CONSIDERAZIONI SULLE PROSSSIME ELEZIONI REGIONALI 2025
Le prossime elezioni regionali saranno senz’altro anche un banco di prova per il gradimento del governo e per la tenuta del centrodestra.
In Toscana saranno elezioni difficili, perché sappiamo bene qual’è la capacità di tenuta del potere rosso, conosciamo la forza della sinistra nell’area fiorentina ed anche la popolarità del presidente uscente Giani, che di certo non si è risparmiato nei cinque anni di governo, dimostrando perfino di avere il dono dell’ubiquità nelle presenze sul territorio. L’accordo con il M5S non è stato comunque un punto a favore del centrosinistra, ed altri problemi potrebbero arrivare al PD anche dalle lotte interne, come ad esempio l’esclusione di una figura popolare e conosciuta come Luca Menesini in Lucchesia che, a mio parere, meritava la candidatura.
Certamente il Sindaco Tomasi, giovane e apprezzato, è la figura più adatta a reggere la sfida, sperando che il vento del cambiamento soffi forte anche in quelle aree della Toscana finora refrattarie al cambiamento.
Il ritardo con cui si è arrivati ad indicare Tomasi come candidato della coalizione di centrodestra non è stato però una cosa positiva. Come non è positiva la lotta di potere che c’è all’interno della Lega, con lo strapotere del Vannacci e le sue personali scelte di candidati (che non mi piacciono).
Mantenere il consenso degli elettori è senz’altro molto difficile nei tempi attuali. Abbiamo visto, nello svolgere di breve tempo, come i consensi e i voti di partiti e personaggi si spostino con rapidità.
Per questo chi rappresenta i partiti, e Fratelli d’Italia nello specifico, deve sempre agire con estrema correttezza e serietà, per non vanificare le speranze e i successi ottenuti.
Mi sembra che anche in FdI si confidi troppo nelle capacità e nell’intelligenza di Giorgia Meloni, che ha dovuto sopportare “gaffe” importanti di ministri, sottosegretari e collaboratori, che, sicuramente, non hanno giovato alla sua immagine e possono aver contribuito a minare le possibilità di mantenimento del consenso, grande, delle politiche 2022.
Non so se il centrodestra riuscirà a mantenere il trend favorevole degli ultimi anni, nelle regioni al voto visto anche che vanno al voto regioni “rosse”, come la Toscana e regioni dove il centrosinistra la fa da padrone da tempo, come Campania e Puglia. Ma anche in Veneto, dove Zaia ha governato con grande consenso, si fa di tutto per minarlo, con le polemiche interne al centrodestra, la mancata indicazione del candidato presidente, i veti alla lista “civica” di Zaia, ecc. Anche qui la rivendicazione del candidato da parte di FdI non so quanto sia stata opportuna. In una coalizione non sempre i numeri danno diritti.
Nelle Marche il buon governo di Acquaroli sicuramente trova un competitor che ha sempre avuto grande visibilità sui media, come l’ex sindaco di Pesaro, oggi europarlamentare, al quale le vicende giudiziarie degli ultimi mesi potrebbero dare vantaggi o svantaggi a seconda dell’evolversi delle stesse.
Per quanto riguarda Campania e Puglia mi sembra quasi che i partiti del centrodestra diano la partita per persa, non indicando ancora i candidati presidenti, e mettendo in campo figure di secondo piano della politica locale e nazionale. Particolarisima la situazione della Calabria, dove il presidente uscente Roberto Occhiuto di Forza Italia si è dimesso per aver ricevuto un avviso di garanzia e si è ricanditdato per essere nuovamente investito dai cittadini, a cui ha chiesto la fiducia del voto. Qui il centrodestra appare compatto, contro un "campo largo" guidato da un peersobaggio "famoso" del M5S (Tridico).
In ultimo voglio fare ancora qualche considerazione specifica sulla Toscana e sul nostro collegio provinciale.
I fatti di Prato e i comportamenti “sconvenienti” di uomini di punta di FdI di quella città, che vanno dalle faide interne con tanto di lettere anonime, all’appartenenza alla massoneria, fino ad atteggiamenti di dubbia opportunità o sconvenienti sul piano personale, non giovano certo all’immagine di Fratelli d’Italia e ne possano minare il consenso, o provocare disagio e conseguente disaffezione al voto.
Oggi ho visto pubblicati i candidati della lista Tomasi (cosa buona), ma ancora non si conoscono i nomi della lista di FdI, nemmeno a livello provinciale, anche se si prevede la presenza sicura di Fantozzi e Giannini. Uno consigliere regionale uscente, uno sindaco di un comune della provincia (dove purtroppo ne abbiamo pochi), entrambi candidati di Fratelli d’Italia, a cui devono portare, con le loro performance e capacità, consensi personali oltreché quelli, scontati, degli iscritti e degli elettori del partito di appartenenza. Così dovranno fare tutti gli altri candidati e candidate in lista che al momento non si conoscono. Vincerà chi intercetterà più preferenze, ma mi auguro che la campagna sia improntata a rispetto e collaborazione nelle manifestazioni che FdI farà sul territorio, che non dovranno essere solo finalizzate alla raccolta di preferenze, ma anche alla presentazione di un partito che fa bene all’Italia.
Non vorrei assistere a quello spettacolo talvolta poco edificante che ha caratterizzato la fase precongressuale e congressuale di Fratelli d’Italia, che va considerata assolutamente conclusa.
Mi dispiace infine constatare la presenza in una lista concorrente, quella della Lega, di due personaggi come Simoni e Frigo, da cui io avevo preso le distanze quando: il primo (già seguace di Fini) tentò di minare la riconferma del Sindaco di Pietrasanta (fortunatamente senza riuscirci) e la seconda contribuì a far perdere al centrodestra il comune di Bagni di Lucca (anche se altri di quel comune misero del loro per perdere). Ricordo che gli uomini di vertice di FdI non misero argine ai comportamenti di questi personaggi, ma anzi li sostennero, anche se non so con quanta convinzione.
A mio avviso bisogna sempre essere cauti, in politica, con coloro che sono pronti a cambiar casacca.
Detto questo saluto coloro che avranno la pazienza di leggermi.
Gabriele Brunini – 12 settembre 2025

