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Quel GRANDE CONCERTO OPERISTICO del 1968 a Borgo a Mozzano: c'era anche il mio amico Luigi Roni

Il 26 marzo 2020, nella tarda serata, ho saputo della morte, nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale S.Luca di Lucca, del Maestro Luigi Roni, cantante lirico di fama internazionale (era un basso) con cui ho condiviso per tanti anni una vera e sincera amicizia e reciproca stima. Luigi Roni, di Calomini (Comune di Fabbriche di Vergemoli) aveva 78 anni (era nato infatti nel 1942). La morte è avvenuta per causa del COVID-19, da cui era stato contagiato forse il giorno del funerale della moglie, a Calomini, appena il 4 marzo 2020. Nei giorni immediatamente successivi al funerale mi aveva cercato e mi aveva manifestato le sue preoccupazioni; insieme ad alcuni collaboratori della Misericordia gli eravamo stati vicini e lo avevamo aiutato nelle necessarie comunicazioni sanitarie. Proprio in quei giorni avevo riguardato alcune testimonianze della nostra antica amicizia e, in particolare, avevo scritto un ricordo su un "concerto lirico", tenuto a Borgo a Mozzano, addirittura nel 1968, dalla nella quale, quindi, potevo datare l'inizio della nostra amicizia. 
Ecco il pezzo che avevo preparato, per far leggere a Luigi Roni quando tutti problemi sarebbero finiti...

In questi giorni di “coronavirus”, costretti a rimanere in casa per tante ore della giornata, cerco di mettere a posto più cose possibili, di quelle che, in maniera disordinata, mi riempiono cassetti e scaffali delle librerie.
E’ cosi saltato fuori anche un corposo depliant del “II° GRANDE CONCERTO OPERISTICO DELLA VALLE DEL SERCHIO”, che fu organizzato il 6 luglio 1968, alle ore 21,15, nel “Giardino” del Circolo Enal, che aveva sede, come oggi, nell’ex convento delle oblate di Santa Francesca Romana, a Borgo a Mozzano. Il circolo a quel tempo apparteneva all’ENAL (ente nazionale assistenza lavoratori), a cui erano passati i beni del “opera nazionale dopolavoro”, dell’era fascista, e quindi anche l’immobile borghigiano, ex convento, dove durante il regime erano state realizzate le scuole elementari e costruita la sala del cinema. L’Enal fu sciolto nel 1980, come “ente inutile” e i beni furono trasferiti prima alla Regione Toscana e poi, finalmente, al Comune di Borgo a Mozzano, che oggi è il proprietario del bel complesso settecentesco.
Il concerto aveva tra i suoi organizzatori la Direzione Provinciale ENAL di Lucca, che teneva in grande considerazione il Circolo borghigiano e il Comune di Borgo a Mozzano, di cui era Sindaco in quegli anni Osvaldo Orsi.
Ricordo bene quel concerto, perché abitando davanti al Circolo, ero abbastanza partecipe delle sue attività. Partecipavo al lavoro dell’amministrazione del mensile Il Ponte del Diavolo, aiutando l’anziano amministratore Adolfo Tomei, che mi voleva un gran bene. Avevo 17 anni e, qualche anno dopo, insieme ad una “banda” di giovani, come me ed anche un po’ più grandi lottammo per diventare i nuovi gestori del Circolo (più o meno nel 1970), scalzando il potere degli “anziani” che, fino ad allora avevano gestito la vita ricreativa borghigiana.
Ma torniamo al “grande concerto”: gli artisti partecipanti erano le soprano Giovanna Santelli e Gabriella Bartolomei, il baritono Giorgio Gatti, i tenori Franco Castellana e Giuliano Ferrarini, la pianista Argia Fiorini Salani e il giovane basso Luigi Roni, che a Borgo a Mozzano contava tanti amici, ha continuato a frequentare il nostro paese ed è divenuto, nel tempo, un mio grande e carissimo amico. Nel depliant ci sono tutte le foto degli artisti, con il loro curriculum, inseriti in un testo scritto dal dottor Palmiro Barsanti, cerretino che viveva a Firenze e che, da grande appassionato di musica, organizzava al Borgo questi primi, grandi e bellissimi concerti, nella stupenda cornice del giardino del Circolo. Palmiro Barsanti, nel suo intervento, assai forbito, elenca i suoi collaboratori nell’organizzazione della “kermesse” canora: il Sindaco Orsi, il dottor Pietro Sergi della Shell Italiana (che aveva al Borgo il famoso Centro Studi Agricoli), il medico condotto dottor. Giuseppe Tassan Mangina, la signora Leonilda Marchesini Rondina, Giorgio Poggi, i due fratelli Clemente e Alberto Evangelisti, il maestro Mario Prosperi, “Pasqualino” alias Anacleto Barsanti, Giuseppe Donatini, il “Verdi” alias Giuseppe Barsanti, Giancarlo Dattili e Sirio Micheli. Nello scritto preannuncia anche la presenza al concerto dell’onorevole Loris Biagioni, dell’onorevole Pino Lucchesi e del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Lucca che, al tempo, era il borghigiano Ing. Ildo Barsanti. Palmiro Barsanti “incensa” anche il Presidente del Comitato organizzatore del concerto, che è il Cavaliere del lavoro Piero Palagi, che sicuramente del concerto stesso era un grande sponsor. Dice anche che sicuramente nella serata ci sarà lavoro per i ristoranti “Il Pescatore” e “L’inferno” e conclude ringraziando tutti per la partecipazione all’organizzazione. Le musiche sono quelle di Puccini, Verdi, Donizetti, Mozart, Haende, Bizet, Ponchielli, Massenet e Rossini (di cui, come scrive Palmiro Barsanti, nel 1968, ricorreva il centenario della morte). Di quanto scrive il Barsanti a proposito degli artisti presenti alla serata, riprendo quello che scrive del Maestro Luigi Roni: “tutti sanno dei suoi trionfi, in NORMA al Comunale di Firenze, in DON CARLOS all’Opera di Roma, in NABUCCO al San Carlo di Napoli, ecc.ecc. Aggiungere aggettivi qualificati o apposizioni – conclude Palmiro - è offuscare lo splendore del suo estro”. I pezzi cantati dal Roni nella serata furono: il DON GIOVANNI di Mozart (Madamina il catalogo è questo e La ci darem la mano insieme al soprano Bartolomei), IL NABUCCO di Verdi (Vieni o levita), L’ELISIR D’AMORE di Donizetti (Bella Adina insieme al soprano Santelli).


Scritto da Gabriele Brunini il 16 marzo 2020

Quando ho scritto il pezzo sul concerto del 1968, sapevo già delle preoccupazioni di Luigi Roni per la sua salute, ma non avrei mai creduto di scrivere, appena pochi giorni dopo, questo post, che ho pubblicato sulla mia pagina Facebook, domenica 22 marzo 2020, con tanta trepidazione:

Sono veramente momenti difficili…anche per chi soffre la malattia e si trova solo, senza il conforto dei familiari. E i familiari sono impotenti nel fare qualcosa per i loro cari. A queste persone, ammalati e loro familiari, dobbiamo far sentire la nostra vicinanza, il nostro sostegno e far sapere che li vogliamo aiutare.
Lo faccio, con il consenso del figlio, per un amico carissimo, che conosco dalla fine degli anni ’60, insieme al quale abbiamo fatto tante belle cose armoniose.
IN BOCCA AL LUPO…MAESTRO LUIGI RONI
(ricoverato presso l’Ospedale S.Luca di Lucca).
 

 
 
 





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