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CRISI TREMENDA: CONDIVIDERE SCELTE POSSIBILI !

Non è facile avere certezze in questa complicatissima situazione politica, che si accompagna ad una grave crisi economica e sociale, di cui ormai si vedono conseguenze preoccupanti a tutti i livelli.
 
Politici, economisti e politologi annaspano per trovare soluzioni e rimedi, con ricette di vario genere e natura, che hanno bisogno di condivisione e applicazioni urgenti.
 
In questo quadro difficile le elezioni hanno confermato una condizione di stallo tra i vari schieramenti, che non consentono, certo, ad una sola parte di governare e di indicare le soluzioni.
Forse è stato meglio così, perché da una situazione complessa si esce solo con una grande condivisione delle cure di cui abbiamo bisogno.
 
Importante è avere disponibilità al confronto e capacità di dialogo, senza le quali si va poco lontano.
 
Miope sarebbe pensare che il rimedio sia dato da nuove elezioni, che allungherebbero solo il periodo dell’incertezza e potrebbero destabilizzare, ancora di più, la nostra situazione, interna ed internazionale; con il risultato, probabile, di riproporre gli attuali equilibri del 30%,  magari invertendo, di qualche decimale, la graduatoria dei partecipanti rispetto all’oggi, ma facendo tornare da capo quella sorta di gioco dell’oca in cui sono impegnati oggi i leaders politici.
 
Il successo di Grillo è soprattutto un voto di protesta ed in questo senso deve essere letto, con la positività di aver accelerato l’esigenza di cambiamenti profondi della politica, dell’assetto istituzionale, della giustizia sociale e dei comportamenti, da troppo tempo rinviati. Cerchiamo però di dare, subito, risposte serie, per non offrire altre giustificazioni alla protesta.
 
Dobbiamo essere attenti a non mortificare i valori fondanti delle nostre credenze, ma in momenti di emergenza, come gli attuali, arroccarsi dietro gli slogans o nelle contese per la spartizione delle poltrone sarebbe rischioso ed allontanerebbe il consenso della gente, che ha bisogno di essere aiutata a tornare a sperare.
 
Non credo che le elezioni saranno risolutive (e non credo nemmeno che sarà facile farle), ma di sicuro, prima di pensare alle elezioni, occorre avere il coraggio di fare le riforme attese dalla gente, sulle quali si potrà misurare la serietà degli schieramenti: riduzione dei costi della politica, con il significativo sfoltimento del numero di parlamentari e consiglieri regionali e la riduzione effettiva di prebende assurde e vitalizi immeritati; ridefinizione dell’assetto istituzionale dello Stato, stabilendo ruoli e competenze con serietà di scelte e non a colpi di decreti legge; riforma elettorale, per eliminare il porcellum, togliendo ai capi partito (tutti !!!) la possibilità di scegliersi i parlamentari, restituendo al popolo la scelta dei propri rappresentanti; ma soprattutto urgente rilancio dell’economia per trovare nuove opportunità di lavoro per giovani e non; difesa della nostra economia all’interno dell’Europa.
 
Europa, una parola che ha fatto sperare tante generazioni e che oggi delude e spaventa. Europa che deve diventare soggetto politico e non comitato di affari.
Se è l’Europa a condizionarci, dall’Europa devono arrivare anche le soluzioni e le proposte di cambiamenti e comportanti virtuosi, in linea con quelli delle altre nazioni UE. Scegliamo il meglio di ciò che gli altri fanno e su questa linea approntiamo le nostre proposte di modifica ad un sistema che ormai non funziona più.
 
Ma cerchiamo di fare bene sul serio e non di……predicare bene e razzolare male !
 
Un piccolo inciso: anche nella nomina dei dieci “saggi” hanno razzolato male; dopo tanto parlare di parità nei ruoli tra uomo e donna, il Presidente Napolitano non ha scelto nemmeno una “saggia”…..
 
bruniniborgo@libero.it  - 2 aprile 2013
                                                                     





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