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BOTTEGHE E ARTIGIANI NEL CENTRO STORICO DI BORGO A MOZZANO NEGLI ANNI '60 DEL XX SECOLO.

Come già avevo fatto qualche anno fa, ho provato a ricordare tutte le botteghe e i piccoli artigiani che rendevano vivo il centro storico di Borgo a Mozzano nei primi decenni della seconda metà del XX secolo, partendo dal “Borgo”, anzi da “fondo di Borgo”, che per l’occasione ho fatto iniziare da piazza della stazione ferroviaria, intitolata a Guglielmo Marconi ed arrivando fino in prossimità del ponte del diavolo, nella località chiamata “venezia”.
Ho presentato questa ricerca il giorno 19 gennaio 2024 al Gruppo Caritas "stare inseieme in allegria non ha età", presso l'oratorio La Maddalena di via Umberto I°.

Attorno a piazza della stazione, con l’arrivo della ferrovia avvenuto nel 1898,  furono  costruite alcune attività commerciali, come il bar ristorante “da Gio’, da tutti conosciuto come “osteria di Bacciano” (il cui titolare era Giò (Giuseppe) Lotti, padre di Iolanda e suor Amabile) ed anche un grande fabbricato, realizzato dalla famiglia Mariani, che gestiva una storica impresa edile, durata fino agli anni ’80 del secolo scorso, il cui ultimo titolare è stato Vittorio Mariani. C’è da pensare che quella struttura sia servita anche come una sorta di albergo, negli anni in cui la ferrovia si è fermò a Borgo a Mozzano, prima di proseguire, a tappe, verso la Garfagnana.
Come riferimento ho preso gli anni ‘60 del XX secolo, facendo perno sui miei ricordi di bambino e adolescente.
Cominciamo dunque questo elenco, che comprende, più o meno 100 attività commerciali e artigianali.

Prodotti Record, in piazza della stazione e nell’attuale sede ITI c’era la fabbrica di accessori auto, di Antonio e Chiara Girolami. L’edificio fu costruito come fabbrica della “Cucirini Cantoni Coats” nel 1904, sul terreno di un preesistente cimitero, che era a corredo della chiesa del Crocifisso.
Osteria di Bacciano (bar e trattoria), di Iolanda Lotti.
Circolo Enal, nei locali dell’ex Convento delle Oblate di S. Francesca Romana. Conosciuto anche come “Circolo l’Unione”,  vecchio nome del circolo paesano del XIX secolo.
Ufficio Postale a piano terra del palazzo comunale, poi trasferito davanti alla chiesa di S. Iacopo (prima di essere trasferito nell’attuale edificio costruito ad hoc).
Pretura e carcere mandamentale, in un’ala del palazzo comunale.
Bar di Iride (madre di Michelangelo Brunini) sull’angolo della piazza XX settembre. Meglio conosciuto come “bar della gobbina”.
Entrando nella borgata, subito dopo le logge, si trovava:
Biciclette, riparazioni e noleggio auto senza conducente,   di Paolino e Mario Puccinelli che gestivano anche un negozio di biciclette ed elettrodomestici (il negozio era sulla dx e le riparazioni sulla sx).
Parrucchiera Nadia Guerra con aiutante e successore nella gestione del negozio Simonetta De Servi.
Alimentari di Livio Fazzi, meglio conosciuto come “piastricci”. La spiegazione di questo “soprannome” deriva dal fatto che quel negozio vendeva le droghe e l’occorrente per insaccare i maiali.
Alimentari e forno di Mario Lotti Suffredini (già di Cesarina Lombardi).
Scarpe e accessori di Amelia Barsanti Brunini (poi di Caterina Brunini e oggi di Leda Fazzi).
Cartoleria edicola di Marisa Giusti.
Bar di Agostino Giovacchini.
Frutta e verdura di Giusti Carretta Laura (poi di Enio Motroni).
Albergo Ristorante “L’Inferno”, della famiglia Lotti e poi di Natale Guerra e poi di Lucchesi…
Lavanderia di Zulma Brunini
Sartoria di Sartini Matteo.
Fotografo e tipografia Togneri di Elso D’Olivo (in piazza Garibaldi).
Noleggio auto con conducente di Danilo Marchesini (in piazza Garibaldi).
Macelleria di Giampiero Menchini.
Farmacia di Leone Amaducci.
Banca Toscana, cassiere Nemi Micheli.
Zoccoli e ciabatte di Teresa Barsi (la “zoccolaia”).
Borse e ombrelli  di Osvaldo e Tidia Palagi.
Cartoleria di Giannelli.
Calzolaio Bruno Brunini, meglio conosciuto come “sperandio”.
Bar Pasticceria di Isidoro e Pia Barsi.
Barberia di Giorgio Flosi.
Alimentari e forno di Ezio e Lena Brunini.
Agraria di Attilio Tomei (Chiocciolino) e della figlia Margherita (che esercitava anche come ricamatrice).
Stoffe di Mario Guaspari (meglio conosciuto come “pistollino”).
Frutta e verdura di Santi e Palma Tomei.
Mercerie delle Sorelle Caselli (Amelia e Miledi).
Mercerie di Mariannina Tomei.
Banca Cassa di Risparmio di Lucca.
Oreficeria di Vichi….
Calzoleria di Allegri Onorato.
Mesticheria di Vittorio Pierotti, detto il “bresciano” (di proprietà della famiglia Clerici e poi di Costa Cesare e Mietta).
Casalinghi di Maria Lombardi (meglio conosciuta come  “ciottolina”).
Alimentari e forno di Virginia Ricciarelli (meglio conosciuta come “la cira”).
Mercerie, abiti e giocattoli di Palagi Domenico  (già di Francesco e Corinna Palagi) il negozio era conosciuto anche come quello di “canta messa”).
Alimentari e forno di Margherita Lotti detta “cenciarina” (fornaio Paolino Pieroni).
Casalinghi di Stella Lotti.
Bar Tabacchi di Tina Barsanti, con biliardo e sala TV.
Deposito di Scolastica Fontanini.
Mesticheria di Simonelli Lelio e Agostinelli Alfea.
Oreficeria di Gimi Marchetti (prima di Aldo Santi trasferitosi poi al ponte pari).
Alimentari e Forno di Fazzi Omero e Egle.
Elettrodomestici di Antonio e Leda D’Olivo.
Impianti elettrici  di Ghiloni e D’Olivo.
Studio Tecnico Geometri Aldo e Giorgio d’Olivo.
Studio Tecnico Geometra Aldo Del Guerra.
Lattoniere Idraulico Erenesto Piria.

Arrivati al “ponticello”, con il Rio di Oneta che fa da confine, finisce il Borgo e comincia San Rocco, che un tempo, come abbiamo già detto, era Cerreto di Sotto.
Si parte dunque dal “ponticello”, dove fino a poco tempo fa c’era la macelleria di Betty, fino a piazza Pascoli ed anche oltre….Ecco l’elenco:

Macelleria al "ponticello" di Menchini Marino (prima ancora di Leonildo Marchesini).
Latteria al "ponticello" di Amelia Cortopassi.
Frutta e Verdura Tomei Iride, davanti a piazza S. Rocco.
Barberia Fioretti Nello.
Pescheria gestita da Viareggini sull'angolo della piazza San Rocco.
Nella limonaia di Piazza S. Rocco, oggi sede della biblioteca, ci ho visto da bimbetto: un piccolo scatolificio gestito da Augusto Amaducci e figli, un primo embrione dell’azienda di Giuliano Castori e poi un maglificio di Nedo Lucarini e della moglie Silvana Tomei.
Ambulatorio del dottor Luigi Rondina.
Frutta e Verdura di Marianna e Guglielma Giusti.
Calzolaio Barsotti Giuseppe.
Parrucchiere Wanda e Silvana Guerra.
Pizzeria di Maria Tambellini.
Barberia Bacci Mario e poi di Augusto Assensi di Piaggione.
Macelleria di Pietro Tambellini.
Alimentari e forno di Rino Pieri.
Sartoria di Geremia Bachini e altri.
Elettrodomestici e riparazioni radio di Lotti e Cioni.
Calzature di Francesca e Ettore Lucarini.
Calzolaio Barsanti Giulio.
Bottaio Niccolo Giannini.
Carbonaio Giusti Maille di Corsagna.
Mercerie Giusti Desire (sorella del carbonaio).
Bar trattoria di Giusti Alfredo e Paola.
Officina di Gambogi Pietro.
Cappelli e Borse di Maria Grossi con la figlia Alma.
Sartoria di Santini Alvise.
Calzolaio Paolino Addonesi.
Calzolaio Bonardi Paolo (in casa).
Sartoria Bonardi Luciano (in casa).
Mercerie di Micheli Duse e Clementina.
Barberia di Pellegrini Umberto.
Stoffe di Barsanti Romeo.
Frutta e Verdura “da Baffino”.
Bar Gelateria di Evangelisti Luigi.
Alimentari di Pieroni Lina.
Cartoleria edicola di Pellegrini Amaducci Egle mamma i Renza Amaducci.
Bar Tabacchi di Porciani Lea e Giusti Giulio.
Riparazioni cicli moto di Viviani Mario.
Orologeria/Oreficeria di Santi Aldo.
Macelleria “Brunalpina” di Zellini Piero di Valdottavo.

Oltre Piazza Pascoli, dove si trovava la importante fabbrica di confezioni Manifattura del Ponte (MdP) di Pietro e Iolanda Palagi, ma anche la "Cereria" di Agostino Motroni e il distributore di benzina di Alfredo Nelli, si proseguiva per viale Italia e si arrivava fino all’Albergo con Bar gestito da Demetrio Micheli con la mamma Vera (locale conosciuto oggi come Gallo D’Oro). Dopo Demi a gestirlo furono le sorelle Giuseppina e Ornella Lucchesi, che poi costruirono il bar albergo Il Pescatore. Poi ci fu realizzato il Ristorante Milano dei Baldaccini, che poi hanno costruito l’Hotel Milano.  
Proseguendo invece per via Regina Margherita (oggi via della Repubblica), si trovava la Tipografia Amaducci dei fratelli Luca e Guseppe Basili, la bottega di fabbri/maniscalchi dei fratelli Giuseppe e Benedetto Brunini, la Fabbrica di Presepi e Ceramiche Fontanini (in turchia) e la Falegnameria dei fratelli Giacinto e Mario Paoli (in “venezia”).
Questo elenco lo avevo redatto qualche anno fa.
E’ stato giusto ricordarli tutti, perché almeno rimanga una memoria di un tempo che fu.

Gabriele Brunini - 19 gennaio 2024







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