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LA STATUA DELLA MADDALENA ESPOSTA AL MUSEO DEL LOUVRE
Il 22 ottobre scorso è stata inaugurata al “Louvre” di Parigi una grande mostra di 140 opere della scultura rinascimentale italiana che ha, come titolo: “Il corpo e l’anima. Sculture Italiane da Donatello a Michelangelo (1465-1520)". Tra le opere “robbiane” esposte nel museo parigino c’è anche la “Maddalena” che si conserva nella chiesa propositurale di San Iacopo a Borgo a Mozzano. Insieme alla Maddalena ci sono altre opere importanti a cavallo tra il secolo XV e XVI e, tra queste, il “San Sebastiano” di Andrea Della Robbia, che si conserva nel Museo di Montalcino. Ritengo che sia una notizia stupenda, che possa portare prestigio alla nostra comunità, rafforzando la consapevolezza di essere depositari di opere d’arte importanti, che abbiamo il dovere di tutelare nel tempo, come hanno fatto per secoli coloro che ce le hanno tramandate. Ho interpellato il Parroco di Borgo a Mozzano, don Francesco Maccari che, chiaramente, è stato a suo tempo informato dalla Soprintendenza e dai curatori della mostra ed ha concesso la sua autorizzazione al trasferimento della statua. Anche il Parroco auspica che questa esposizione sia utile all’opera d’arte, che prima dell’esposizione al Louvre si avvantaggerà di una opportuna manutenzione, ma anche alla successiva valorizzazione della medesima, al momento del suo ritorno a Borgo a Mozzano.
Da questa prestigiosa esposizione ci potranno pervenire maggiori informazioni storiche sulla statua che, prima di essere conservata nella chiesa di S. Iacopo, si trovava in una cappella presso il “ponte di Chifenti” (il più importante monumento del nostro territorio) che, proprio dalla statua conservata nei pressi, assunse il nome di “ponte alla Maddalena”. Secondo Massimo Betti, già Sindaco di Bagni di Lucca, la statua sarebbe stata posta in quel luogo nel 1526 (Vedi nota n.1).  Sarebbe altrettanto interessante conoscere i motivi della scomparsa di quella cappella e del trasferimento della statua robbiana nella chiesa di S. Iacopo, visto che, fino ai primi decenni del ‘900, le case lungo la statale del Brennero nei pressi del “ponte del diavolo” facevano parte della Parrocchia di Corsagna. Per le informazioni sulla nostra statua di “Maria Maddalena” faccio riferimento allo scrittore e storico borghigiano Francesco Maria Pellegrini che nel suo libro “Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte” edito nel 1925, scrive che la statua: ha una somiglianza sorprendente con la statua in legno del Donatello, che si trova in S. Giovanni in Firenze. Simili a questo simulacro sono non pochi santi attribuiti ad Andrea della Robbia, con il volto scarno e ispirato. Andrea della Robbia morì nel 1525. Il Pellegrini valuta altre possibili attribuzioni della statua conservata a Borgo a Mozzano, che potrebbe essere attribuibile a Luca della Robbia (contemporaneo del Donatello) o a Benedetto Buglioni, che imparò l'arte di invetriare da una donna uscita dalla casa di Andrea. Il Buglioni fece statue pregevoli nella cappella di Bernardo Del Bianco nella Badia di Firenze.
Maria Maddalena, detta anche Maria di Magdala è venerata come santa dalla Chiesa, che celebra la sua festa il 22 luglio, data nella quale, fino a qualche decennio fa, si svolgeva presso il “ponte della Maddalena” di Borgo a Mozzano una importante fiera, che richiamava gente da tutti i paesi vicini. Maria Maddalena viene descritta, nel Nuovo Testamento come nei Vangeli apocrifi, come la cugina di Maria, ma le narrazioni evangeliche la dipingono come una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni Vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell'avvenuta resurrezione.
Un ricordo personale: la statua della Maddalena era conservata, nella chiesa di S. Iacopo, sopra la porta della sacrestia, vicino alle statue dell’Annunciazione. Quando fu valutato di rendere la statua meglio visibile, in tutta la sua bellezza, mi occupai di far realizzare e donare dalla Italvetro di Borgo a Mozzano, azienda presso cui lavoravo, i vetri di sicurezza dell’urna in cui è attualmente conservata.
Come sostenuto anche da don Francesco Maccari, un evento così significativo, come l’esposizione al Museo del Louvre di un’opera d’arte del nostro territorio, deve far aumentare la consapevolezza del grande patrimonio storico culturale di cui siamo depositari. Sono ben 19 le chiese parrocchiali del comune di Borgo a Mozzano, a cui si aggiungono altre chiese di rilevante importanza, come la millenaria Pieve di Cerreto o quelle del convento di S. Francesco e del SS. Crocifisso nel Capoluogo, il Santuario di Serra  a Corsagna, oltre a vari oratori e cappelle presenti un po’ in tutte le frazioni. E’ urgente riprendere la proposta, che ho più volte  caldeggiato, di creare un museo territoriale dell’arte sacra, che potrebbe trovare adeguata sistemazione proprio nella grande chiesa del Crocifisso di Borgo a Mozzano, oggi chiusa perché inagibile e a rischio di pericolosi cedimenti. La proposta l’ho ribadita anche in un libro, che ho scritto durante il primo lockdown, dal titolo “Il miracoloso Crocifisso del Borgo e la sua chiesa”, pubblicato nello scorso mese di luglio dalla Misericordia di Borgo a Mozzano. Una proposta che rinnovo a tutti i possibili destinatari interessati.

Gabriele Brunini – 15 novembre 2020
www.gabrielebrunini.it

Note: 1) Massimo Betti, di Bagni di Lucca, ha pubblicato un libro, edito dal Comune di Borgo a Mozzano, dal titolo "IL PONTE DEL DIAVOLO, Notizie Storiche e iconografia" - per i tipi della Tipografia Gasperetti di Barga, finito di stampare nel dicembre 1995. Nella pubblicazione il Betti, a pagin 14 scrive: Nel 1526 venne eretto un eremitorio ai piedi del ponte sul lato sinistro del fiume. Esso fu dedicato a Santa Maddalena , da cui il nome Ponte alla Maddalena.....Nel diciottesimo secolo l'oratorio era custodito da un eremita, eletto dalla Confraternita della SS.ma Annunziata della Chiesa Parrocchiale di S.Iacopo di Borgo a Mozzano, che riceveva 8 lire all'anno; altrettanti venivano dati al Parroco. La suddetta pubblicazione contiene una introduzione del Sindaco del tempo Gabriele Brunini.



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BUONA LETTURA...



LA PRIMA MACCHINA DELLA LUCCHESIA, CON TARGA "LU 1" APPARTENEVA A UN BORGHIGIANO...
Una ricerca del giornalista e storico Paolo Bottari, pubblicata su LA NAZIONE del 1 novembre 2020, ci rivela che la prima macchina immatricolata, nel 1927, con la targa "LU 1", sigla della Lucchesia, apparteneva a Natale Gigli di Borgo a Mozzano. Era una Fiat 509 Torpedo.

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CATUREGLIO: L'ANTICA VILLA SOPRA BORGO A MOZZANO, storia e ricordi.
La villa di Catureglio, si trova a pochi chilometri sopra Borgo a Mozzano, ma fa parte della Parrocchia di Cune ed è vicinissima anche al paese di Oneta. Oggi appartiene alla famiglia inglese degli Hopkins, che l'hanno completamente restaurata e resa uno splendido resort, dove soggiornano molti stranieri e si celebrano matrimoni da favola. I signori Hopkins hanno trovato una preziosissima collaborazione, nella gestione degli interventi e delle attività, che vengono svolte a Catureglio, nella operosa presenza di Richard Hobbs che fa l'amministratore della Società di gestione del complesso.
Il 17 ottobre 2020, dovendo organizzare un incontro tra le Misericordie della Lucchesia, ho chiesto la possibilità di farlo svolgere in quel luogo e la signora Sarah Hopkins, con generosità, mi ha concesso il luogo. In quel periodo tra l'altro la signora Sarah Hopkins sarà presente a Catureglio con il marito Sir Alex Younger.
Mi è così capitata l'occasione di sviluppare qualche ricordo della mia infanzia e gioventù e di scrivere una breve storia di quel luogo incantato.


Gabriele Brunini -  Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano
Ottobre 2020


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CATUREGLIO: A BRIEF HISTORY FROM ANTIQUITY TO THE PRESENT DAY...AND SOME CHILDHOOD MEMORIES
When I was a young boyCatureglio was a place where boys and girls from Borgo, but also Cune and Oneta, would come to visit. One of the events was the "merendino" ("snack") of Easter Monday, when people competed to win a place on the lawn in front of the large villa, which at that point had been completely abandoned. We were always a little afraid to go there, fearing that the mysterious owner of that place would come to drive us out, because we had trespassed on his property. Villa Catureglio was for us a sort of enchanted palace, which no one could enter; it was a fairytale of secret rooms and passages, where ghosts had always lived. One of the most fascinating was that of Lucida Mansi, an attractive and libertine woman, who had lived in that manor in ancient times, who continually gazed into mirrors, obsessed with the possibility of preserving the beauty of her youth forever.

The Borgo historian Francesco Maria Pellegrini tells us a little about Catureglio history in his book, published in 1925, entitled "Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte" ("Borgo a Mozzano and Pescaglia in history and art"). The region of Catureglio – writes Pellegrini – lies between the borders of Cune, Oneta and Borgo, and was already an allodial title for the Castracani-Antelminelli. 

As early as the 3rd of November 1388, an Antelminelli was selling the assets of that location to a member of the Guinigi family. In 1428, in the church of San Jacopo in Borgo a Mozzano, in the presence of the syndicate of the communities making up the Vicariate of Coreglia, and at the request of Michele Guinigi, a judgement was issued by the biggest syndicate of Lucca. In this judgement, it was declared that the inhabitants of Catureglio were to be exempt from any effective, personal and mixed taxation. These tax exemptions were then renewed several times until that farm remained in the Guinigi family. When in 1430 Paolo Guinigi, Lord of Lucca, lost his power, Villa Catureglio escaped the confiscation of the prince's assets, and some of his descendants took refuge there. These Guinigi often came down from Catureglio to Borgo, where they owned a villa right in the village, on the left going towards the church of San Jacopo, less than 100 metres from the square in front of the present town hall; some of them were councillors of Borgo itself. As princes and citizens of Lucca, they had a lot of influence on this Municipality of Borgo a Mozzano and – as Pellegrini claims – they kept the income from fishing in the river Serchio.

The possession of Catureglio later passed to the important Lucca Mansi family and in 1925 – as Pellegrini writes in his book – it belonged to Mrs Angela Bartelloni, widow of Bendinelli, from Borgo a Mozzano. The historian also writes something rather intriguing: "In a small neighbourhood near the villa there is a portrait of the beautiful and slandered Lucida Mansi".  Where on earth could this painting have ended up?!?

Catureglio, with its villa, peasants' houses, stables, barns, huts and metati (drying houses for chestnuts), with the many cultivated lands and the numerous woods, then passed into the property of the surveyor from Borgo Renato Fazzi and, in that period, the degradation of the buildings and land worsened. In many lands, including agricultural ones, coniferous plants were planted which, in addition to being unnatural for those places, went as far as altering the landscape.

Finally, Catureglio was bought, in 1987, by the English Hopkins family who, thanks to the passion and significant investments of Sir Michael Hopkins and his wife Patricia, both architects, have now restored the place to its former glory and beauty. For the management of the complex restoration of the properties and the restoration of the cultivation of the land, the Hopkins were able to make use of the expertise of Richard Hobbs,  who moved in the late 1980s to Catureglio from England, with his family,  who live nearby and take care of every aspect of the business and the management company. The daughter of the Hopkins family, Sarah, with her husband Sir Alex Younger, also enjoys experiencing life in Catureglio and stays there often.

Gabriele Brunini, October 2020



LUCIDA MANSI: IL MISTERO DI UN QUADRO SCOMPARSO DA CATUREGLIO
A Catureglio, l'antica villa fattoria, che appartenne ai Guinigi e poi ai Mansi, esisteva un quadro della bella e discussa Lucida Mansi.
Chissà dove sarà oggi quel ritratto ?!?



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IL CONTESTO AMBIENTALE: PATRIMONIO COMUNE.
I cittadini, giustamente, pretendono che il proprio paese sia curato, che i monumenti siano restaurati e valorizzati, sperando che il turismo migliori le nostre possibilità di vita e di reddito.
Però si assiste, talvolta, ad un peggioramento della tenuta dei luoghi, di proprietà privata, dove i cittadini non sono molto attenti. Addirittura c'è un notevole peggioramento rispetto al passato. Ce lo testimoniano tante foto storiche che talvolta pubblico. Vi faccio un esempio che riguarda gli orti sul fiume, lungo l'abitato di Borgo a Mozzano. Ricordo benissimo quando ero bambino che molti avevano l'orto sul fiume, quando il fiume era curato e la vegetazione della spiaggia era controllata, anche per l'economia delle "vetrici" che servivano per fare i canestri. Chi aveva l'orto partiva da casa con gli attrezzi da lavoro e li riportava a casa. Oggi lungo la spiaggia del fiume è tutto un fiorire di baracche che, normalmente, vengono costruite con vecchi feltri di cartiera, lamiere arrugginite e qualche lastra di eternit sfuggita allo smaltimento. Un tempo le baracche non c'erano ed anche questo è facilmente testimoniato da vecchie foto. Ma anche i vari terreni sono invasi da baracche e costruzioni obbrobriose, certamente non inserite nel nostro storico contesto ambientale. Potremmo verificarlo facilmente perfino vicino alle pievi millenarie....
Se vogliamo il bello, se vogliamo il turismo, ognuno faccia la propria parte. Dopo il recente restauro del ponte anche il contesto ambientale di questo monumento va tutelato e curato. Questo è compito di tutti i cittadini e le Amministrazioni pubbliche devono sensibilizzare, vigilare e correggere...
Gabriele Brunini, 28 settembre 2020 



IL MONUMENTO A PIO VII E IL PALAZZO GIORGI
11 maggio 2017
I lavori di messa in sicurezza e rifacimento intonaci del monumento a Pio VII, che si trova in località "turchia" (così si chiamava un tempo) a Borgo a Mozzano, sono stati finalmente realizzati dall'Amminsitrazione Comunale. Ora verrà fatta, sicuramente, anche la ripulitura della statua in marmo, dello stemma papale e delle scritte. Così mi è venuta voglia di dare un contributo straordinario al Comune per il rifacimento del naso del Papa, rotto da un mio prozio (fratello di mia nonna mterna Gina Martini) che, quando aveva una decina di anni, tirando un sasso, fece il danno.
Mia nonna, che quando era bambina abitava con i genitori e gli otto fratelli in prossimità di quel monuemnto,  mi raccontava l'episodio ogni volta che si transitava davanti allo stesso.
Più o meno il danno fu fatto nel 1896, visto che il prozio, Guglielmo Martini detto "Memi", era nato nel 1886. Con questo gesto ho ricordato la lontana memoria di questo lontano parente, emigrato negli Stati Uniti e morto chissà dove... 


POST PRECEDENTI 


Il 7 settembe 2016 si è svolta, finalmente, davanti al monumento a Pio VII, costruito nel 1814, la cena per finanziare il restauro del manufatto, da tempo transennato e a rischio crollo.
Mi è sembrato giusto riproporre nell'occasione un mio articolo sull'argomento, scritto nel 2014.
Per un concomitante impegno (un concerto nella chiesa di S. Francesco organizzato da "il Serchio delle Muse") non ho partecipato alla cena, ma mi sono recato dagli organizzatori a dare il mio contributo.
Un plauso agli organizzatori dell'iniziativa...
Gabriele Brunini (8 settembre 2016)


Una recente segnalazione sul degrado di via della Repubblica (già via Regina Margherita di Savoia) a Borgo a Mozzano mi ha spinto a scrivere sul monumento a Pio VII, realizzato dalla famiglia Giorgi nel 1814 per celebrare il ritorno dall'esilio in Francia del Pontefice, che si dice fosse in relazione con quella famiglia borghigiana, oggi estinta, almeno nel cognome. 
Il monumento è in condizioni di estremo degrado ed a rischio crollo; nei prossimi giorni segnalerò il problema al nuovo Sindaco, come già ho fatto con il precedente, nel 2013.
Con l'occasione pubblico anche alcune foto sul palazzo e sulla famiglia Giorgi che ho nel mio archivio.

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LA "DOGANA" DI TEREGLIO: IL VERGOGNOSO INCONCEBILE DEGRADO DI UN MONUMENTO STORICO...
Qualche giorno fa mi sono recato a fare una scampagnata in moto lungo la via provinciale che sale fino al Rifugio Casentini, prima di "Foce a Giovo". Passando davanti alla "Dogana" di Tereglio mi sono fermato a fare alcune foto alla struttura in miserevoli condizioni e ho deciso di scrivere questa breve nota.

La "Dogana" di Campo Buriano a Tereglio (Comune di Coreglia) è un palazzo enorme, voluto da Maria Luisa di Borbone come stazione di posta lungo la strada carrozzabile Lucca - Modena, che valicava Foce a Giovo. Ultimata nel 1825, la grande struttura perse via via il suo ruolo, per il progressivo abbandono della strada di valico.
Come recita il cartello posto a descrizione della struttura, quando, nel 1909, a Tereglio fu istituita la Misericordia, la Cassa di Risparmio di Lucca scelse quell'edificio come "colonia alpina per fanciulli gracili, anemici e predisposti alla tubercolosi", accogliendo ogni anno circa 200 ragazzi d'ambo i sessi, in vari turni. Questa importante iniziativa durò fino al 1943. Poi la guerra interruppe questo servizio.
Nel dopoguerra iniziò il lento abbandono della struttura, che l'incuria e i saccheggi hanno ridotto nella situazone di oggi. 
Possibile che queste risorse storiche, che potrebbero avere grandi risvolti positivi per il turismo, non abbiano alcun interesse per le istituzioni (Comune, Provincia, Regione).
Alla vigilia delle elezioni comunali di Coreglia e delle elezioni regionali, c'è qualcuno che... batte un colpo ?!?!?!


Gabriele Brunini - 15 settembre 2020



2010 -2020: DIECI ANNI FA VENIVA DECISA LA NASCITA DELLA MISERICORDIA DI BETLEMME.
Un intervento di Gabriele Brunini, attuale Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano e Componente del Consiglio dei Saggi di Confederazione Nazionale, riapre la discussione sul progetto della Misericordia di Betlemme, un sogno nato in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole e con la Custodia Francescana di Terrasanta. Nel 2010 Gabriele Brunini era il Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie.

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PER LA FESTA DELLA MADDALENA, AL BORGO, C'ERA UNA ANTICA FIERA DAVANTI ALLO STORICO PONTE CHE PORTA IL NOME DELLA SANTA (DETTO ANCHE PONTE DEL DIAVOLO)
Una delle fiere che un tempo si svolgevano a Borgo a Mozzano era quella “della Maddalena”, proprio nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Maria Maddalena, il 22 luglio.

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"IL MIRACOLOSO CROCIFISSO DEL BORGO E LA SUA CHIESA": la presentazione di Roberto Guastucci del libro scritto da Gabriele Brunini.
Domenica 12 luglio 2020, in una cornice insolita condizionata dalle normative anti Covid 19, si è svolta la presentazione del libro scritto da Gabriele Brunini, Governatore della Misericordia, sulla storia del SS. Crocifisso di Borgo a Mozzano, venerato fin dal XV secolo.  La location era in via Roma, davanti alla sede storica della Misericordia e proprio di fronte alla chiesa del SS. Crocifisso, interdetta al pubblico dal 2013, a seguito di una scossa di terremoto. 
In apertura dell'incontro ci sono stati gli interventi di saluto del Correttore della Misericordia don Francesco Maccari e del Sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti, a cui ha fatto seguito la presentazione dello storico e scrittore Roberto Guastucci di cui riportiamo il testo integralmente.


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IL MIO LIBRO SUL "MIRACOLOSO CROCIFISSO DEL BORGO".
La presentazione del libro "IL MIRACOLOSO CROCIFISSO DEL BORGO E LA SUA CHIESA" è stata una bella cosa.
Grazie ai volontari e ai dipendenti della Misericordia che hanno lavorato tanto, grazie al Sindaco Patrizio Andreuccetti, grazie a Don Francesco, grazie al cugino/intellettuale Roberto Guastucci per la presentazione, grazie a Graziano Polidori, Francesca Maionchi, Caterina e Ilaria Brunini per le musiche. Grazie alla mia gente e ai tanti amici che, ogni volta, non mi fanno mancare il loro sostegno. Domenica 12 luglio 2020.




20 aprile 2020: OGGI E' LA FESTA DELLA MADONNA DEI FERRI, PATRONA DEL COMUNE DI BORGO A MOZZANO
IL 19 E 20 APRILE 2020 SI SAREBBE FESTEGGIATA, COME OGNI ANNO, LA MADONNA DELLE GRAZIE DETTA DEI FERRI, PATRONA DEL NOSTRO COMUNE DAL 1954.
Quest'anno , in tempi di COVID-19, non si sono potute svolgere le consuete celebrazioni, nè si è potuto concludere il restauro della sacra immagine, che la Congregazione della Madonna dei Ferri ha affidato al restauratore Lorenzo Lanciani.
Alle ore 10 di lunedì 20 aprile si è tenuta la S.Messa, trasmessa in diretta da NOI TV, con una ripresa magistralmente fatta da Abramo Rossi.
Auguriamoci che, nel corso dell'anno 2020, si possa inaugurare il restauro dell'antico affresco e si possa tornare a far festa insieme.

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COVID-19: TUTTI NEGATIVI I 98 TAMPONI ESEGUITI AL CONVENTO DI SAN FRANCESCO, NELLA RSA DELLA MISERICORDIA
Nella giornata di oggi abbiamo avuto finalmente il responso ai 98 tamponi che l’ Azienda Usl ha fatto anche nella nostra “RSA Convento di S. Francesco” della Misericordia di Borgo a Mozzano, nella giornata di giovedì 9 aprile.
I tamponi eseguiti, che hanno riguardato i 47 ospiti, tutto il personale dipendente e i giovani del servizio civile, come è già stato comunicato dal Sindaco Patrizio Andreuccetti questa mattina, sono risultati tutti negativi.
In tempi così complicati e difficili dobbiamo mantenere sempre alta la tensione e non è mai facile gioire in situazioni così preoccupanti; ma indubbiamente è un risultato che, al momento, ci tranquillizza e premia una attenzione ed un lavoro che è stato portato avanti con determinazione, fin dai primi momenti in cui si è avuto conoscenza e coscienza della gravità del “Coronavirus” che si stava sviluppando e diffondendo. Premia il lavoro di tutto il personale dipendente della Misericordia e l’impegno svolto, in prima persona senza risparmiarsi, dalla Direttrice della struttura che, in questo periodo difficile, ha seguito anche tutte le problematiche sanitarie della Fraternita di Misericordia e non solo della RSA. Devo dire che anche precedentemente al diffondersi di questo “invisibile” COVID-19, nella nostra RSA si è fatta attenta prevenzione anche batteri come il “clostridium difficile” e il “new delhi” che spesso altri hanno sottovalutato nella loro pericolosità; ed anche questo ha contribuito ad una buona esperienza di lavoro.
Gli organi direttivi della Misericordia, fin dal primo momento, hanno deciso di attivare ogni possibile attività migliorativa per la  messa in sicurezza degli ospiti e della struttura, che è stata immediatamente chiusa a visitatori e parenti e fornita di tutti i dispositivi di protezione necessari, con significativi interventi economici diretti, che hanno riguardato anche un aumento delle ore lavorative del personale della struttura.
Come Governatore di questa importante “opera assistenziale” che è, nella sua unicità, la nostra Fraternita di Misericordia sono felice di quanto finora abbiamo fatto, con un concorso di solidarietà e generosità di tante persone, imprese e associazioni che, come sempre, ci sono vicine e ci permettono di ottenere questi risultati.
Gabriele Brunini – Governatore Misericordia
Borgo a Mozzano, 14 aprile 2020
 
 
Ho chiesto alla Direttrice della RSA, Lorena Mariani, una relazione sul periodo vissuto per tenere in sicurezza la nostra RSA Convento di S. Francesco, sul lavoro che è stato fatto e che dovrà proseguire ancora, non sappiamo per quanto tempo. La pubblichiamo come contributo “storico” di un particolare momento, che forse non pensavamo di vivere.
 
“E’ innegabile - scrive la Direttrice della RSA - che la paura e la preoccupazione ha accompagnato tutti questi lunghi giorni di gestione della situazione di emergenza, che tuttora prosegue.
 
Ci vuole  coraggio a stare in prima linea, la lucidità è necessaria, ma la consapevolezza di sentirsi in guerra  fa nascere emozioni e sensazioni di impotenza mai provate prima.
 
Nei 47 giorni trascorsi (la prevenzione è iniziata infatti con la data del 27 febbraio) abbiamo scritto ed applicato la storia della gestione di questa grande emergenza sanitaria. Nessuno di noi era preparato a gestire una cosa del genere, ma attraverso le conoscenze possedute, l'intuizione, l'analisi continua e la forte necessità di protezione e sicurezza, nel rispetto della salute e della vita dei nostri ospiti e dei nostri operatori, abbiamo potuto raggiungere questo risultato importante, che oggi abbiamo toccato con mano.
Stiamo tutti bene: ospiti e operatori.
Sia come Direttrice, che come persona,  sono fiera ed orgogliosa di quanto e di come  abbiamo lavorato, costruendo sicurezza e qualità, senza trascurare la sfera relazionale e il bisogno degli ospiti di sentire vicino attraverso le varie tecnologie i propri familiari.
Questo lavoro non è stato affatto facile; ha visto lo stravolgimento di attività quotidiane, consuetudini, abitudini e protocolli operativi ormai consolidati nel  tempo, a favore di quella ricerca di sicurezza e protezione che mirava a "lasciare fuori il virus…".
Come dicevo non è stato facile, ma è stato realizzabile grazie al supporto di un meraviglioso gruppo di lavoro, che si è messo a disposizione in maniera instancabile, offrendo massima collaborazione, che ha reso onore alla nostra “mission”, che da sempre mira a raggiungere il massimo livello di benessere possibile per ogni ospite che ci viene affidato.
 
Non è mancato il rapporto con i parenti e il coinvolgimento del Comitato dei Familiari che, nella persona del Presidente, riceveva ogni giorno informazioni sullo stato dell'arte della situazione e sugli avanzamenti delle misure di sicurezza messe in atto, o in procinto di partire, a contrasto dell'epidemia.
 
Vi posso garantire che, se pur con le restrizioni dovute, ai nostri ospiti non è mancato niente: il clima è sereno, il personale si è fatto maggior carico della carenza affettiva dovuta all'allontanamento dei familiari, abbiamo aumentato le ore di assistenza giornaliere per garantire il supporto necessario, anche a livello psicologico, e personalmente ho seguito, quotidianamente, sia lo stato di salute che lo stato psicologico di tutto il gruppo (in totale 98 persone), e nessuno ha manifestato segnali di sofferenza.
 
Il successo di questo momento è di grande aiuto e supporto e ci stimola a proseguire in questo cammino, con la stessa grinta con la quale abbiamo iniziato; consapevoli che le misure di sicurezza messe in atto sono servite a portare avanti, con ottimi risultati, quella lotta per la vita che, sia da sanitario che da essere umano, sono alla base della mia persona.
 
Concludo con un forte abbraccio verso la mia squadra: ci unisce un forte sentimento di gruppo che ha trovato, in questa guerra, un meraviglioso modo di esprimersi nell'instancabilità quotidiana, nell'amore dimostrato verso il proprio lavoro.
Nessuno tra di noi si è mai sentito solo.
Grazie!
Lorena Mariani – Direttrice RSA Convento di S. Francesco
Borgo a Mozzano, 14 aprile 2020
 



26 MARZO 2020: E' MORTO IL BASSO LUIGI RONI, UN CARISSIMO AMICO
La morte del Maestro Luigi Roni, nato a Calomini nel 1942, mi ha rattristato molto. La morte è stata causata dal "coronavirus", dal quale era stato contagiato in maniera del tutto fortuita in occasione del funerale della moglie, avvenuto appena il 4 marzo 2020.

Nei giorni della sua malattia avevo scritto un ricordo di un concerto del 1968 a Borgo a Mozzano, che aveva segnato l'inizio della nostra amicizia.

Gabriele Brunini - 27 marzo 2020

LEGGI IL TESTO 





La peste del 1630 e il coranovirus di oggi...
In tempi passati, di fronte a calamità e pestilenze, la gente pregava e si rivolgeva ai suoi Santi Protettori.
Nella peste del 1630 la gente del Borgo si rivolse con fede al SS.Crocifisso e lo ringraziò solennemente per lo scampato pericolo delle nostre comunità.
Quanti oggi pregano di fronte alle odierne epidemie?
Qunati si rivolgono oggi al SS.Crocifisso, sempre invocato come protettore del Borgo?
Potrebbe essere un dibattito interessante...
(L'immagine del SS.Crocifisso, del secolo XV, si trova oggi nella chiesa di S.iacopo).
Gabriele Brunini - 26 febbraio 2020, giorno delle ceneri

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SABATO 21 MARZO NOI-TV TRASMETTERA' LA S.MESSA DAL MONASTERO DELLE CARMELITANE SCALZE DI LUCCA. A CELEBRARLA SARA' L'ARCIVESCOVO PAOLO.
Anche sabato 21 marzo, nei tempi difficili del "coronavirus" e delle chiese chiuse, l'Arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti celebrerà la S. Messa, alle ore 17, nel Monastero "Regina Carmeli" di Lucca (Monte San Quirico), luogo di clausura delle Carmelitane Scalze.
Già nel precedente sabato (14 marzo) l'Arcivescovo aveva officiato la Messa nel Convento delle Clarisse. Anche in questa occasione la Messa sarà trasmessa dall'emittente televisiva NOITV.

Di sicuro sarà una grande gioia per le suore del Regina Carmeli, che sono tutte socie della Misericordia di Borgo a Mozzano.
Quel monastero, fino al 1947, fu a Borgo a Mozzano, con il nome di "Monastero di S.Teresa". 
Le ultime suore borghigiane che hanno vissuto al Regina Carmeli, e che ho personalmente conosciuto, sono state Suor Ancilla (al secolo Dora Motroni) e Suor Maria Gemma (al secolo Maria Palagi).

Leggi di più sul Monastero delle Carmelitane Scalze, clicca qui




14 MARZO: E' L'ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA NOSTRA CONFRATERNITA DI MISERICORDIA
Oggi 14 marzo, per la nostra Misericordia, ricorre il 123° anniversario di fondazione.

Fu infatti il 14 marzo 1897 che si tenne il “Congresso Preparatorio” per la fondazione della nostra Confraternita. Come ogni anno avremmo celebrato l’anniversario nella Santa Messa, incontrando volontari e soci, facendo la “festa di compleanno”.
Nella tristezza del momento, ci rivolgiamo al nostro Santo Patrono, il  Crocifisso miracoloso che tante volte ha salvato dalle tribolazioni le nostre comunità ed ha sempre protetto ed aiutato la nostra Confraternita: lo preghiamo perché anche in questa occasione ci protegga tutti.
La festa la faremo il 3 maggio, per la FESTA DELLA SANTA CROCE, quando ci auguriamo tutti che questo momento triste e preoccupante sia finito.
E’ un sabato e sarà bello stare tutti insieme per ringraziare il nostro Santo Patrono.
Oggi alle ore 17 ascolteremo la S. Messa che  il nostro Arcivescovo Paolo celebrerà nel convento delle Clarisse di Lucca, consorelle della nostra Misericordia. La Messa sarà trasmessa da NOI TV sul canale 10 o 510.

La Venerabile Confraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano è stata fondata, nella sacrestia della Chiesa di S. Jacopo,  il 14 Marzo del 1897,  per volontà unanime dei componenti i “comitati cattolici” delle Parrocchie di San Jacopo e di San Rocco di Borgo a Mozzano e di quella di San Giovanni Battista di Cerreto.  La finalità principale della costituenda Confraternita, alla cui nascita si arrivava, come espressamente recita il verbale,  “dopo lo sforzo di ben trent’anni d’inutili tentativi”,  (frase sulla quale sarebbe bello poter indagare),  riguardava principalmente “l’assistenza ed il trasporto allo Spedale dei poveri  infermi”. La riunione fu presieduta dal Proposto di San Jacopo, il Sacerdote Pompilio Politi e vide la presenza “di n. 62 individui”.

Gabriele Brunini - sabato 14 marzo 2020





SABATO 14 MARZO, ALLE ORE 17, NOI TV TRASMETTERA' LA S.MESSA DAL CONVENTO DI CLAUSURA DELLE CLARISSE DI LUCCA

SABATO 14 MARZO 2020, ALLE ORE 17, L'ARCIVESCOVO DI LUCCA PAOLO GIULIETTI, NON POTENDOSI CELEBRARE MESSE IN NESSUNA CHIESA, CELEBRERA' UNA SANTA MESSA DAL CONVENTO DELLE CLARISSE DI MONTE SAN QUIRICO (LUCCA), CHE SARA' TRASMESSA DALL'EMITTENTE TELEVISIVA NOI TV.

E' davvero una bella iniziativa, che unirà i fedeli ad una comunità francescana che prega costantemente per tutti noi.
Personalmente e come Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano mi sento legato alla "comunità di preghiera" delle Clarisse, così come a quella delle Carmelitane Scalze del "Regina Carmeli", altro convento di clausura che si trova anch'esso a Monte San Quirico. Le Carmelitane, fino al 1947 ebbero il loro convento a Borgo a Mozzano.
Sia le Suore Clarisse del "San Micheletto" che le Carmelitane Scalze del "Regina Carmeli" sono socie della Misericordia di Borgo a Mozzano.

Il Monastero delle Clarisse di San Micheletto è una comunità di Sorelle Clarisse che, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi, cerca di vivere “il santo Vangelo del Signore Gesù” nella forma del ritiro claustrale.Vivono a Monte San Quirico, Lucca, dal 1973, anno in cui la comunità si trasferì dal primitivo complesso monastico ubicato entro le mura della città. Qui il Monastero ebbe origine nel 1435 mentre la Chiesa annessa risaliva al lontano 721: il nome di San Micheletto deriva dall’uso invalso nel popolo lucchese di distinguere la piccola chiesa del Monastero da quella monumentale di San Michele in Foro.La scansione della giornata delle Clarisse, orientata a coniugare ascolto della Parola, preghiera e lavoro, è vissuta, dalle figlie di santa Chiara, nella norma di "altissima povertà e santa unità". Santa Chiara ha indicato principalmente due vie: povertà e fraternità. Non sono vie parallele ma sentieri che si intrecciano per condurre alla medesima meta.

Gabriele Brunini - 13 marzo 2020



CORONAVIRUS: SERVE ANCHE LA PREGHIERA
ECCO LA PREGHIERA CONTRO LE EPIDEMIE SCRITTA DALL'ARCIVESCOVO DI TORINO
MONS. CESARE NOSIGLIA:

«Dio Onnipotente ed Eterno,
dal quale tutto l’universo riceve l’energia, l’esistenza e la vita,
noi veniamo a te per invocare la tua misericordia, poiché oggi sperimentiamo ancora la fragilità della condizione umana nella esperienza di una nuova epidemia virale.
Noi crediamo che sei tu a guidare il corso della storia dell’uomo e che il tuo amore può cambiare in meglio il nostro destino, qualunque sia la nostra umana condizione.
Per questo, affidiamo a te gli ammalati e le loro famiglie:
per il mistero pasquale del tuo Figlio dona salvezza e sollievo al loro corpo e al loro spirito.
Aiuta ciascun membro della società a svolgere il proprio compito, rafforzando lo spirito di reciproca solidarietà.
Sostieni i medici e gli operatori sanitari, gli educatori e gli operatori sociali nel compimento del loro servizio.
Tu che sei conforto nella fatica e sostegno nella debolezza,
per l’intercessione della beata Vergine Maria e di tutti i santi medici e guaritori, allontana da noi ogni male.
Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.
In te noi confidiamo e a te innalziamo la nostra supplica,
per Cristo nostro Signore. Amen»


Pubblicata da Gabriele Brunini il 5 marzo 2020



LA PESTE DEL 1630 E IL CORONAVIRUS DI OGGI...
In questi giorni così difficili, durante i quali si vive in casa ad ascoltare bollettini di notizie sempre più proccupanti, in molti si rifugiano nella lettura e, a molti, torna alla mente il capitolo XXXI de "I PROMESSI SPOSI" di Alessandro Manzoni, che aveva come sottotitolo quello di "Una storia milanese del XVII secolo".

La peste arriva in Italia con le truppe alemanne. Inizialmente nessuno la prende sul serio. C'è chi minimizza, chi deride le preoccupazioni dei pochi che si accorgono che il problema è più serio di quel che si crede. Vengono adottate misure, che però sono insufficienti e arrivano troppo tardi. Il contagio dilaga, dapprima in Lombardia e poi in tutta la penisola. C'è anche un dottor Burioni ante litteram, che cerca di mettere in guardia le istituzioni, ma invano (questi era il "protofisico Lodovico Settalla").

Qualche anno fa, scrivendo il libro "IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DEL BORGO" dedicai un capitolo a quella pestilenza che, colpendo molte parti d'Italia, colpì anche la nostra terra e la Lucchesia, con un gran numero di morti.
Me ne occupai perchè, secondo i resoconti storici del tempo, molte comunità furono risparmiate dal morbo e dai lutti grazie all'intercessione di Santi protettori, che Borgo a Mozzano identificò nell'antico Crocifisso, custodito nel suo oratorio nella parte sud del paese; che divenne poi a metà dell'ottocento la grande chiesa accanto alla sede storica della Misericordia,oggi chiusa a causa della scossa di terremoto del 2013. Il Crocifisso miracoloso è custodito oggi nella chiesa di S. iacopo, in un altare del lato dx entrando, tra la porta della canonica e il grande ciborio dorato che si trova a destra dell'altar maggiore.

Gabriele Brunini 
 

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LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DI LOURDES NELLA CHIESA DI SAN ROCCO A BORGO A MOZZANO
La devozione alla Beata Vergine di Lourdes nella chiesa di S. Rocco a Borgo a Mozzano iniziò nel 1882. 
Nel 1928 fu costruita la grotta nell'antico altare di pietra dedicato a S. Gregorio.

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I "FATTI DI VALDOTTAVO" DEL 1921, IL LUOGO DEL MONUMENTO E IL PASSATO RIMOSSO...
In questi giorni sulla stampa si parla del luogo dove sorgeva un importante monumento in ricordo di due giovani studenti, morti perchè colpiti da uno dei massi che qualcuno fece rotolare dal costone del monte, sulla via Lodovica, il 22 maggio 1921, al passaggio di un camion di fascisti che rientrava a Lucca, dopo aver partecipato alla inaugurazione della Sezione del Fascio di Valdottavo.
I due giovani, che durante il ventennio furono appellati come "martiri di Valdottavo" erano i lucchesi GINO GIANNINI e NELLO DEGLI INNOCENTI. 
La foto che i giornali hanno pubblicato, è stata ripresa da un articolo di questo mio sito, che ho scritto un pò di tempo fa, proprio su quei fatti che, come molti altri, sono oggetto di controverse interpretazioni, a secondo dei momenti storici e delle appartenenze politiche.
La foto mi fu data dall'amico Carlo Radini, a cui poi restituì l'originale, ed è, al momento, l'unica in circolazione, che conosco, di quel monumento.
Ho approfondito il più possibile la dinamica di quei fatti, che metto a disposizione di chi avrà la pazienza di leggere...

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Gabriele Brunini - 9 febbraio 2020



IL SANTUARIO DI CALOMINI: LUOGO DI FEDE, DI STORIA E DI ACCOGLIENZA
Borgo a Mozzano, 30 gennaio 2020

Le notizie di stampa riguardanti le indagini sulla Congregazione dei Discepoli dell’Annunciazione, ha portato alla ribalta anche l’Eremo di Calomini, nel Comune di Fabbriche di Vergemoli, che la stessa Congregazione aveva in gestione. Di fronte a possibili comportamenti negativi che, di sicuro, turbano l’opinione pubblica, sull’agomento è intervenuto anche il Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano che ha espresso alcune considerazioni. Il Governatore Gabriele Brunini, oltrechè l’importante realtà borghigiana, guida anche la Sezione della Misericordia della Val di Turrite, che opera quindi sul territorio comunale dove si trova il Santuario di Calomini.

“Mi dispiace scrive Brunini in un comunicato - che l’antico Eremo di Calomini, dedicato alla Madonna dei Martiri, le cui origini risalgono all'XI secolo, uno dei luoghi di Fede e di storia più significativi del nostro territorio, così caro alla religiosità popolare, sia stato portato agli onori della cronaca per fatti assai tristi e gravi, che sarà compito della giustizia e della Chiesa verificare. Credo che, da subito, tutti debbano agire per superare il triste momento e far tornare il Santuario, così caro a generazioni di fedeli che, per secoli, ne hanno fatto meta di pellegrinaggi, un centro pastorale e di accoglienza. Questo era anche il senso del grande progetto di ristrutturazione che l’Archidiocesi di Lucca e gli Enti preposti hanno attuato negli anni 2015-2017, facendo affluire rilevanti finanziamenti, sia della CEI che di Fondi europei o altri, per importi che superano abbondantemente i 600mila euro. L’inaugurazione dei lavori di restauro, seguiti dall’architetto Tiziana Tonini, avvennero il 30 settembre 2017 alla presenza del Sindaco Giannini, dell’Arcivescovo Castellani, del Presidente del Consiglio Regionale Giani. L’affidamento del servizio religioso ad una Congregazione che veniva da fuori e non aveva legami con la storia e la tradizione di quel luogo di fede, aveva sminuito, a mio avviso, l’importanza del Santuario, privato anche di strutture di accoglienza e ristoro che sono utili, se non indispensabili, per incrementare le presenze e i pellegrinaggi. I finanziamenti affluiti per la ristrutturazione erano destinati proprio a dare una nuova e migliore fruibilità al Santuario, al convento e alla foresteria, oltre a mettere in sicurezza la parete rocciosa. Cosa che non si è riscontrata in questi anni, visto che i religiosi della Congregazione ne avevano l’uso esclusivo e riservato. La Valle del Serchio ha bisogno che tutte le energie siano destinate agli scopi per cui sono state stanziate. Nel novembre 2017, con la Sezione di Misericordia della Val di Turrite, abbiamo organizzato un pellegrinaggio al Santuario senza poter usufruire delle strutture comunicatarie esistenti e assolutamente inutilizzate, poste solo nella disponibilità dei due o tre religiosi presenti. Nel 2019 abbiamo collaborato alla realizzazione di un bellissimo concerto nell’antica chiesa dedicata alla Madonna, organizzato nel progetto “Serchio delle Muse”, senza trovare, anche in questa occasione, le collaborazioni che l’evento meritava. Ora, con l’insediamento del nuovo Arcivescovo e i fatti tristi di cronaca a cui assistiamo, mi auguro che ci sia una positiva ripartenza nell’impegno comune di tutti i soggetti interessati, con una cura attenzione particolare alle funzioni religiose fin dalla prossima domenica. Di sicuro anche l’Amministrazione Comunale di Fabbriche di Vergemoli farà quanto in suo potere per valorizzare e promuovere le bellezze e la storia del “Santuario dell’Eremita”, che era lo scopo dei finanziamenti ottenuti. Anche la nostra Sezione di Misericordia della Val di Turrite è pronta a dare tutta la possibile collaborazione. Quando ci sono delle negatività – conclude il Governatore Brunini - ci dobbiamo impegnare a mettere subito in campo delle buone positività".

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LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE
70 ANNI FA LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE 


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La morte di CESARE DANI: un caro amico...
Ho conosciuto tardi Cesare Dani, più anziano di me. L'ho conosciuto per l'amicizia che mi lega al figlio, l'ingegnere Alfonso Dani.
Ma nei nostri brevi incontri, e nelle battute di caccia di qualche anno fa nelle colline intorno a Volterra, abbiamo condiviso tante cose e potevamo parlare, insieme, di storia e politica, e di una esperienza che conoscevamo bene e avevamo condiviso nel Movimento Sociale Italiano, negli anni avventurosi, che venivano chiamati anche "anni di piombo".
Potevamo parlare, come abbiamo fatto anche negli ultimissimi incontri, prima della morte, di Beppe Niccolai, il deputato pisano del MSI che, entrambi, avevamo conosciuto; Cesare molto meglio di me.
E' morto giovedì 19 dicembre 2019, al mattino presto, dopo una breve malattia che non gli ha lasciato scampo, all'età di 83 anni.
Ha voluto andarsene custodendo nella cassa due  simboli che, per Lui, rappresentavano la storia della sua vita: una bandiera tricolore e una camicia nera.
Nel "ricordino" per la morte del padre (che si chiamava Alfonso), Cesare aveva fatto scrivere una frase del poeta toscano Giuseppe Giusti, che io avrei scritto anche per Cesare stesso:
"E buon per me, se la mia vita intera
mi frutterà di meritare un sasso
che porti scritto: “non mutò bandiera”.


Ci tenevo a fare questo ricordo, un pò riservato, per l'amico Cesare Dani, di Ponte a Moriano, che ora riposa, insieme ai suoi genitori, nel cimitero di S.Croce sull'Arno. Sono le mie condoglianze, sentite e sincere, alla sua famiglia.

Gabriele Brunini - 21 dicembre 2019



25 anni fa, il 17 dicembre 1994, moriva Suor Ancilla, una santa suora borghigiana
Ricorre, il 17 dicembre 2019, il venticinquesimo anniversario della morte di Suor Ancilla.
Suor Ancilla Maria della Croce, al secolo Dora Motroni, ha vissuto i primi anni da suora camelitana scalza nel Convento di S. Teresa di Borgo a Mozzano e poi, dal 1947, nel Monastero "Regina Carmeli" di Lucca (Monte San Quirico). Per molti borghigiani e per molti fedeli, nella sua vita, Suor Ancilla è stato un grande punto di riferimento.
In suo ricordo, nel 2015, la Misericordia di Borgo a Mozzano ha pubblicato un libro.

Ecco un ricordo di Suor Ancilla che ho scritto qualche anno fa:

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A ONETA LA FESTA TRIENNALE DI SANTA LUCIA
Domani 13 dicembre 2014 a Oneta si festeggia Santa Lucia. E' L'appuntamento triennale, con la processione per le vie del paese e la Merciful Band della Misericordia che accompagna i canti.
La S. Messa solenne inizierà alle 21, seguirà la processione e poi un grande rinfresco per tutti a cura del Comitato Paesano.


Il 13 dicembre a Oneta (paese della mia famiglia) si festeggia S. Lucia.
Un tempo la ricorrenza era considerata la festa più importante del paese, più del Patrono che è S. Ilario. Era il giorno in cui si invitavano i parenti a pranzo, dopo la S. Messa solenne e dal Borgo venivano a piedi per implorare aiuto dalla Santa, protettrice degli occhi e della vista. 
Ricordo i pranzi dalla zia Giulia, con il Sindaco Aldo D'Olivo nostro lontano parente.
Oggi i tempi sono profondamente cambiati ed anche le abitudini dei paesi.
Nella chiesa di Oneta è conservata una bella e antica statua in legno.






ITALVETRO: UN PO' DI STORIA DELLA GRANDE FABBRICA...E MIA.
Il 1 luglio 1996 il Gruppo SCHOTT Glaverbel assumeva la proprietà della V.I.T. ITALVETRO SpA, la grande fabbrica borghigiana che tre imprenditori coraggiosi (Franco Bimbi, Marino Bimbi e Niccolo Citti) avevano costruito a partire dal 1961.
Ho scritto un pò di storia, della grande fabbrica e della mia bellissima esperienza in quella importante realtà.

Il giorno 26 novembre 2019 è morto l'ultimo dei Soci fondatori della Italvetro, il sig. FRANCO BIMBI.

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