivò il borghigiano Mario Prosperi, anche lui insegnante elementare, che consegnò il testimone, nel 1973, al dottor Piergiorgio Pieroni, a cui subentrò, nel 1974, il maestro Roberto Guastucci. Come si vede i fondatori del giornale sono stati sempre in prima linea per dare voce a quella che è stata una libera voce dei Borghigiani, in Italia e all’estero, come si diceva un tempo. Guastucci tenne la direzione del giornale fino al 1979, quando arrivò sulla scena l’infaticabile Remo Garibaldi che riuscì, con la sua cordialità, a tenere un po’ tutte le cariche “sociali” borghigiane, anche contemporaneamente: Circolo, Gruppo Sportivo, Probiviri Misericordia, ecc. Ma tutti i direttori non si sono sentiti mai soli, perché accanto a loro c’è sempre stato, puntuale, con gli scritti, gli aneddoti, le storie ben scritte e perfino la compilazione del “menabò”, il Maestro Roberto Guastucci, che ha profuso cultura e competenza, come in tutte le cose che ha fatto.
Come ho detto, per un lungo periodo direttore, animatore e tuttofare del mensile è stato il “mitico”, indimenticato, Remo Garibaldi, fino al momento in cui, per un cavillo giuridico, l’Ordine dei Giornalisti gli revocò il permesso di firmare il giornale, come aveva fatto per molti anni. A quel punto la direzione fu affidata al generoso e disponibile Luca Meconi, che diresse il giornale dal n. 451 al n. 470. Poi dopo di lui l’incarico passò a Francesca Bianchi, di Anchiano, dipendente comunale e poi a Roberto Pieri. Nel frattempo Remo Garibaldi che aveva continuato a seguire la vita del giornale si ammalò ed arrivò la morte.
Negli ultimi anni il giornale ha diradato le proprie uscite, fino al lungo silenzio che va avanti ormai da molti mesi, senza che qualcuno chieda al mensile Borghigiano di battere un colpo.
Provo a farlo io, sperando che a qualcuno interessi riaprire il discorso.
Anche con l’ultimo direttore, Roberto Pieri, che credo ancora in carica, ho cercato di avere un buon rapporto e di collaborare, per quanto nelle mie modeste possibilità. Addirittura, quando c’è stato il rinnovo del consiglio direttivo del Circolo Unione, che è il proprietario del mensile, è uscito un numero del giornale (il n. 499) che, oltre ad annunciare la presidenza di Alessia Moriconi e i nomi dei suoi collaboratori, invitava, chi avesse voluto, a segnalare la propria disponibilità a collaborare con “Il Ponte” facendo parte della redazione. Io detti la mia disponibilità sia alla consigliera Greta Moscardini sia alla stessa Presidente Alessia Moriconi, ma non ho mai avuto riscontro a quella manifestata volontà.
E così siamo arrivati ad oggi.
L’ultimo numero uscito è il 499, ed indicava come periodo il Novembre 2023 - Gennaio 2024; con un solo numero si sarebbe toccato il fatidico numero 500.
Nel 2023 ci siamo scordati di celebrare il 60° anno di vita del giornale (fondato nell’aprile 1963).
Sicuramente i tanti amici della foto scattata nella Tipografia Amaducci all’uscita del primo numero del giornale ci guarderanno preoccupati.
Gabriele Brunini - 20 agosto 2025
DOPO LA PUBBLICAZIONE DI QUESTO MIO ARTICOLO, IL GIORNALISTA ROBERTO PIERI, CHE IO CREDEVO ANCORA DIRETTORE DE "IL PONTE DEL DIAVOLO" HA PUBBLICATO, IN DATA 21 AGOSTO 2025, IL PRESENTE POST SU FACEBOOK:
In quanto ultimo direttore del “Ponte” mi sento in dovere di chiarire che ho rassegnato le dimissioni circa un anno e mezzo fa perché purtroppo sono venute meno diverse condizioni per continuare.
Spero che il Circolo l’Unione, editore del periodico, rimetta in piedi lo storico Ponte del Diavolo con regole e impegno maggiore nel rispetto degli abbonati.
LO RINGRAZIO PER L'ATTENZIONE RISERVATA AL MIO ARTICOLO E PER L'INFORMAZIONE CHE NESSUNO AVEVA DATO.
Gabriele Brunini - 21 agosto 2025
LO RINGRAZIO PER L'ATTENZIONE RISERVATA AL MIO ARTICOLO E PER L'INFORMAZIONE CHE NESSUNO AVEVA DATO.
Gabriele Brunini - 21 agosto 2025


