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PAPA FRANCESCO: UNA CHIESA PER I POVERI RICORDANDO PAOLO VI

L'amico Giorgio Groppo, Presidente del Centro Servizi Volontariato di Cuneo, con cui condivido la presenza nel Cnel, mi ha inviato una sua riflessione sui "primi segnali" di Papa Francesco, che mi sembra degna di attenzione, anche se i "segni" che lo stesso Groppo attribuisce a Paolo VI non hanno segnato in maniera forte i suoi tempi e non hanno permesso alla Chiesa di uscire dallo stato di crisi in cui anche questa grande Istituzione è caduta,  nell'attuale complesso e difficile momento storico.

PAPA FRANCESCO : UNA CHIESA PER I POVERI…RICORDANDO PAOLO VI
 
“Non dimenticarti dei poveri!". E quella parola mi è entrata nella mente: i poveri, i poveri. Poi, subito in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d'Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l'uomo della pace. l'uomo che ama e custodisce il Creato, in questo momento in cui noi abbiamo con il Creato una relazione non tanto buona, no? E' l'uomo che ci da questo spirito di pace, l'uomo povero ... Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!"
 
Queste sono state le considerazioni di Papa Francesco dopo il Conclave e in queste poche parole può essere racchiuso tutto il programma del Suo Pontificato.
 
Lo Spirito Santo ha messo una mano sul Conclave, come sul profeta Isaia ed ha dato alla Chiesa ed al mondo intero, come in passato, un Grande Papa.
Il Card. Bergoglio, ora Papa Francesco, non declina slogan sulla pace nel mondo e sulla vicinanza ai poveri del mondo, perché la violenza e la povertà l’ha vissuta sulla sua pelle, ogni giorno.
 
Non viene da una ricca arcidiocesi, ma da quella di Buenos Aires dove viveva in un modesto alloggio e frequentava quasi quotidianamente le favelas e le povertà le vedeva, le toccava, le sentiva ogni giorno e l’odore della povertà se lo portava sulla pelle.
 
I primi gesti di umiltà nei confronti dei Cardinali e su di sé, come la rinuncia della croce d’oro sul petto, non sono solo gesti simbolici, che si sciolgono come neve al sole, ma sono veramente gesti concreti di un modo di vivere, di pensare e di agire.
 
Le sue parole saranno dolci per i poveri ed i bisognosi ma taglienti per gli oppressori ed i prepotenti, e ricorderà loro quella  frase di kennediana memoria che “se una società libera, non riuscirà ad aiutare i molti che sono poveri, non riuscirà mai a salvare i pochi che sono ricchi”.
 
Mi ricorda molto l’amatissimo Paolo VI quando, dopo il viaggio in India, aveva venduto la propria auto donando tutto il ricavato ai poveri ed ancora nell’enciclica Populorum Progressio affermava che “i popoli della fame interpellano i popoli della ricchezza e dell’opulenza” ed infine la frase che è diventata famosa “lo sviluppo è il nuovo nome della pace” .
 
Sono convinto che Papa Francesco sarà molto sensibile alle politiche sociali delle nazioni e non farà mancare il sostegno ad iniziative che tendono allo sviluppo integrale dell’uomo, in quanto uomo.
 
 
Giorgio Groppo
Presidente CSV Società Solidale
 





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