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CRONISTORIA DELLA PARROCCHIA DI S. ILARIO DI ONETA (Borgo a Mozzano) DAL 1903 AL 1978

Mi è capitato di sfogliare un libro della “Cronistoria” della Parrocchia di Oneta (frazione del Comune di Borgo a Mozzano) che inizia dal 1903, quando era Parroco (o meglio Rettore) don Ferruccio Fambrini, che si firma come “economo spirituale”, incarico a cui è stato chiamato dal 29 aprile 1899. Mi sono letto tutte le pagine di quel libro, scritte dai vari Parroci che si sono succeduti a Oneta fino al 1978, quando le annotazioni cessano. Il Parroco è in quel momento don Raffaello Orsetti, Rettore di S. Rocco di Borgo a Mozzano. Penso che sarà utile annotare in quel libro, che ha ancora tante pagine disponibili, ciò che è stato fatto in Parrocchia e nel paese anche negli anni successivi. Di sicuro, tra le cose importanti, c’è stato il restauro dell’organo “Domenico Pucci”, il restauro del tetto dell’oratorio di S. Cristina e il restauro (in corso nel momento che scrivo queste note, dell’antica statua lignea di S. Lucia, di cui si sta occupando il restauratore lucchese Massimo Bonino. Queste ultime cose che ho citato hanno visto l’impegno particolare e personale di Luciano Pieri e la collaborazione attiva del Comitato Paesano e della Società IV Novembre che hanno sempre contribuito alle iniziative paesane e della parrocchia.
Quando ho cominciato a sfogliare il libro delle cronache ho pensato anche che i parroci avessero commentato anche i fatti o i tempi della vita civile e politica, ma così non è stato. Si sono infatti limitati a parlare della chiesa e della parrocchia, salvo qualche accenno alle problematiche dei collegamenti stradali tra Borgo a Mozzano e Oneta, trattate da don Orsetti negli anni ’70.
Gabriele Brunini - 22 agosto 2018

Ma vediamo i fatti più salienti annotati dai vari parroci nel libro della CRONISTORIA:

 
1903
Il Rettore ha richiesto aiuti ai Parrocchiani d’America per le tante necessità della Parrocchia. Da Giuseppe di Michele Gambogi ha ricevuto la “cospicua somma” di lire italiane 300,00 e lire 25,00 da Pellegrino Simonetti di Francesco.
Con la vendita di alcuni vecchi parati il Rettore ha realizzato 105,00 lire e con varie prediche in varie parrocchie lire 58,00, per un totale di lire italiane 488,00.
 
1905
Le necessità della chiesa sono tante e in quell’anno si vende un tempietto “guastato dal tarlo, che non giovava più”,  ricavandone 200,00 lire.
OPERARO DELLA CHIESA NEL 1906 Vincenzo Micheli.

1906
Si benedice il NUOVO CIMITERO DI ONETA.
 
1908
Il 26 aprile 1908 Don Fambrini organizza una riunione dei confratelli della Compagnia “che era caduta un po’ in lasso”, riuscendo a rilanciarla. Al successivo Corpus Domini si vestivano 30 confratelli.
A Oneta la cappa bianca è corredata del “cingolo” e della mantellina celeste (blù).
Nel 1908  vengono piantati 4 CIPRESSI AL CIMITERO e tutti quelli a S. CRISTINA.
Sempre nel 1908 si costruisce l’altare dell’Addolorata nella chiesa. Le donazioni più significative sono quelle di ARCANGELO BRUNINI LIRE 50,00, SISTO PONZI LIRE 50,00 GIIUSEPPE DI MICHELE GAMBOGI LIRE 50,00 e ANDREA SILVESTRI FU MATTEO LIRE 500,00. Il disegno dell’altare è del prof. Domenico Martini, professore di belle arti domiciliato a Borgo a Mozzano.
I lavori vengono eseguiti da un bravo stuccare di Siena con il proprio figlio, Esportero Dei. Lo stesso ricostruisce anche quello del SS. Crocifisso, staccandolo dal muro. Ripulisce anche le due cappelle laterali all’altare maggiore. Nella stessa estate viene sistemato anche il simulacro del SS. Crocifisso, ad opera del “legnaiolo” paesano Maurizio Micheli, che ritinge anche le porte della chiesa, i confessionali, le panche delle cappelle e le finestre di chiesa e sacrestia.
Vengono comprati nel 1908 anche “una gita” di cartaglorie e una gita di 6 candelieri.
Le suore dorotee de Borgo fanno la tendina rossa di seta all’altare del Crocifisso con la roba comprata dal Parroco. Le stesse suore fanno la tendina all’altare dell’Addolorata con un ricco vestito di seta donato da Sabbatino di Placido Brunini, usato dalla figlia solo per sposarsi in Comune, perché dopo poco tempo morì. Siccome la stoffa era tanta fu fatta anche una bella pianeta di seta, che fu fatta tingere di nero “al Giannotti”.Detta pianeta nera fu cucita dalle “monache teresiane di S. Rocco” che ricamavano anche una bellissima tendina alla Madonna del Rosario con la seta trovata dal Parroco.
 
Nelle pagine successive della cronistoria sono annotate tutte le spese sostenute per i tanti lavori della chiesa, di cui riporto le più significative:
al prof. Domenico Martini £40,00, per marmi £71,25, gesso £14,35, materiale comprato dal Mariani del Borgo a Mozzano £66.73, al legnaiolo Micheli Maurizio £21.55, al costruttore dell’altare Sig. Dei £370,00, al fabbro Alfredo Brunini del Borgo £10,00, alle Suore Dorotee £30,00, alle Monache Teresiane di S. Rocco £80,00.
 
1909
Per la festa di S. Lucia di quell’anno si inaugura la nuova impalcatura della scalinata esistente, il lavoro è fatto da Maurizio Micheli.
 
1910
L’anno del Signore 1910 veniva “aggrandita e migliorata” la strada presso l’Oratorio di S. Cristina, che veniva adornato in quell’anno con 27 cipressi.

1911
In quell’anno della visita pastorale di Mons. Arturo Marchi Arcivescovo di Lucca fu restaurata la chiesina del Crocifisso in località detta “al Boschetto”. Tutti i lavori furono fatti gratis.
Il 19 giugno 1911 veniva inaugurato il nuovo banco di sagrestia costruito dal falegname Maurizio Micheli di Oneta. Quello vecchio era stato venduto due anni prima ad un ebanista di Firenze per £95,00.
ECCE HOMO che sta sopra il banco di sagrestia fu donato da Salvatore Mattioli di Oneta, che raccontava questa storia: una signora di Livorno, molto pia e sorella di un prete,  di nome Ginevra, non voleva che l’immagine di Gesù Cristo fosse messa all’asta con il resto della sua mobilia. Ginevra aveva confidato questo ad una amica, Enrichetta, moglie di Eusebio Lippi, oriundo di Oneta, presente il Mattioli che chiese l’immagine per portarla a Oneta, ottenendola. Ma il Mattioli durò molto fatica a portarla in spalla, perché molto pesante. I
Il  parroco in data 10 luglio 1911 scrive che il giorno 8 luglio è stata sfondata, a scopo di furto, la porta dell’oratorio di S.Cristina, dove non c’era nulla di valore.
 
1912
(pag.19) I coniugi Andrea e Carlotta Silvestri, “cui Iddio Benignissimo tolse nove figlioli hanno impiegato gran parte del loro patrimonio in oggetti sacri per l’onore di Dio medesimo”. £500,00 le dettero per l’altare dell’addolorata, poi fecero sei candelieri tondi dorati, poi fecero tutto l’impiantito di marmo nel presbiterio, una bella pianeta di seta bianca. Ultimo lavoro fatto dai Sigg. Silvestri il tabernacolo, comunemente chiamato sepolcro. A conto di essi fu ripulito, ridorato e di nuovo interamente foderato colla spesa di £33,00. Sempre nel 1912 formarono un libretto della Cassa di Risparmio dell’importo di £1000,00, perché coi frutti si potesse celebrare in perpetuo qualche messa di festa  applicandola per le loro anime. Il libretto lo custodisce il Parroco di Oneta.
Membri della famiglia Ponzi fanno restaurare dalle suore di S. Domenico a Lucca il simulacro del Bambino Gesù della chiesa di Oneta, che fu inaugurato nel Natale 1911.
 
1913
Una benefattrice fa decorare l’altare dell’Addolorata, costruito nel 1908.
 
1916
La vedova Carlotta Silvestri dona al Parroco £70,00 per acquistare un ombrellino bianco per l’adorazione del Santissimo.
 
1919
Giosuè Franchi di Oneta (oriundo di Lupinaia in Garfagnana) restaura il simulacro della Madonna del Rosario. Il Franchi che, come scrive il Fambrini, è uomo “onesto e modesto”e per molti anni è stato “figurista” in America e quindi è molto capace nei lavori di restauro dei gessi della chiesa. Nel 1919 fa molti lavori di restauro per dei danni che la chiesa aveva subito per le piogge.
 
1921
Il 6 ottobre 1921, festa del Rosario, si inaugura un paleotto donato da Olesia Gigli, maritata a Daniele Filippini, per ringraziamento che il marito è tornato sano e salvo dalla guerra.
Zaffira di Pasquale Ponzi dona alla chiesa una tovaglia per l’altar maggiore ricamata tutta in oro finissimo dalle Clarisse di S. Micheletto di Lucca.
 
1923
In quell’anno viene restaurata l cappellina sotto la marginetta.
Nello stesso anno viene imbiancata la cappellina di S. Antonio dai pittori Cantalupi di Viareggio che vi pongono anche una tela del Santo che fanno dipingere da un bravo pittore.
 
1924
Le figlie di Timante Brunini oriundo di Oneta, domiciliato a Valdottavo, donano una tovaglia stile moderno per altare della Madonna.
Una tovaglia la dona anche Elisa moglie di Maurizio Micheli, intagliata da parenti Matteucci di Marlia.
Nella ricorrenza di S. Lucia furono inaugurate tre sedie della chiesa, restaurate. Erano del ‘700. La spesa rilevante 400,00 lire. Il lavoro eseguito dal doratore intagliatore Cioni-Colombari.
 
1925
Viene fatta pitturare la chiesa “dai valenti pittori Pellegrino Lamberti di Cerreto e Gino Fazzi di Borgo a Mozzano. Gli stessi restauravano anche il quadro di coro e ripulivano la Via Crucis. La spesa fu di seimila lire. Tutto fu pagato con la generosità della parrocchia.
 
1928
Il 26 febbraio 1928 fu inaugurata la luce elettrica a Oneta con cerimonia  prettamente civile, anzi completamente pagana, vale a dire con ballo pubblico, benché fosse la prima domenica di quaresima. Il sottoscritto parroco protestò e condannò lo scandalo. Nell’occasione fu messa anche la luce in chiesa. La ditta è Citti di Bagni di Lucca, che regalò otto lampade, altre tre, compreso la perpetua al SS. Sacramento le pagò l’Opera della Chiesa (168,2° lire).
A Natale fu inaugurata una bella pianeta bianca, con fiori e stelluce d’oro, donata da Sofia Bertolli, oriunda di Oneta, che finanziò il lavoro con mille lire la spesa totale fu di 1125,00). Il lavoro fu fatto dalle sorelle Piccinini di Lucca.
Sempre per la Madonna del Rosario 1928 le figlie di Timante Brunini di Valdottavo donarono un’altra tovaglia a intaglio fatta da loro stesse.
 
1929
Il 21 giugno 1929 c’è la visita pastorale di Mons. Antonio Torrini. Il Parroco fa diversi lavori ed acquista diversi nuovi arredi sacri, tra questi anche i vasetti per gli olii sacri fatti dall’argentiere Luigi Favilla di Lucca.
Nel luglio 1929 il seminarista Ferruccio Tomei (che diverrà frate certosino) la sera dopoo il Rosario “sonava l’Ave Maria all’undicesimo tono” e si fessò completamente la campana grossa. Grande sventura, scrive il Parroco. Fu allora provveduto per la fusione di tutte e due le campane, presso la Fonderia Lera di Lucca, con una spesa complessiva di lire 12629,00, meno le vecchie campane (£6089,00), per cui il costo per la Parrocchia fu di 6539.00, spesa saldata alla consegna delle campane “per generosità e fede di popolo”.
 
1930
Le campane furono portate su dal Borgo e inaugurate il 19 marzo 1930, “dando piena soddisfazione per la loro perfetta intonazione nelle sue note SOL e LA.
Le campane erano state benedette presso la Fonderia Lera, qualche giorno prima, da Mons. Arcivescovo, il Parroco di Oneta, Don Tocchini di S. Marco di Lucca e quattro cappuccini del vicino convento di Monte S. Quirico. Prima di riportare le campane a posto fu fatto anche il piano delle campane a cemento armato. Carlo Ponzi, oltre ad aver concorso alle spese delle campane, fece fare l’impianto della luce elettrica in campanile. Il prof. Giuseppe Pellegrini, insegnante al Seminario arcivescovile dettava le quattro classiche epigrafi.
Il Parroco don Ferruccio Fambrini aggiunge:
Lode a Dio, alla gloriosa Vergine Maria e ai celesti protettori di questa parrocchia
Dal cielo scendano le più elette benedizioni sopra tutti coloro che in qualsiasi modo hanno concorso a ornamento della parrocchia così bene riuscito.
 
1932
Il 1 giugno 1932 si metteva mano a fare il pavimento della chiesa in sostituzione di quello “in terracotta” tutto sfondato. Per intervento del Comm. Giulio Bertolli si ottenne una partita di marmo, da un fallimento, che servì per la chiesa, la sagrestia e il coro. Al pavimento di chiesa lavorarono  il muratore Germano Danti e il manovale Petro Castiglioni. Giornate di lavoro risultano pagate a Ugo Tomei, Pasquale Gigli, Enrico Brunini, Rizieri Matelli, Carlo Bernardi del Borgo scarpellino, Adelmo Tomei, Armando Brunini, Adolfo Brunini, Pietro Pellegrini e Gino Puccinelli.
Il marmista era il Dini di Ghivizzano, l’intagliatore Carli di Piano di Coreglia ha realizzato nella porta degli uomini un disegno del prof. Crepè, insegnante all’Istituto Tecnico di Firenze,Lodovico Magnani di Matraia ha fornito delle pietre, Pellegro Francesconi ha realizzato gli scalini del balaustro, Ernesto Tomei di Oneta ha lavorato da falegname. Pellegrino Lamberti ha ritoccato l’imbiancatura della chiesa che aveva fatto nel 1932.
Sull’apertura, fatta più grande della porta degli uomini, il Parroco Don Fambrini fa un commento a pag. 43 delle “Cronache” , dicendo che il lavoro di ampliamento è stato molto impegnativo perché il disegno fatto dall’ingegnere Guidugli del Borgo non aveva tanta proporzione. La porta tutta in legno di castagno “massiccio” veniva fatta dal falegname Ernesto Tomei di Oneta, l’intagliatore Carli di Piano di Coreglia eseguiva dei disegni simbolici del prof. Crepè negli specchi della porta. Il Prof. Crepè (Crepet) come di ce don Fambrini “nell’estate villeggiava in Borgo a Mozzano.
Nello stesso anno (1932) venivano incassati di più nel muro i due confessionali di chiesa e veniva rifatto a nuovo il bancone di coro e veniva tolta la predella (pavimento di legno) che dava luogo a rumori ogni volta che i fedeli muovevano i piedi.
 
1933
Nel 1933 il Signor Carlo Ponzi regalava alla chiesa una pianeta bianca damascata con gallone mezzo fino, che cucivano le suore Teresiane di San Rocco in Borgo a Mozzano.
 
1935
A pag. 50 il Parroco scrive che nell’anno 1935 sono stati chiamati i Fratelli Turrini di Pieve Fosciana per  un restauro radicale dell’organo a sistema moderno in 8 p. (piedi) a una tastiera di 58 note do e la e pedaliera a ripetizione di note 27 Do x re. Scrive ancora il Parroco: “Fu così rimesso a nuovo tutto compreso il mantice che prima era a corda e richiedeva assai fatica”.
Una certa Maria di Pisa regalava alla chiesa una tovaglia a intaglio con un calice al centro.
Don Fambrini aggiunge: “A tutti gli oblatori vada la benedizione di Dio e la riconoscenza di tutto il paese.
 
1937
Nel 1937 la Signora Assunta, moglie di Carlo Ponzi, regalava alla chiesa una bella cotta con trina a rinascimento. Nello stesso anno un’altra cotta a intaglio la regalava Filida Giusti, madre di Mons. Giusti, sacerdote americano “dotto ed esemplare”.
 
1938
Con una offerta segreta di £750,00, in quell’anno, il Parroco fece fare diversi arredi per la chiesa.
Il sabato di passione del 1938, l’Arcivescovo Torrini conscrava sacerdote nella cattedrale di Lucca “il frate certosino Padre Silvano Tomei da Oneta, al secolo Ferruccio Tomei. Dopo 10  anni trascorsi santamente nel seminario arcivescovile di Lucca, seguiva un impulso forte della Grazia e abbracciava l’Ordine austero di S. Brunone”.
Nell’occasione Padre Silvano dona alla chiesa un calice d’argento che a lui aveva regalato il cugino Comm. Giulio Bertolli (industriale del famoso olio di Lucca, che possedeva anche la Banca Bertolli in piazza S. Michele a Lucca). Il calice porta nel piede la data e il nome del donatore. Padre Silvano donava anche un piccolo reliquiario di metallo dorato con due angeletti che stanno nel gambo. Donava anche 4 tovaglie da altari e 4 vasi si porcellana colle figure di Gesù orante nei Gessemani,  della Madonna stretta alla Croce, di S. Giuseppe e di S. Anna.
 
1939
A pag. 50 il Parroco scrive che nel 1939 lo scultore Giulio Michelini di Lucca scolpiva in “legno cimolo” la statua di San Luigi Gonzaga. Altezza m. 1,70. Prima c’era una statua di quelle vestite di stoffa che Mons. Antonio Torrini Arcivescovo, in occasione della visita pastorale del 1934, interdiva in conformità delle prescrizioni della Santa Sede.

1940
Il 9 giugno 1940 l’Arcivescovo Antonio Torrini consacrava Sacerdote don Giovanni Biondi di Alfonso e di Donati Elisa, nato a Fiumalbo (Modena)  nel 1917 e residente a Furicaia. Il giorno 16 giugno cantava la prima messa a Oneta in mezzo alla grande esultanza di tutta la parrocchia. Cantava la corale di Saltocchio diretta da Don Giuseppe Girolami. L’omelia fu tenuta dal proposto del Borgo don Alberto Santucci. Era presente anche il canonico Fontana già arciprete di Fiumalbo.
A pagina 48 don Ferruccio Fambrini parla di Alberto Palazzi:
Alberto Palazzi, orfano di padre e di madre, educato alla pietà dal seminarista Ferruccio Tomei, oggi Don Silvano Tomei certosino, nato il 18 maggio 1921, veniva dal sottoscritto parroco accompagnato il 21 settembre 1931 all’Istituto Salesiano di Strada nel Casentino. Di lì passava al Seminario arcivescovile di Lucca. E’ misterioso. Né dai salesiani, né al seminario gli reggeva la salute. Allora il Tomei diventato certosino, lo chiamava alla Certosa di Farneta, dove nel 1940 cominciava il suo tanto austero novizio resistendogli la salute e la vocazione. Lo distingue una profonda pietà e una lodevole disinvoltura.
Per la visita militare, nel 1941, per la quale fu dichiarato “abbile”, gli fu permesso di ritornare a Oneta poche ore, fece stupire tutti per la sua fierezza fisica e spirituale. Le anime benedette dei suoi genitori, l’anima santa della sorella maggiore, morta suora della carità a 22 anni e l’anima innocente dell’altra sua sorella morta a 11 anni in concetto di vera santina “ottano” dal Signore salute e grazie a Fra Luigi Palazzi da arrivare ad essere sacerdote certosino come il suo primo maestro don Silvano Tomei.
Poi a piè di pagina una annotazione: E’ tornato alla stato laicale.
Nell’anno 1940 Don Ferruccio Fambrini compra in Val Gardena, dallo scultore Vincenzo Morder, una statua in legno del Sacro Cuore di Gesù che paga 1200 lire, che viene posto nella cappella di destra,
laterale all’altare per chi entra in chiesa.
 
1942
Il Rev.do P. Carlo Danti O.M.D. fu ordinato Sacerdote a Roma il 30 agosto 1942 da Sua Eccellenza Rev.Ma Mons. Luigi Traglia Vice Gerente e il 1 settembre celebrò la prima messa a Roma nella chiesa di Santa Maria in Campitelli. Il 6 settembre venne a celebrare la S. Messa solenne a Oneta, arricchita da musiche della Cappella dei suoi confratelli del Collegio di Migliano in Garfagnana. L’omelia fu tenuta da Mons. Alberto Santucci proposto di S. Iacopo. Nelle ore pomeridiane il prete novello canto il vespro in onore di S. Luigi Gonzaga.
 
1943
Scrive a pag. 50: Anno 1943, anno questo tanto angoscioso come i due precedenti, come quello seguente 1944, perché anni di una guerra senza riscretti nella storia. Fu quindi nel suddetto anno 1943 che per necessità di guerra fu portata alle fonderie dello Stato il monumento in bronzo. Un soldato tragicamente caduto che stringeva nella destra con tanta fedeltà la baionetta e che stava a ricordare sette bravj giovani di Oneta caduti nella guerra cominciata il 1915 e terminata il 1918. Era di bronzo e andò a finire nelle fonderie dello Stato. Allora io riparai allo spregio e allo sfregio colo sovrapporre al piedistallo costruito in pietra dei nostri solchi una croce di legno regalatami dal Padre Silvano Tomei certosino nell’anno 1944.
 
1945
Il 24 febbraio 1945 “il caro giovinetto Silvano Pieretti di Alberto” entrava volenteroso in seminario dando buone speranze della sua vocazione al sacerdozio. Passava alla quarta classe ginnasiale in età di 15 anni. Poi anche per lui, a fine pagina, l’annotazione del parroco: Non è più in seminario.
 
1946

Il 16 giugno si celebrano le nozze d’oro sacerdotali di don Ferruccio Fambrini. Il Parroco è felice della Parrocchia tutta unita e compatta che offre alla ricorrenza “un’impronta straordinariamente solenne”.
Partecipa la cappella musicale di Saltocchio e la Banda di Valdottavo alla solenne processione. Partecipa anche il Sindaco Comm. Vincenzo Barsi, che quando era sfollato a Catureglio partecipava sempre alla Messa festiva a Oneta. Alla festa partecipa anche Don Giovanni Biondi, l’Assessore Comunale Adelmo Tomei e il delegato sezionale Anacleto Lippi.
 
1947
Il 16 giugno 1947, appuntamento giubilare per il parroco Don Fambrini, viene acquistata una statua della Madonna del Rosario, in legno, dello scultore Giulio Michelini di Lucca, che costa lire 24000. Sostituisce un precedente simulacro rovinato dall’umidità.
Questa è l’ultima cronistoria scritta da Don Ferruccio Fambrini; quella successiva, datata 28.29 aprile 1949 porta la firma del nuovo Parroco Sacerdote Vannucci Marcello.
 
 1949
La cronaca è scritta dal nuovo Parroco di Oneta, il Sacerdote Marcello Vannucci, che si definisce ancora  come “sostituto del parroco” e che descrive la
VISITA DELLA MADONNA PELLEGRINA A ONETA, NEI GIORNI 28 E 29 APRILE 1949.
Il Parroco ci dice che dal giorno 8 settembre 1948 la Vergine del Sasso, sotto il bel titolo di “Madonna Pellegrina” è in visita alle parrocchie della Diocesi di Lucca e, finalmente è arrivata anche a Oneta, dove si è costituito un apposito Comitato. Il giorno 28 la Madonna è stata ricevuta ai confini della Parrocchia, proveniente da Cune, da tutto il popolo con le fiaccole accese. Fra canti e spari di mortaretti il quadro della Madonna fu portato in chiesa e, a mezzanotte precisa, ci fu la S. Messa, in un paese “illuminato splendidamente”. “Certamente, scrive il Parroco, la nostra fu la più bella illuminazione che potè ammirarsi nelle parrocchie della zona”. La Messa di mezzanotte fu cantata dalla “Schola cantorum” del vicino paese di Cerreto e durante tutta la notte fu un susseguirsi continuo di gente a pregare la Madonna. Il giorno 29 alle ore 10 la S. Messa fu cantata dal Proposto del Borgo Mons. Santucci e cantata dalla “Schola cantorum” paesana. Dopo i vespri solenni la Madonna fu accompagnata in processione al Borgo, in località “ponte pari” e consegnata alla Parrocchia di Chifenti. Alla processione prestava servizio “la rinomata Filarmonica di Corsagna”.
Alla festa della Madonna Pellegrina fa seguito quella del Parroco don Ferruccio Fambrini per il 50° di Parrocchia. Il 1 maggio 1949, domenica, alle ore 10, un corteo di parrocchiani, solo uomini, riceveva il Parroco alle prime case del paese. Fra il suono delle campane e i mortaretti veniva festeggiato Don Fambrini, che aveva ai lati Don Biondi e don Vannucci. Quando entra in chiesa benedice il popolo al canto del “Tu es sacerdos” eseguito dalla Corale di S. Maria a Colle. Alla Messa partecipano anche Don Vannucci, Don Gigli di Cune e Don Santucci. Assistevano alla Messa il Sindaco Comm. Vincenzo Barsi, il Sig. Segretario Comunale e l’Assessore Adelmo Tomei.
La domenica 31 luglio 1949 una cinquantina di onetini andarono al santuario di Calomini in gita con Don Vannucci. Nel pomeriggio la comitiva visitò Castelvecchio Pascoli e la tomba del poeta, poi la cittadina di Barga, rientrando poi in parrocchia di buon ora.
L’Arcivescovo Torrini, con bolla del 1 settembre 1949 nomina Don Marcello Vannucci Parroco di Oneta. Il 9 ottobre c’è l’investitura ufficiale a Oneta presente don Alberto Santucci Proposto di S. Iacopo del Borgo.
 
1950
Il nuovo parroco effettua la riparazione del tetto con una spesa di lire 35.000.
Il 18 giugno 1950 ci fu la visita pastorale. Nei giorni 15,16 e 17 ci fu un triduo predicato dal parroco che scrive: “il numero dei fedeli che vi presero parte fu irrisorio”. Al mattino del 19, alle ore 6, l’Arcivescovo celebrò la Messa della comunione generale, alle 10,30 fu amministrata la Cresima a 9 bambini, alle 16 catechismo a bimbi e bambine, poi funzione al cimitero, discorso di chiusura dell’Arcivescovo che, alle 18 lasciava il paese per andare al paese di Rocca. Questa volta don Vannucci dice che il concorso dei fedeli ai sacramenti e alle funzioni fu buono.
Il 7 settembre 1950 il parroco porta 5 chierichetti di Oneta al Santuario di Montenero a Livorno.
Dal 3 al 10 settembre si tiene a Oneta la settimana della madre e della giovane. Tenuta da don Felice Pellicci, Oblato dello Spirito Santo e dalla Sig.ra Angela Casali presidente diocesana delle donne di A.C. Per le bimbe il corso è stato tenuto dalla signorina Agnese Garibaldi di Cerreto, delegata di Plaga per le beniamine. La presenza, scrive il parroco, è stata soddisfacente.
Il 24 settembre 1950 si tiene la premiazione del catechismo con la presente del Padre francescano onetino Francesco Pellegrini.
Nell’ottobre 1950 vengono eseguiti lavori di riparazione all’Oratorio della Compagnia con una spesa di lire 20.000. Il parroco dice che la sala è “decente e abile a ricevere qualunque riunione”.
I Padri certosini regalano due lumiere in bronzo per candele.
Padre Silvano Tomei certosino regala anche l’armadio per l’archivio e l’argenteria.
Si fanno, scrive il parroco, i primi assaggi per organizzare in parrocchia l’Azione Cattolica.
L’8 dicembre 1950 i Padri certosini regalano una bella statua in gesso della Madonna di Lourdes.
Il 10 dicembre 1950 ad opera di P. Agostino Pardini francescano viene ricostituito in parrocchia il 3° Ordine francescano con 11 iscritti.
 
1951
Dal 21 al 28 gennaio si tengono le Missioni al popolo a cura del M.R. Alfonsi Bonfiglio dei Servi di Maria. Alla parete esterna della chiesa viene collocata in ricordo una croce di legno e la signora Bianca Micheli dona una stola “paonazza”.
Nel maggio 1951 si fanno riparazioni all’oratorio di S. Cristina che ha tanti bisogni. Grazie all’interessamento del Priore della Compagnia sig. Narciso Gigli.
17 giugno 1951 si realizza un nuovo ciborio di marmo in sostituzione di quello in legno. I Padri certosini hanno sostenuto la maggior parte delle spese. E’ stato disegnato dallo scultore Cerù Quintilio di Oneta, realizzato dalla ditta Barsotti di Lucca e i metalli da Mario Favilla, pure di Lucca. I nomi dei benefattori sono stati scritti in una pergamena posta tra la cupola e la cassa dorata. Il ciborio è in stilo gotico romano.
La spesa complessiva per il ciborio è stata di 233.948 lire; di queste ben lire 204.093 sono state date dai Certosini. Lo scultore Cerù Quintilio eseguì gratis il suo lavoro e fece fondere a sue spese la porticina del ciborio per lire 14.000. Ecco le offerte più rilevanti: Sac. Vannucci Marcello £.1.000, Padri Certosini £.204.093, Amidei Lorenzo £.1.000, Biondi Alfonso £.1.000, Cerù Carlo un anello d’oro, Cerù Quintilio £.14.000, Gigli Vitala £.1.000, Micheli Rita £.1.000 e rottami d’oro, Micheli Bianca £.5.000 e rottami d’oro, Micheli Giorgia £.1.000, Silvestri Evelina £.1.000,Simonetti Frusa £.1.000, Tomei Elidamo £.1.130.
16 settembre 1951 è stato posto sull’altare il Crocifisso della compagnia in luogo di quello dorato.
Bianca Micheli ha donato un messale per le Messe da vivo del valore di 6.000 lire.
7 ottobre 1951 premiazione di 23 ragazzi del catechismo.
20 ottobre 1951, anche Oneta ha la sua bibliotechina parrocchiale.
Il 5 ottobre 1951 il Soprintendente alle Belle Arti di Pisa, Comm. Sampaolesi, fa visita alla chiesetta di S. Cristina insieme all’Ing. Pfanner di Lucca. Promette il suo intervento e vengono redatte due perizie, una del Geom. D’Olivo di Borgo a Mozzano e una dello stesso Ing. Pfanner.
 
1952
La Sig.ra Lilia Micheli ha donato un canapeo di filè per il nuovo ciborio.
Il 6,7 e 8 aprile c’è stata una tre sere dedicata ai giovani della Parrocchia.
Il 3 maggio 1952 muore a a Viareggio Padre Francesco Pellegrini, frate minore. Nato a Oneta il 3 giugno 1875 vestì l’abito di S. Francesco il 4 giugno 1881 e divenne sacerdote il 24 giugno 1899. Fu predicatore apprezzato e per 35 fu parroco nella prima parrocchia di Viareggio. Lasciò in ricordo alla parrocchia di Oneta una stola nera finemente ricamata. Il 4 maggio mattina a Oneta si celebrò una solenne messa da requiem.
Nel novembre 1952 il Parroco annota i contributi ricevuti: dalla Forestale 100 piantine di acero e 100 di orniello (omiello) che sono state interrate a S. Cristina. La Soprintendenza ha donato lire 18.000 per i lavori eseguiti a S. Cristina e il S. Padre ha inviato 100.000 lire per i lavori della parrocchia.
Al Settembre 1952 Don Marcello Vannucci espone sulle cronache una situazione di disagio da lui vissuta.
Arrivato ad Oneta ha dovuto risiedere in una casa, di proprietà dei Sigg. Giusti, perché la casa canonica era ancora nella disponibilità di don Fambrini. Quando finalmente Don Fambrini lascia la canonica, “gente tutt’altro che religiosa sotto ben nota guida asportò dalla casa canonica tutto ciò che poteva esserle utile, ad incominciare dall’impianto elettrico”. Dovendosi eseguire grandi lavori furono convocati i capi famiglia e i parrocchiani ma senza risultati. Il Parroco scrive: “se si domandasse quale fu il motivo di tale atteggiamento? Non esiterei a rispondere: certe idee politiche”. I lavori cominciarono comunque con un contributo della Curia di 200.000 lire e con il lavoro diretto (da manovale) del Parroco. I restauri iniziati nel settembre 1952 finirono nel luglio 1953. In quel periodo il Parroco visse in casa Cerù. I lavori costarono oltre 2 milioni. Al posto del vecchio ingresso della canonica venne costruita una grotta di Lourdes. I sassi furono raccolti nei boschi di Oneta e la statua della Madonna fu eseguita d Cerù Quintilio.
 
1954
A luglio 1954 la Sig.ra Lilia Gigli di Oneta ha donato 2 lampade in ottone per il SS. Sacramento in memoria del marito Giuseppe Micheli disperso in Russia.
Sempre a luglio 1954 si fa lo scannafosso per mettere in sicurezza la sagrestia.
Nell’agosto 1954 si fanno le “missioni mariane” e si sistema la cappella del cimitero e quella sulla strada per Cune.
Nell’ottobre 1954 si sistemano le cappelle di S. Antonio e del Crocifisso.
 
1955
Viene riparato, nel mese di marzo 1955, il baldacchino per il SS. Sacramento, inservibile da tempo.
Nell’aprile 1955 si continuano i restauri all’oratorio di S. Cristina, iniziati nel 1951, affiggendo anche sulla facciata una lapide marmorea con l’iscrizione: SI PREGA VIVAMENTE DI NON DANNEGGIARE L’EDIFICIO SACRO.
Agosto 1955: il bambino Pier Luigi Chierroni del Gruppo Fanciulli Cattolici di Oneta ha vinto il !° premio del premio diocesano ROMA. Al gruppo è stato assegnato un gagliardetto.
Novembre 1955: Sirio Micheli di Oneta ha vinto il 1 premio del Vicariato di Borgo a Mozzano nella gara indetta dall’Azione Cattolica diocesana per il presepio più bello dell’anno 1954.
Nel novembre 1955, come scrive il Parroco, si fa una “nuova intubazione di acque”:  si canalizzano le acque di scolo dei tetti della sagrestia e del lato adiacente della chiesa parrocchiale che, da quasi un secolo, venivano portate attraverso una fossa ad una specie di condotto a piano terreno del campanile, in uno scavo praticato sotto i fondamenti, con evidente pericolo per gli edifici. Vengono canalizzate nell’orto della canonica a mezzo tubo di eternit.
Sempre nel dicembre 1955 si eseguono lavori al campanile ed alla chiesa.
 
1956
Il Padre Silvano Certosino (P. Silvano Tomei) – nostro Parrocchiano (come scrive il Parroco don Marcello Vannucci) dona diversa biancheria e diversi oggetti alla chiesa di Oneta.
Il giovane studente dell’Istituto Tecnico Carrara (per ragionieri) Giuliano Micheli, nel giugno 1956, vince il premio nazionale del Concorso Veritas (gara di religione tra gli alunni delle scuole). Il bambino Roberto Brunini dell’Associazione Fanciulli Cattolici ha vinto il primo premio diocesano del “premio Roma”.
Nell’agosto 1956 le cronache riportano che “per interessamento del Parroco” l’Amministrazione Comunale ha fatto dei lavori al cimitero (ghiaino nel viale e intonacatura interna ed esterna della cappella cimiteriale.
 
1957
Su disegno di Quintilio Cerù il fabbro Giuseppe Brunini ha eseguito un cancello per la balaustra della chiesa.
Il 20 giugno 1957 il sacerdote, missionario comboniano, Padre Paolo Ponzi celebra nella chiesa di S. Ilario di Oneta una delle sue prime messe. I paesani regalano al missionario una elegante valigia del valore di lire diecimila.
Nel mese di giugno 1957 vengono acquistati diversi arredi per la chiesa.
Nel luglio l’intagliatore Paradisi di Lucca restaura tre poltrone e la corona del Crocifisso.
Nel dicembre 1957 la chiesa viene dotata di nuovi tubi elettrici fosforescenti.
 
1958
Anche nel dicembre 1958 si acquistano parati e arredi per la chiesa.
 
1959
Si costruisce la nuova porta della chiesa in cipresso, che costa lire 85.000. Il legno viene ricavato da quattro cipressi del cimitero “gentilmente concessi dall’Amministrazione Comunale (aprile 1959).
A maggio si realizza il nuovo pavimento con mattonelle in cemento nell’oratorio della Compagnia.
 
1960
Il 25 gennaio 1960 muore a S. Maria a Colle don Ferruccio Fambrini, Economo spirituale di Oneta. Era nato il 25.11.1873, era stato ordianto sacerdote il 30.05.1896. Dal 1899 al 1949 è stato il Parroco di Oneta. Il Parroco don Vannucci, come quasi sempre, è critico e, per onore di cronaca, riporta che:
ai funerali erano presenti 4 ex parrocchiani, al funerale nella chiesa di Oneta 10 donne, 6 uomini e 3 ragazzi, all’Ufficio funebre 15 donne, 4 uomini e 10 ragazzi.
Il 26 maggio 1960 pellegrinaggio alla Madonna della Stella di Fosciandora dei ragazzi del catechismo, con pranzo a sacco e visita a Castelnuovo Garfagnana. La spesa del viaggio è stata sostenuta dal Parroco, che lo scrive nelle cronache.
Dall’America i coniugi Raffaello e Olga Giusti inviano un turibolo con navicella in ottone in memoria di Argentina Giusti nativa di Oneta.
 
1961
Dal 17 al 24 settembre 1961 “Missioni al popolo” predicate dal parroco di Montuolo don Natalino Pucci.
Quasi totale la presenza delle donne, pochissima quella degli uomini, i casolari hanno brillato per la loro assenza.
 
1962
Guido Poli della Rocca e famiglia (già domiciliati a Oneta) hanno inviato da Chicago negli USA 10 vesti da chierichetto, 4 cotte, 2 camici con cingoli, 2 amitti, 2 cingoli, 1 cotta per sacerdote, 1 pianeta e 1 vasetto per la purificazione.
Il 14 giugno 1962 c’è la visita pastorale di Mons. Enrico Bartoletti, Vescovo Ausiliario di Lucca. La bambina Daniela Matelli ha recitato parole di saluto, offrendo un mazzo di fiori. Il Vescovo ha amministrato la Cresima.
 
1963
Con decreto del 1 agosto 1963 don Marcello Vannucci viene nominato Parroco di Piazzano.
A Oneta prende servizio il Parroco di Cune don Giancarlo Da Valle.
In occasione del S. Natale 1963, si tengono, come tradizione onetina, le quarant’ore (25, 26 e 27 dicembre).
 
1964
Prima comunione dei bambini Cortopassi Salvatore, Tulipano Pasqualino, Gigli Alfreda e Vannini Maria Livia.
 
1965
Per le quarant’ore del 1965 si fa un triduo predicato con il sacerdote Romano Gasperini di Palleggio.
 
1967
Il 9 ottobre 1967 il Vescovo Torrini chiama Don Raffaello Orsetti Parroco di San Rocco e gli chiede di assicurargli il servizio religioso nella Parrocchia di Oneta, in qualità di Economo Spirituale. Inizia il servizio il 12 ottobre 1967.
Don Raffaello Orsetti, da nove anni parroco di S. Rocco di Borgo a Mozzano, è nato il 9 luglio 1929 a Nocchi di Camaiore. E’ stato ordinato sacerdote a Montuolo da Mons. Antonio Torrini Arcivescovo il 28 giugno 1953.
Il 29 ottobre 1967 viene inaugurato il nuovo monumento ai caduti, con l’alpino in travertino. Don Orsetti fa un bellissimo resoconto nelle cronache della inaugurazione e dei sentimenti che hanno mosso gli onetini a rendere nuovamente decoroso il loro monumento, dopo che la statua in bronzo, realizzata dopo il primo conflitto mondiale dallo scultore Ubaldo Del Guerra era stato fuso per il “bronzo alla patria”.
La statua è stata acquistata dalla Società di Mutuo Soccorso  IV Novembre di Oneta a Pietrasanta.
Le funzioni di Natale del 1967, come scrive Don Orsetti nelle cronache, vengono celebrate tutte dal Gesuita Padre John Navone, nipote di Ersilia Brunini, che viene spesso a visitare la zia Giulia Micheli (vedova di Cristoforo Brunini) e i cugini Carlo e Flora Brunini, che abitano a Borgo a Mozzano.
 
1968
Don Orsetti fa la benedizione delle case che è una bella occasione di incontrare tutti i parrocchiani di Oneta. Scrive: “in questo incontro trovo tanta cordialità e generosità, che davvero mi stupisce e di cui serberò tanta gratitudine”.
Nelle cronache del 1968 don Orsetti affronta il problema della nuova strada per Cune, detta “strada del prete”, visto che è stata realizzata per interessamento di don Elio Matraia, nativo di Cune e Parroco di Fibbialla dei Canonici. L’on. Primo Lucchesi deputato D.C. per la circoscrizione Lucca,Pisa,Livorno si è adoperato per reperire i finanziamenti. Anche il dottor Guido Carani del Centro Studi Shell di Borgo a Mozzano. C’è una certa contestazione in giro, perché si pensa che questa nuova strada che collega direttamente Borgo a Mozzano con Cune, possa pregiudicare la realizzazione della così detta “strada panoramica” Borgo a Mozzano – Cerreto – Rocca – Oneta – Cune. Don Orsetti riferisce di un incontro tra l’On. Lucchesi e alcuni onetini nel quale il deputato democristiano smonta le contestazioni e garantisce che la “panoramica” si farà. Così conclude don Orsetti: “La strada viene iniziata e verrà anche terminata. Sarà di soddisfazione per tanti, oggi oppositori e a Don Matraia, oggetto di critiche, non sempre serene, verrà offerta una cena di riconoscenza….”.
In una delle pagine delle cronache del maggio-giugno 1968 don Orsetti racconta anche, con dovizia di particolari, la storia della “strada panoramica”, giunta ormai fino a Pieve di Cerreto. Strada ideata dal geom. Aldo D’Olivo quando era Sindaco di Borgo a Mozzano. La strada ha necessità di varianti tecniche al progetto che faranno passare il percorso a monte del paese di Oneta, creando problemi futuri ai collegamenti. La conclusione di Don Orsetti è ottimistica: “A lavori ultimati si vedrà. Quello che conta che si sia iniziato e poi si finirà, come dice un proverbio: ciò che inizia, ha fine”.
Nelle cronache Don Orsetti parla della celebrazione del IV novembre che, ogni anno, viene fatta a Oneta.
A Natale 1968 si tengono le esposizioni solenni (quarant’ore) in una forma diversa dal passato.
Il 30 e 31 dicembre 1968 in canonica a Oneta passano la fine dell’anno un gruppo di giovani della S. Vincenzo con alcuni spastici di Lucca e provincia. Il Parroco è contento di come sono andate le cose e scrive: “Oneta, sempre signorile, aiutò davvero questi giovani volenterosi, per cui è rimasto negli onetini un buon197 ricordo di questi, e nei giovani un buon ricordo degli onetini”.
 
1969
Il 3 giugno si svolge la visita pastorale dell’Arcivescovo Mons. Enrico Bartoletti, che arriva verso le ore 16 facendo una visita e una preghiera al cimitero e dopo la cena viene celebrata la S. Messa.
Dopo la Messa incontro con i presenti in oratorio, ma ci sono pochi uomini e la discussione non decolla. Commento del Parroco: “Mi sarei aspettato una maggiore partecipazione, specie di uomini, invece questa non c’è stata”.
Per il resto dell’anno – scrive il Parroco – non ci sono stati in Parrocchia fatti degni di nota. L’anno si chiude con il solito tran tran di sempre”.
 
1970
Il fatto degno di nota del 1970 – scrive il Parroco – è dato dalla decisione del Gruppo dei Teologi del Seminario diocesano di passare, tra luglio e agosto 1970,  un mese nella canonica di Oneta. Sono venuti, hanno preparato le stanze per una ventina di persone. E’ con loro Don Fazzini vice rettore e qualche volta viene anche il Padre Spirituale Don Tommasi e il Rettore don Cantieri. Anche Don Orsetti capita spesso a Oneta dal Borgo per stare un po’ con i seminaristi e rivivere con loro la vita del seminario. La popolazione ha accolto bene l’iniziativa, offrendo verdura e frutta. Uno dei teologi: Bianchi Mansueto di S. Maria a Colle, che poi sarà Vescovo di Pistoia e poi Assistente Nazionale dell’ Azione Cattolica – come scrive il Parroco – è andato a lavorare alla PLINC di Borgo a Mozzano, per una testimonianza in mezzo agli operai e per aiutare i colleghi in soggiorno a Oneta.
 
1971
Il Parroco riferisce un “fatto di cronaca lieta”: Padre Silvano Tomei, certosino di Oneta, è stato eletto al Capitolo Generale dei Certosini di Francia, Priore della Certosa di Lucca, dopo essere stato per diversi anni Procuratore Generale. Don Orsetti ricorda le tante donazioni dei Certosini alla Chiesa di Oneta.
L’anno 1971 si chiude, purtroppo, con una notizia dolorosa. La morte di Matelli Daniele nella sciagura aerea della Meloria (vicino a Livorno). Daniele Matelli era presente in divisa da paracadutista alla cerimonia del 4 novembre che si è tenuta a Oneta il giorno 7 novembre 1971, cerimonia molto sentita che – come scrive il Parroco – “richiama in quel giorno alla messa di suffragio tutti, anche quelli che non vengono a Natale e Pasqua; poi pranzo sociale all’appalto”. Il giorno 9 novembre 1971 la tragedia. La TV annuncia che un aereo C130, partito dall’areoporto di Pisa carico di paracadutisti diretti in Sardegna per effettuare un allenamento al lancio, è precipitato nelle acque della Meloria, nessuno è scampato alla tragedia. Tra questi anche Daniele Matelli. Il Parroco scrive ancora: “Mi sono recato a trovare la famiglia per portare loro le condoglianze della Parrocchia e mie personali. Trovo la famiglia veramente sfatta, non hanno più parole, perché oltre alla disgrazia, il lavoro di recupero della salma è difficile a causa del mare mosso. A Oneta e Borgo a Mozzano diventa il fatto del giorno. A Livorno i genitori e i familiari assistono ai funerali celebrati dal Vescovo. Finalmente viene ritrovata una gamba e dallo stivaletto, su cui erano incise le lettere D.M. i genitori riconoscono che questa appartiene al loro figlio, il quale aveva l’abitudine di incidere le iniziali su tutto. Non potendo avere altro questa viene posta in una cassa da morto e viene portata ad Oneta dove si svolgono i solenni funerali, presieduti dal Vicario Generale Mons. Miro Dati. E’ il 27 gennaio 1972, il ritrovamento è avvenuto il 25 gennaio 1972, la sciagura della Meloria il 9 novembre 1971. E’ presente una folta rappresentanza dei paracadutisti con gli ufficiali. Il camion con la bara, arriva dalla panoramica e, all’inizio del raccordo, si forma il corteo fino alla chiesa. Anche il tempo piovoso pare partecipare – scrive il Parroco – allo strazio dei familiari. In suo ricordo viene posta una targa al monumento ai caduti.
 
1972
Viene riparato il tetto della chiesa con una revisione generale eseguita dalla ditta Pietro Castiglioni del Borgo. Le finestre in ferro le fa la ditta Brunini Giuseppe, rinomato fabbro di Borgo a Mozzano.
Il 1972 registra la morte di Padre Paolo Ponzi, missionario comboniano, in terra di Uganda. E’ il 3 giugno 1972. Padre Paolo si cala in un pozzo dove è caduto un ragazzo della missione. Si cala anche un collega di Padre Paolo che salva il ragazzo, ma rimane a terra a causa delle esalazioni di ossido di carbonio. Padre Ponzi va in soccorso di questo missionario, ma rimane a sua volta vittima delle esalazioni e muore come il suo confratello. Don Orsetti è molto rattristato, conosceva bene Padre Paolo Ponzi con cui aveva studiato insieme nel Seminario Arcivescovile di Lucca. Un anno prima era stato in visita a Oneta insieme al padre che trascorreva sempre un periodo di vacanza a Oneta, dove vive la figlia Maria Ponzi, sposata a Luciano Gigli. Don Orsetti conclude con una invocazione che è una preghiera: “Il tuo gesto, caro amico e collega, possa portare tanto bene a tutta la Chiesa e a quella africana e di Uganda in particolare”. Nel libro delle cronache Don Raffaello Orsetti ha incollato anche un articolo apparso sul giornale La Nazione del 6 giugno 1972.
Nel mese di ottobre 1972 don Orsetti lascia la Parrocchia di Oneta, dove gli subentra Don Cesare Landucci, proveniente da S. Concordio in Contrada ed attuale Parroco di Cune. Don Orsetti viene mandato dal Vicario Mons. Miro Dati ad aiutare Don Caselli, Pievano di Cerreto, su Piano della Rocca e Rocca. Don Orsetti lascia il posto “con rammarico”, ma obbedisce.

1974
Dopo due anni (1974) don Landucci lascia Cune e Oneta e si trasferisce a Bagni di Lucca in una comunità di sacerdoti.
Il 1 novembre 1974 don Orsetti riprende con gioia il suo servizio a Oneta. In un saluto scritto sulle cronache don Orsetti ringrazia in particolare Quintilio Cerù, insieme alla sorella Maria Cerù,  per l’aiuto e Rita Micheli che definisce “impareggiabile custode della biancheria” della chiesa.
Don Orsetti scrive che, durante la sua breve permanenza a Oneta, don Cesare Landucci ha fatto dei lavori significativi: ha ripulito le porte della chiesa, ha completato l’impianto elettrico, ha ripulito il quadro dell’altare maggiore e quelli di S. Lucia.

1975
Ripreso il proprio servizio a Oneta, nell’estate 1975 viene rifatto il tetto e le canale della canonica.
Vengono restaurate anche le porte della chiesa, perché il lavoro fatto da don Cesare Landucci si è rivelato un lavoro inutile (tutti i lavori li aveva fatti eseguire a ditte di Lucca). La ripulitura delle porte viene affidata alla ditta Micheli di Borgo a Mozzano, i cui componenti sono tutti oriundi onetini. La spesa rilevante  di lire 1.335.000 è pagata con offerte della Parrocchia
 
1976
Don Orsetti ricorda il restauro dell’Oratorio di S. Cristina per iniziativa, soprattutto di Alberto Palazzi e di un gruppo di persone che, spesso, si mette le mani in tasca per pagare i lavori. Per compenso una cena, la sera della festa di S. Cristina, a base di zuppa di verdure e baccalà arrostito con fagioli, vino e olio della zona. Hanno contribuito anche i Certosini di Farneta con i panconi laterali all’altare e qualche offerta.
Nel resoconto dell’anno 1976 Don Raffaello Orsetti parla anche dei lavori eseguiti alla strada “interpoderale di accesso al paese di Oneta”, dicendo che “in questi anni un gruppo di volenterosi, con a capo il Sig. Brunini Carlo Settimol, residente a Borgo a Mozzano, oriundo però di Oneta ed anche lui affezionato al paese, ha cercato di migliorare la strada di accesso al paese. uestga qQuesta strada fatta dal Centro Studi Agricoli Shell di Borgo a Mozzano, come strada interpoderale, serviva il paese di Oneta in quanto per diversi anni era l’unico accesso al paese per le macchine per i lavori dei terreni. Era solamente sterrata e molto scoscesa per cui alla prima pioggia diveniva un canale con conseguente corrosione del manto stradale. Il Comune ogni anno provvedeva ad inghiaiarla, ma alla prima pioggia la ghiaia veniva al Borgo e strada era impercorribile. Finalmente il Comune, per interessamento del Brunini, Capo Cantoniere del Comune, si decise a bitumarne un tratto, allora tutto il paese si autotassò in modo che dove non arrivava il Comune supplisse il paese e così la strada fu interamente bitumata con grande gioia di tutti gli utenti.
 
1977
Nelle cronache del 1977 don Orsetti ha inserito un ritaglio del giornale La Nazione del 30 giugno 1977 che dà notizia della concessione della medaglia d’oro al Valor Civile a Padre Paolo Ponzi.
 

1978
Don Orsetti informa che ignoti ladri hanno rubato nella chiesa di Cerreto una madonna lignea del XIII secolo e tutti i candelieri di legno. La Madonna venne ritrovata a Vicopelago (Lucca). La Parrocchia di Oneta dona a Cerreto 6 candelieri di legno. Oneta dona 6 candelieri a Cerreto. Il pievano ringrazia la Parrocchia di Oneta.
A seguire don Raffaello Orsetti racconta le vicende relative alla “strada panoramica” Borgo, Cerreto, Pieve, Rocca, Oneta, Cune e del raccordo da questa al paese di Oneta. Una strada che il Parroco ricorda come voluta dal Geom Aldo D’Olivo, Sindaco di Borgo a Mozzano per diversi anni, uomo colto, saggio nel saper attendere a usare il tempo per partecipare alla vita della collettività, vedi Misericordia di cui è consigliere, vedi Partito della Democrazia Cristiana di cui è membro, organista della chiesa di S. Rocco e di S. Iacopo, professionista ricercato, si pensò a collegare con un braccio anche Oneta. Il disegno era pronto, ma mancavano i soldi per cui il progetto rimase nel cassetto. Finalmente attraverso un mutuo il progetto della strada di collegamento (tra la “panoramica” e il paese di Oneta) viene ritirato dal cassetto e approvato. Scrive don Orsetti: “Alcuni individui che fanno capo all’appalto, sede di tanti e non belli discorsi e fatti, passano per il paese dicendo che essendo i fondi inadeguati al completare il ramo di collegamento della strada panoramica con Oneta, il cui termine è nei pressi del lavatoio con relativa zona di parcheggio, allora si chiede la firma perché rivisto il progetto, questo si porti all’appalto e qui faccia termine. Molti ingenuamente abboccano per cui le firme vanno a finire sul tavolo del Sindaco, il cunese Matraia Gabriele, il quale casca dalle nuvole  e convoca il consigliere del M.S.I. l’unico del Comune, Gabriele Brunini, ottimo individuo sotto tutti i punti di vista, da anni dirigente, come Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, sotto la cui guida l’associazione diviene una delle più efficienti della Provincia di Lucca e forse della Toscana. Questi d’accordo con il Sindaco, convoca una riunione di tutto il paese nella scuola elementare, da anni chiusa, in quanto i ragazzi di Oneta, pochi come sono, frequentano a Borgo a Mozzano e qui a quanto mi risulta succede il finimondo, perché questi signori con a capo il “lungo”, certo Martino Bernardi (Narciso), uomo inqualificabile…vengono smascherati. Per poco – continua il racconto del Parroco – non si arriva alle mani. Alla fine la ragione prevale, la verità viene a galla sempre e si ottine una contro raccolta di firme per attuare in pieno il progetto originario.
Quest’opera viene svolta da alcuni con a capo Luciano Pieri, cerretino residente a Oneta con la famiglia e così i lavori, che si assicura verranno eseguiti nell’estate del 1979, verranno fatti come da progetto. La cosa – conclude il lungo racconto – don Raffaello Orsetti – si chiude senza strascico. I mestatori di sempre vengono messi a tacere, forse pronti alla prossima occasione a sparare ancora.
Un ultima registrazione nel libro delle cronache,  che ho visionato nell’agosto del 2018,  riguarda la lapide posta sulla facciata della chiesa che ricorda “il gesto eroico di P. Paolo Ponzi, fatta mettere da don Cesare Landucci nel 1975”. Don Orsetti ricorda che è stata messa anche la targa in pietra che ricorda la concessione della medaglia al valor civile. La lapide, voluta da don Orsetti, è stata pagata da Alberto Palazzi. Viene posta anche una luce e don Raffaello Orsetti conclude i suoi scritti con questa frase: “La luce vuole essere in questo mondo di falsi eroi e di tanti smarrimenti un punto di riferimento e di richiamo per tutti i passanti”.
Le registrazioni si concludono qui (almeno alla data dell’agosto 2018). Nel registro c’è un volantino stampato che ricorda: “Sabato pomeriggio alle 15,15 è morto don Marcello Vannucci che è stato Parroco di Oneta dal 1949 al 1963. Il funerale verrà celebrato dall’Arcivescovo martedì 15 settembre alle ore 16,30 nella sua chiesa natale di S. Maria a Colle. L’eterno riposo donagli Signore e splenda a lui la luce perpetua”. Non è riportata la data, ma don Marcello Vannucci è morto il…………………
Dietro questo volantino ci sono alcune notizie scritte a penna su Don Marcello Vannucci, con la data lunedì 14 settembre 2015, ma senza firma di chi possa averle scritte.
 
Testi letti e trascritti da Gabriele Brunini (www.gabrielebrunini.it) nell’agosto 2018 a Oneta
 
 
 





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