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LA "MADONNA DI MAO", A BORGO A MOZZANO: lì fu ricordata per la prima volta l'apparizione di Lourdes.

La Madonna di Lourdes: l' 11 febbraio 1858 ci fu la prima apparizione alla giovane Bernadette Soubirous. 
A Borgo a Mozzano si ricordò per la prima volta l'apparizione costruendo la grotta nella cappellina detta di MAO (a fine '800).
Nel 1948 quella immagine fu oggetto di grande devozione, si fermava perfino il treno e la gente scendeva lì, prima che alla stazione.
Oggi l'immagine della Vergine di Lourdes si ricorda e si festeggia nella chiesa di San Rocco.

Avevo nel mio archivio l'immaginetta di quella Madonna e un particolare del treno a vapore fermo sopra la cappella di Mao, che pubblico volentieri.
11 febbraio 2016


LA STORIA DELLA "MADONNA DI MAO"
La cappellina custodisce una statua della  "Madonna di Lourdes" in gesso, alta circa 50 cm. e quella di Bernardette in preghiera. Secondo una nota dell'Istituto Storico locale la chiesetta, secondo la tradizione popolare, sarebbe stata costruita, nella seconda metà del 1800, da un componente della famiglia "Mao", cognome che appare negli estimi del 1600 del nostro comune, quando si cita la vendita di una casa in piazza del mercato a Borgo a Mozzano. La cappella sarebbe pertanto un ex voto per un miracoloso salvataggio di un componente di quella famiglia, caduto accidentalente nelle acque del Serchio, all'altezza della località "grotte bianche", dove appunto è stata costruita la chiesetta.
Personalmente ritengo che "Mao",  più che il cognome di una famiglia, sia stato un "soprannome", come usava molto, un tempo, anche a Borgo a Mozzano.
Oggi le "grotte bianche",  che personalmente ricordo, come la zona della della "colonia", sono state coperte dalla costruzione della strada di circonvallazione (avvenuta nei primi anni '70 del XX secolo) e non sono più visibili.
Lo strano orientamento della cappella, con la facciata quasi incassata nel muro di sostegno della ferrovia, testimonia la costruzione antecedente a quella del tratto di ferrovia, avvenuto nel 1898, con la strada lodovica che passava sul davanti della chiesetta e che fu spostata nella posizione attuale per far posto alla ferrovia. L'avvento della circonvallazione, già richiamato sopra, e la chiusura del passaggio a livello ha escluso la circolazione su quel troncone della vecchia via Lodovica, che oggi serve solo per l'accesso alla cappella stessa. Dal paese del Borgo la chiesetta è raggiungibile da un viottolo che si snoda da via Roma, in località "capitone" (accanto al magazzino comunale), Detto viottolo passa sopra il solco di Fontana ed arriva a un "tombino" della ferrovia che sbuca proprio alla cappella.
Nel 1948 anche la "MADONNA DI MAO" ebbe il suo momento di gloria. 
Una pastora del luogo, fermatasi alla cappellina per una preghiera, vide la statua muovere gli occhi. La notizia si sparse in un baleno ed una valanga di gente si precipitò per assistere al prodigio. Tale era la calca che per evitare incidenti l'Amministrazione Comunale fu costretta a costruire delle transenne per disciplinare il flusso dei fedeli. Arrivarono venditori ambulanti, si stamparono immagini sacre e cartoline.
Anche i treni rallentavano la corsa, oaddirittura si fermavano prima della stazione per far scendere i fedeli. La nota dell'Istituto Storico afferma che, poichè i ponti sul Serchio erano saltati durante la guerra, anche il proprietario della barca di Anchiano fece buoni incassi traghettando i fedeli che provenivano dalla statale del Brennero.
Poi l'interesse piano piano scemò, fino a cessare del tutto.
Però, grazie alle offerte ricevute, che erano state tante, si fecero diversi lavori di restauro alla cappella, vi fu portata corrente elettrica per l'aureola della Madonna e per una lampada votiva. Alcune pie donne ne curano tuttora la pulizia e vi tengono fiori freschi, recandosi spesso a recitare il Santo Rosario.

Su internet ho trovato un racconto interessante riguardante la Madonna di Mao, scritto da Mario Camaiani di Fornaci di Barga che contiene molti elementi interessanti....

   Siamo agli inizi del 1948 e l’Italia, dopo tre anni dalla fine della guerra, sta riprendendosi e ricostruendosi dalle tremende devastazioni subìte.  Presto, il 18 aprile prossimo, ci saranno le elezioni politiche, le prime della nuova Italia Repubblicana, e due grandi schieramenti si contendono la vittoria: il  “Fronte Democratico Popolare”, delle sinistre  e la  “Democrazia Cristiana”, dei cattolici. In questo clima di fervore di rinascita sotto ogni aspetto: materiale, sociale, culturale, politico, inframmezzato da lotte, contrapposizioni, scontri, inaspettatamente avvengono e si sviluppano qua e là per tutta la nazione misteriosi, inspiegabili fatti a carattere religioso.  Infatti molte effigi della Madonna, statue, si muovono in qualche particolare, soprattutto chiudendo e aprendo le palpebre, cioè “battendo gli occhi” come viene definito popolarmente l’avvenimento.  Ma non tutti e non sempre “vedono” questi movimenti incredibili; comunque  il fenomeno aumenta e coinvolge sempre più un numero maggiore di persone che si recano in massa nei luoghi, che sono di culto, dove avvengono questi fatti.
   Nel  nostro territorio della Valle del Serchio, presso la cittadina di Borgo a Mozzano, grosso centro rurale ora anche industrializzato,  in una zona dove ancora si erigono, ben conservate e curate da un apposito comitato,  le vestigia della “Linea Gotica”,  costruita dalle truppe tedesche per arrestare l’avanzata degli Alleati nel 1944, si trova una piccola cappella nella quale è posta sull’altare una statua raffigurante la Madonna di Lourdes con ai suoi piedi, in ginocchio, la statua di Santa Bernadette. Epperò questa sacra edicola è conosciuta come “La Madonna di  Mao” perché agli inizi del ‘900 un tizio, conosciuto col soprannome di Mao,  mentre stava per affogare nelle acque del fiume Serchio, che scorre  vicino alla cappellina,  rivolgendosi in estrema  preghiera verso la Madonna,  ottenne la grazia ed ebbe salva la vita. E  fu così che da allora quel luogo di culto   viene chiamato comunemente con il nome di quell’uomo graziato.  Ebbene, tornando al nostro racconto del 1948, accadde che qualcuno, pregando e osservando la Madonna della cappella, notò che a questa “battevano gli occhi” e  perciò di voce in voce la notizia si sparse per tutta la valle, dalle zone circostanti fino a quelle più lontane.
   Allora folle immense giunsero nel luogo della sacra edicola e addirittura occorsero i carabinieri per regolare l’afflusso dei pellegrini, ed anche arrivarono i venditori ambulanti con le bancarelle.
   Avendo saputo di questi fatti anch’io, da Fornaci di Barga ove risiedevo (come pure è al presente) , mi recai insieme ad un mio amico, Viviano, alla suddetta cappella e dopo ore di fila in una colonna di moltitudine di persone giunsi ad osservare la sacra effige per circa un minuto finché i carabinieri di servizio mi fecero allontanare per far posto alle persone seguenti; ma pur non vedendo alcun movimento alla statua ebbi però un segno interiore, che per me fu eccezionale, prodigioso.  Da citare che durante il tempo che stetti in fila, una donna non lontano da me si sentì male, svenne e fu sollevata di peso a braccia e trasportata sul sovrastante terrapieno della ferrovia, data la grande ressa che impediva di uscire dalla colonna umana.   La cappella è situata sotto il muraglione della ferrovia della Garfagnana e dall’altra parte presso la strada principale di allora, perché oggi è agibile una grande strada variante, di fondovalle  detta “Lodovica”, pochi metri a lato della vecchia, ora non più abilitata.   Poco dopo l’inizio dei fatti prodigiosi, dato che il breve sentiero che dalla strada portava alla cappellina era troppo ristretto per così tanta gente, venne costruita in fretta  un’apposita scaletta ed una migliore sistemazione muraria del percorso per meglio agevolare ai fedeli il tratto  finale: questi lavori sono a tutt’oggi ancora  conservati.
    Ma la Madonna mi riservava un’altra sorpresa, un’altra conferma: nel tempo di detti fatti soprannaturali il sottoscritto e  l’amico già citato, livornese come me, ci recammo a Livorno a far visita ai nostri rispettivi parenti; e lì ci dissero che in una chiesa cittadina avvenivano gli stessi fenomeni arcani come alla cappella di Mao.  La chiesa era quella di un istituto religioso situata in Borgo dei Cappuccini.  Viviano ed io ci recammo a visitarla, non c’era tanta gente in  chiesa in quel momento,  la statua della Madonna era sull’altare maggiore, ed io osservandola vidi distintamente che  “batteva gli occhi:” vedevo chiaramente e benissimo.  Mi volsi verso Viviano e gli chiesi se vedesse nulla di anormale e gli dissi di quel che vedevo io. Mi rispose di no. Nel frattempo ero tornato a guardare la statua mariana e questa , per varie volta ancora, continuò  a mio vedere a “battere gli occhi”.  Poi più nulla: anche in seguito osservando a lungo statue non ho più visto niente di simile; invece quel giorno il fatto narrato avvenne realmente, ne sono certo, più che certo!
    Come già detto, questi fenomeni misteriosi avvenivano in tanti luoghi di culto e molte persone, ora quasi tutte decedute, me ne hanno parlato: ricordo di un amico che ne fu testimone ad Assisi e  tanti e tanti alla nostra cappellina di Borgo a Mozzano.   Naturalmente c’era anche chi si dissociava dal credere alla realtà di questi fatti (specie gli avversari della Chiesa), sostenendo che si trattava di un’ invenzione dei preti per orientare gli elettori a votare per il partito cattolico.  Niente di vero in tutto questo, anche considerando come la Chiesa, all’opposto,  è sempre stata estremamente prudente nei casi simili a questi, come pure alle rivelazioni private.  (Comunque, alle elezioni politiche del 18  aprile 1948 vinse in pieno la Democrazia Cristiana, rovesciando inaspettatamente il risultato di due anni prima alle elezioni per l’Assemblea Costituente alle quali avevano vinto le sinistre).  Altri negatori adducevano a suggestione collettiva, ad isterismo religioso questi movimenti su effigi della Madre celeste…Ma le eventuali suggestioni non  credo che possano contagiare più di alcune persone  e per breve tempo; ma semmai, al contrario, sono proprio i negatori delle realtà ultraterrene che ostinatamente non volendo credere  al soprannaturale, con tutte le loro forze si suggestionano fino a talvolta non credere come vero a ciò che con estrema evidenza gli càpita di paranormale.
    A quel tempo gli arcani fatti delle statue della Madonna che “battevano gli occhi” durarono per diversi mesi, poi calarono di intensità sino a che nel giro di pochi anni cessarono quasi del tutto.                                     
Ma la devozione per i suddetti “segni” della Madonna è continuata nel cuore dei credenti, sia che abbiano visto o no i movimenti misteriosi.  Personalmente posso affermare che in tutti questi anni, oltre sessanta da quando sono avvenuti i fenomeni, transitando da Borgo a Mozzano, sia in bicicletta che in auto, spesso mi sono soffermato in preghiera alla cappella di Mao o mi ci sono recato appositamente, talvolta anche accompagnando altre persone e  sempre ho trovato la piccola cappella in ordine, con fiori freschi, con luci accese, segno che in questo luogo di culto c’è ancora molta devozione per i fatti di allora.   E questo nonostante che da diversi anni, da quando è stata costruita la nuova strada di fondovalle, il flusso dei fedeli sia calato perché il tratto della vecchia strada che costeggiava la nostra cappellina è chiuso al traffico veicolare. 
    Ormai le persone che assistettero a quegli eventi miracolosi sono sempre di meno e andando di questo passo il racconto di ciò, in un non troppo lontano futuro, avrebbe il senso di una leggenda oscura e difficile da capire e soprattutto da credere.  Perciò penso  che la Chiesa, partendo dai parroci dei luoghi dove sono avvenuti, come qui a Borgo a Mozzano, ben farebbero a documentarsi dagli ancora esistenti testimoni oculari, onde  trasmettere ai posteri la realtà di quei prodigi, rendendo così  gloria a  Dio ed onore alla Madonna, ad edificazione dei fedeli.

IL RACCONTO DI PIERPAOLO GARIBALDI
Della "Madonna di Mao" si occupa anche Pierpaolo Garibaldi con uno dei suoi divertenti racconti che ha pubblicato in una collana dal titolo "Come eravamo, i racconti del Borgo" - Edizioni Ponte del Diavolo 2005. A quella edizione ho fatto una breve introduzione, scritta a quattro mani con Remo Garibaldi.
Il titolo del racconto è "La Madonna del Borgo move l'occhi".
In esso Pierpaolo descrive, con il suo consueto senso critico, il breve periodo in cui tanta gente si accalcava attorno alla piccola chiesetta nell'attesa di vederla muovere gli occhi. Nel racconto ci parla di quando "Comparvero le baracche dei cocomeri e dell'aranciata fatta con le bustine e, per i più ricchi, le gazzose del Nardini tenute in fresco nei secchi ripieni di acqua del fiume" e di quando " la strada venne invasa su entrambi i lati dai posteggi di biciclette". Pierpaolo aggiunge: "I bottegai del Borgo fecero buoni affari con i pellegrini ed il paese uscì, almeno per un pò, dalla miserica nera del dopoguerra".
Nella conclusione del racconto Piepaolo ci fa sapere che "Alla fine dell'estate improvvisamente come erano arrivati, i pellegrini sparirono. Le baracchette vennero smontate e le tavole del posteggio a sbalzo sul fiume vennero tolte. Anche i cantastorie non si fecero più vivi in piazza del Mercato. La Madonnina rimase sola di nuovo".

 





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