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10 ANNI FA PRENDEVA CORPO L'IDEA DI FONDARE UNA MISERICORDIA NELLA TERRA DI GESU'. Un intervento di Gabriele Brunini, il Presidente Confederale che volle la Misericordia a Betlemme.

Da qualche anno, ormai, è funzionante la “MISERICORDIA DI BETLEMME”, dove tanti volontari delle Misericordie italiane hanno avuto la possibilità di soggiornare prestando servizio in alcune opere assistenziali della città palestinese dedicate ad anziani e bambini disabili. Durante il soggiorno i volontari risiedono presso una bella struttura, di proprietà della Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia.  In loco, ad organizzare la vita della Misericordia ci pensa un giovane palestinese, il dottor Elias Almarajda, che ha studiato in Italia e che, fin dall’inizio è stato incaricato di occuparsi di questa bella esperienza. Elias si impegna molto per coinvolgere i giovani, le parrocchie e la comunità cristiana della città di Betlemme. L’inaugurazione ufficiale della sede nella cittadina palestinese è avvenuta il 21 novembre 2013, alla presenza di molti esponenti della Confederazione delle Misericordie. Il 15 novembre 2019 la sede è stata intitolata alla consorella Maria Pia Bertolucci, deceduta il 20 febbraio 2019, che tanto si era spesa per l’iniziativa di Betlemme.

Ho sempre guardato con favore a questa iniziativa che si è concretizzata durante il mio mandato di Presidente confederale (2007 – 2011). La Misericordia di Betlemme era per me un grande progetto, che prese corpo nel 2010, in accordo con la Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole. L'idea forte era quella di costruire una Misericordia in un luogo simbolo della cristianità, cercando di coinvolgere in un lavoro comune le Misericordie italiane, che non sempre sono abituate a farlo. La Confederazione Nazionale, che aveva dato avvio all’iniziativa avrebbe dovuto sostenerla all’inizio, lasciando poi il lavoro organizzativo alle Misericordie che avessero avuto interesse ad essere parte attiva nel progetto, sostenendone anche le spese. Le Misericordie avrebbero potuto inviare volontari ed operatori, ma avrebbero dovuto anche ospitare in Italia giovani della Terrasanta, e della comunità cristiana in particolare, a cui dare una formazione tecnica e valoriale.
La collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II, presente da tanto tempo nel Medio Oriente, come ho già detto, apriva prospettive nuove al lavoro che le singole Misericordie potevano imparare a fare insieme.
L’inizio del percorso fu la partecipazione, attraverso un generoso contributo erogato dalle Misericordie dell’area fiorentina, proprio ad un progetto della Fondazione Giovanni Paolo 2 di Fiesole, finalizzato alla costruzione di una clinica chirurgica pediatrica a Betlemme; iniziativa che vedeva il coinvolgimento diretto anche della CEI e della Regione Toscana. Come Presidente della Confederazione, nel 2009, partecipai ad un viaggio in Terrasanta per la posa della prima pietra della clinica, insieme ad altri esponenti confederali e delle Misericordie fiorentine, tra cui il vice presidente Roberto Trucchi, Carlo Dini, Francesco De Robertis, Paolo Poidomani e Simone Torrini. Fu in quell’occasione che toccammo con mano le difficoltà in cui vive la comunità di Betlemme e quella cristiana di Gerusalemme. Spronati dal Patriarcato di Gerusalemme e dalla Custodia Francescana di Terrasanta, oltre ché dalla più volte citata Fondazione GP2, decidemmo di inviare una informativa a tutte le Misericordie italiane per arrivare alla costituenda “MISERICORDIA DI BETLEMME”. La questione fu posta all’attenzione del Consiglio Nazionale che, in data 2 luglio 2010, delegò il Consiglio di Presidenza a portare avanti l’ambizioso sogno. Già il Consiglio di Presidenza della Confederazione, in data 9 luglio 2010 si occupava della questione avviando la pratica di acquisto di una porzione di fabbricato a Betlemme, insieme alla Fondazione GP2 e all’Associazione Shalom di S. Miniato (PI) formalizzando una informativa a tutte le Misericordie italiane. A quel Consiglio partecipò anche l’avvocato Paolo Sanchini per la delicatezza e complessità dell’acquisto in una “zona calda” del mondo, come i territori palestinesi. Il 31 luglio 2010 il Consiglio Nazionale confederale si occupava nuovamente del problema decidendo di coinvolgere tutte le Misericordie disponibili nell’acquisto della sede a Betlemme, lanciando l’idea di una sottoscrizione, di 250 quote da 1000 euro ciascuna, per finanziare l’acquisto stesso (importo previsto 250.000,00 euro). Il Consiglio di Presidenza confederale trattò nuovamente la questione della Misericordia di Betlemme nella seduta del 6 agosto 2010 abbassando l’ importo delle quote da sottoscrive a 500 euro, rispetto ai mille previsti dal Consiglio Nazionale del 31 luglio. Questo per offrire la possibilità di partecipazione ad una platea più ampia di Associazioni. Nella seduta del 3 settembre 2010 la Presidenza confederale si occupa nuovamente della questione, che per il Presidente Confederale Gabriele Brunini rivestiva grande importanza. Ancora una volta veniva sottolineata la capacità collaborativa della Fondazione Giovanni Paolo II e il Presidente segnalava la possibilità di collaborazione di una giovane ricercatrice, con cittadinanza italo-israeliana, che ci era stata segnalata dal Correttore della Misericordia di San Giovanni Valdarno; si trattava della dottoressa Sara Lupu che, dopo un incontro con il Presidente Brunini, aveva volentieri offerto la sua disponibilità e le sue competenze per aiutare il progetto. Anche nella seduta del 2 ottobre la Presidenza confederale si occupava della costituenda sede di Betlemme decidendo di non aspettare la costituzione di una associazione di Misericordie per finanziare l’acquisto; la somma necessaria sarebbe stata anticipata dalla Confederazione e, successivamente, sarebbero state raccolte le quote dalle Misericordie interessate (quote da 500€, massimo 20 quote a Misericordia). E’ in questa riunione che il consigliere tesoriere Roberto Monciatti manifestava qualche perplessità circa le procedure di rimborso delle quote da parte delle associate. Si decise così di approfondire la questione, nei giorni successivi, in un incontro tra il Presidente Brunini, il Tesoriere Monciatti e la d.sa Sara Lupu che stava lavorando al progetto, disponibile anche ad un viaggio in Palestina. Finalmente il 29 novembre il Consiglio di Presidenza dava il via alla firma dell’atto di acquisto della sede a Betlemme, dopo che l’avvocato Paolo Sanchini per Confederazione Misericordie e l’avvocato Enrico Sarti per Fondazione GP2 avevano stilato la bozza dell’atto di compravendita che prevedeva il contestuale versamento della cifra pattuita di 250mila euro da parte delle Misericordie d’Italia. Al Consiglio di Presidenza, come recita il verbale, “tutti i presenti concordano con la linea seguita che adempie alla delega del Consiglio Nazionale”.
Finalmente, in data 27 dicembre 2010, nello studio del notaio fiorentino dr. Michele Santoro, il Presidente confederale Gabriele Brunini e il Vescovo Luciano Giovannetti per la Fondazione Giovanni Paolo II firmavano l’atto che concedeva alle Misericordie una porzione di un prestigioso fabbricato a Betlemme per realizzarvi la prima Misericordia nella terra di Gesù.
A dieci anni da quell’acquisto penso che sia utile riflettere su quello che è stato fatto, con un salutare atteggiamento critico e di verifica. Di sicuro tante persone si sono spese nel progetto, ci hanno dedicato tempo e passione, citando per tutte la carissima, indimenticata Maria Pia Bertolucci. Ma la gestione è stata fatta più da persone con ruoli da dipendenti confederali o di Federazione Toscana Misericordie,  che attraverso il coinvolgimento delle Misericordie italiane e dei loro dirigenti, come il progetto iniziale prevedeva.  Questo fatto ha determinato che anche i costi dell’operazione siano rimasti in capo unicamente a Confederazione, in tempi in cui, tra l’altro, le casse confederali stanno manifestando delle falle pericolose. Taluni dirigenti e dipendenti confederali hanno voluto primeggiare nella gestione del progetto ed hanno preferito abbandonare la virtuosa collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole e con la stessa Custodia Francescana di Terrasanta, che potevano dare un supporto rilevante all’opera delle Misericordie in Terrasanta. Tra le proposte che si erano valutate nella prima fase del progetto c’era stata anche quella di aprire un servizio di assistenza delle Misericordie Italiane nella “piazza della natività” a Betlemme, dove i pellegrini italiani e non solo avrebbero potuto conoscere ed incontrare il “carisma” ed il “servizio” delle “Misericordia”. Ma c’era anche l’idea di istituire un servizio di trasporto sanitario, o almeno sociale, che passava certamente per trattative con l’Autorità Palestinese e con lo stesso Stato di Israele. Invece  l’attività è rimasta solo quella di un soggiorno virtuoso di confratelli e consorelle provenienti dalle Misericordie delle varie regioni d’Italia, che fanno servizio in alcune benemerite strutture assistenziali della città di Betlemme, offrendo con generosità il loro aiuto a chi soffre.  Opera meritoria ma limitata rispetto ai sogni di dieci anni fa. Solo la Federazione Misericordie della Toscana si è impegnata nella realizzazione di un servizio di consulenza oculistica, svolta periodicamente da generosi medici toscani.
L’attuale pandemia ha, di fatto, sospeso la presenza dei volontari delle Misericordie a Betlemme, come mi ha confermato anche una videoconferenza organizzata da Confederazione Misericordie il 16 luglio 2020 a cui ha partecipato, a nome di Confederazione Misericordie il solo Federico Bonechi, insieme a un certo numero di volontari che avevano vissuto l’esperienza, sicuramente bella, del servizio a Betlemme. C’è addirittura da dubitare che il progetto della Misericordia di Betlemme subisca una battuta di arresto, anche in conseguenza delle difficoltà finanziarie di Confederazione Misericordie o, quantomeno, non si vedono progetti di sviluppo ed ampliamento delle attività. Da quella videoconferenza mi è sembrato di capire che, a dieci anni dall’avvio del progetto, meriti ripensare il sogno, facendo qualcosa di più di quello che si è fatto fino ad oggi, per la nostra “MISERICORDIA DI BETLEMME”.

15 agosto 2020 – Festa di S. Maria Assunta
Gabriele Brunini
Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano e Componente del Consiglio dei Saggi di Confederazione   

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Dopo la pubblicazione sul mio sito e sulla mia pagina Facebook del testo sopra riportato ho ricevuto un commento, molto pertinente, di un volontario che ha fatto il servizio civile presso la Misericordia di Betlemme. Lo riporto perchè mi sembra davvero interessante.
Il commento è di Francesco Cavalluzzo di Pietrelcina:

"Condivido in pieno cosa è stato scritto nell'articolo. la Misericordia di Betlemme ha un grande potenziale che purtroppo non viene compreso e sfruttato. ho avuto la possibilità di svolgere un anno di servizio civile a Betlemme e ho potuto constatare il potenziale della Misericordia e le non sempre lineari relazioni che si sono sviluppate tra la Misericordia di Betlemme e la Confederazione. Ho potuto notare atteggiamenti di superficialità e pressappochismo. Spesso i responsabili italiani hanno più interesse ad ottenere visibilità e "prestigio" personale che a migliorare le attività svolte in loco. Inoltre spesso promesse, accordi e impegni non vengono onorati e si sono sviluppate dinamiche malsane che danneggiano il potenziale complessivo della misericordia. A ciò si aggiunge una scarsa conoscenza del contesto locale da parte di chi in Italia dovrebbe essere il referente. Questo articolo è molto interessante perché dimostra che qualcuno ha a cuore la Misericordia di Betlemme. Pertanto mi auguro che il movimento delle Misericordie e la Confederazione in primis riescano a superare i propri limiti. Saluti". 

Anche uno "storico" governatore di una Misericordia toscana, Sergio Campanelli, ha scirtto un commento all'articolo sulla Misericordia di Betlemme:
Caro Brunini sei veramente un vulcano di idee, di progetti, di forza,
Di perseveranza .
È fortunato il tuo paese ad avere un personaggio che antepone i fatti alle chiacchiere .
Iddio te ne renderà merito . 

Anche Carmelo Moscatt, della Misericordia di Floridia, così si è espresso sul dibattito:
Consigliere Nazionale con Gabriele Brunini Presidente della Confederazione, sono sempre orgoglioso di aver votato la scelta di fare una Misericordia in Terra Santa. Che Iddio te ne renda merito.
                                                                                                                                  





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