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UNA FOTO DEL PASSATO IN RICORDO DEL 25 APRILE E UN RAGIONAMENTO SUL FUTURO ELETTORALE DEL CENTRODESTRA A BAGNI DI LUCCA.
LA FOTO DEL PASSATO E L'OMAGGIO DEL 25 APRILE

Pur essendo, ormai da tempo, fuori dala politica attiva, mi sia consentito, ogni tanto, una incursione su temi che stanno a cuore e che hanno condizionato per tanti anni la mia vita di militante di destra e/o di centrodestra.

L'occasione me l'ha offerta il riguardare una foto del 25 aprile 2003 quando, nella giornata della Liberazione, insieme al Sindaco di Bagni di Lucca Antonio Contrucci, oggi scomparso, rendemmo omaggio ai cippi che ricordano, sul territorio di quel Comune, i partigiani trucidati dai tedeschi, nei giorni tragici del passaggio del fronte nel 1944. A quell'omaggio accompagnammo anche l'allora Ministro degli Italiani all'estero, On. Mirko Tremaglia, che pure era stato combattente nelle file dela RSI. Fu per me un grande segno di PACIFICAZIONE NAZIONALE. 

IL RAGIONAMENTO POLITICO SULLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Nei giornali di questi giorni ho letto che, a Bagni di Lucca, i possibili candidati sindaci che correranno contro l'attuale sindaco del PD e della sinistra, a nome del centrodestra, saranno due: Massimo Betti (ex Sindaco) e Annamaria Frigo (esponente di Fratelli d'Italia).
Una tale divisione, a mio avviso, renderà un grande servizio alla sinistra, rendendo abbastanza scontata la riconferma di Michelini. L'attuale sistema elettorale per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale, infatti, favorirà quel risultato.
Mi domando perchè lo schieramento del centrodestra (non solo a Bagni di Lucca) voglia dimostrare così platealmente la voglia di perdere e di vanificare le speranze dell'elettorato, anche in comuni, come proprio a Bagni di Lucca, dove il centrodestra ha i numeri per vincere.
E così mi permetto di sperare ancora in un rispettoso accordo LAST MINUTE tra Betti e Frigo...per tentare di vincere, evitando che Michelini li ringrazi per le loro divisioni.

25 aprile 2022 - Gabriele Brunini




25 anni fa, il 17 dicembre 1994, moriva Suor Ancilla, una santa suora borghigiana
Ricorre, il 17 dicembre 2019, il venticinquesimo anniversario della morte di Suor Ancilla.
Suor Ancilla Maria della Croce, al secolo Dora Motroni, ha vissuto i primi anni da suora camelitana scalza nel Convento di S. Teresa di Borgo a Mozzano e poi, dal 1947, nel Monastero "Regina Carmeli" di Lucca (Monte San Quirico). Per molti borghigiani e per molti fedeli, nella sua vita, Suor Ancilla è stato un grande punto di riferimento.
In suo ricordo, nel 2015, la Misericordia di Borgo a Mozzano ha pubblicato un libro.

Ecco un ricordo di Suor Ancilla che ho scritto qualche anno fa:

clicca qui



25 marzo 2022: PAPA FRANCESCO HA CONSACRATO LA RUSSIA E L'UCRAINA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA. LA MADONNA L'AVEVA CHIESTO A FATIMA IL 13 LUGLIO 1917 APPARENDO AI TRE PASTORELLI.
"Venerdì 25 marzo 2022, nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco ha consacrato all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, è stato compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato dal Santo Padre".
Perchè proprio a Fatima, il 13 luglo 1917, la Madonna aveva chiesto esplicitamente la CONSACRAZIONE DELLA RUSSIA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA, apparendo ai tre pastorelli: Jacinta, Francesco e Lucia.


LA STORIA
È il 13 maggio 1917, a Cova da Iria, località di un villaggio nel Portogallo centrale, Fatima. Tre bambini – Lucia dos Santos di 10 anni e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, fratello e sorella di 9 e 7 anni – stanno giocando mentre accudiscono un gregge, in un terreno di proprietà del padre di Lucia. Verso mezzogiorno, dopo aver recitato come d’abitudine il Rosario, vedono due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa Signora splendente con un Rosario in mano. È la prima di sei apparizioni che i tre piccoli pastori avranno fino ad ottobre: sempre il giorno 13, tranne nel mese di agosto, quando dal 13 al 15 vengono “sequestrati” dal sindaco che cerca di smascherare quella che crede essere un’impostura (la Madonna apparirà poi ai tre veggenti il giorno 19).

Un ruolo centrale l'ha l’apparizione del 13 luglio 1917.
I
n quel giorno la Madonna rivela un lungo segreto in tre parti: la prima è un’ulteriore, terribile visione dell’inferno, «un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra, immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio»; la terza è quella nota appunto come “terzo segreto”, reso pubblico dalla Santa Sede nel 2000, una descrizione profetica di drammatiche sofferenze della Chiesa e del Papa; la seconda parte sono parole della Vergine che Lucia, divenuta nel frattempo suora carmelitana scalza, riporterà così nelle sue memorie scritte nel 1941 nel Carmelo di Coimbra:
«La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Poi la Madonna aggiuinse: ...Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate. Infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace».

Diversi Papi, a partire da Pio XII , passando per Paolo VI e Giovanni Paolo II, hanno fatto consacrazioni del mondo e delle nazioni al Cuore Immacolato di Maria, ma forse mai esplicitamente come la Madonna aveva chiesto a Fatima.




BENVENUTI NEL SITO DI GABRIELE BRUNINI... Ecco alcune indicazioni su come è strutturato questo sito e alcune notizie utili...
Molti testi sono contenuti nella HOME,
gli interventi e i commenti sull'attualità sono nella sezione COMMENTI
e gli interventi sulla storia o i ricordi personali sono nella sezione SPIGOLANDO TRA STORIA E RICORDI PERSONALI.
Ci sono anche dei VIDEO interessanti da vedere.
Chi mi vuole scrivere è meglio che usi la e mail.....bruniniborgo@libero.it
e il mio cellulare è 3492401085.

BUONA LETTURA...



E' MORTO FRANCESCO GIANNELLI PRESIDENTE EMERITO DELLE MISERICORDIE
Il 19 gennaio 2022 è morto il carissimo Francesco Giannelli, Presidente della Confederazione Misericordie dal 1985 al 1999. Ho collaborato tanto con Lui e tante cose ci accomunavano.

Nel marzo del 1993 insieme facemmo un indimenticabile viaggio a Mosca, agli archivi segreti dell'Urss, cercando di venire in possesso degli elenchi dei nostri soldati caduti prigionieri dei russi nella drammatica ritirata del gennaio 1943.

LEGGI DI PIU' CLICCANDO QUI



17 gennaio 1943: era la festa di S. Antonio Abate il giorno in cui iniziò la tragica ritirata della Cuneense...
17 gennaio: il Corpo d'Armata Alpino è completamente accerchiato, alle ore 10 il generale Gariboldi dà l'ordine di ripiegare (in quei giorni, la temperatura varia da -30 a -40 sotto zero).

INIZIA LA TRAGICA RITIRATA DELL' ARMIR (Armata Italiana in Russia).

Anche mio padre Carlo Settimo Brunini (alpino della Divisione Cuneense - 2° Reggimento, Battaglione Saluzzo - 21a Compagnia) e mio zio Armando Brunini, classe 1917 (alpino della Divisione Cuneense - 4° Reggimento di artiglieria alpina) affrontano la grande sofferenza.

Mio padre, nonostante un piede congelato riuscirà ad uscire dall'accerchiamento; mio zio verrà catturato e morirà nel lager sovietico di Tambov.

Nel 2010, insieme a Marcello Martini ho pubblicato un libro "Dal Serchio al Don solo andata", nel quale abbiamo ricordato tutti i caduti e dispersi in Russia del comune di Borgo a Mozzano (oltre 80).
Mi sono andato a rileggere l'introduzione che scrissi a quel libro, come omaggio a tutti coloro che soffrirono e scomparvero nella tormenta della ritirata....
 

Leggi l'introduzione al libro DAL SERCHIO AL DON SOLO ANDATA



AL CONVENTO DI BORGO A MOZZANO UN QUADRO DELLA MADONNA DEL CUCITO MOLTO SIMILE A QUELLA CHE SI TROVA NEL PALAZZO DEL QUIRINALE A ROMA.
Il giorno 16 dicembre 2021, nella visita di commiato in Vaticano, il Presidente Mattarella ha regalato a Papa Francesco un libro sulla "MADONNA DEL CUCITO" del pittore bolognese Guido Reni (1575-1642) che si trova al Quirinale.
Nella biblioteca del convento di San Francesco a Borgo a Mozzano, oggi sede della RSA della Misericordia, esiste un quadro a olio della "MADONNA DEL CUCITO", di autore ignoto, della fine del sec. XVI (vedi foto) donato alla Misericordia, qualche anno fa, dai borghigiani Margherita e Elio Tomei.
Il quadro della "Madonna del cucito" o "del ricamo", come piace chiamarla al Borgo, è stato restaurato da Massimo Bonino di Lucca con un contributo generoso della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Gabriele Brunini - dicembre 2021




ARTISTI DELLA NOSTRA TERRA: LO SCULTORE CAMILLO PEZZINI, DI DEZZA
E' giusto riscoprire persone che hanno onorato, con le loro capacità artistiche la nostra terra: come lo scultore Camillo Pezzini di Dezza...

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ARTISTI DELLA NOSTRA TERRA: LO SCULTORE UBALDO DEL GUERRA
E' giusto riscoprire persone che hanno onorato, con le loro capacità artistiche la nostra terra: come lo scultore Ubaldo Del Guerra, di Borgo a Mozzano....


Clicca qui per saperne di più



NOVEMBRE 2021: una pubblicazione ricorda il paracadutista Daniele Matelli e il tragico disastro aereo della Meloria del 9 novembre 1971.
In occasione del 50mo anniversario del disastro aereo della Meloria mi sono occupato di dare alle stampe un ricordo di Daniele Matelli, mio amico e coetaneo.

clicca qui per leggere la pubblicazione



ITALVETRO: UN PO' DI STORIA DELLA GRANDE FABBRICA...E MIA.
Il 1 luglio 1996 il Gruppo SCHOTT Glaverbel assumeva la proprietà della V.I.T. ITALVETRO SpA, la grande fabbrica borghigiana che tre imprenditori coraggiosi (Franco Bimbi, Marino Bimbi e Niccolo Citti) avevano costruito a partire dal 1961.
Ho scritto un pò di storia, della grande fabbrica e della mia bellissima esperienza in quella importante realtà.

Il giorno 26 novembre 2019 è morto l'ultimo dei Soci fondatori della Italvetro, il sig. FRANCO BIMBI.

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RITROVATA UNA CARTOLINA CHE TESTIMONIA LA FUCILAZIONE DEL CAPORALE PIETRO BARSANTI
Un caro amico mi ha inviato una cartolina che è riuscito ad acquistare che testimonia la fucilazione del caporale del Regio Esercito Pietro Barsanti, avvenuta presso il castello Sforzesco di Milano il 27 agosto 1870.  L'autore della cartolina è il celebre pittore Cesare Tallone (1853-1919).
Pietro Barsanti era nato a Gioviano, dove le sue spoglie furono riportate, con una solenne cerimonia, il 2 giugno del 2003, Festa della Repubblica.
In quella occasione, da Sindaco, curai la stampa di un libro sul giovane caporale, accusato di essere un mazziniano, dal titolo "PIETRO BARSANTI, IL SOGNO DI UN'ITALIA UNITA E REPUBBLICANA".

Per conoscere la storia del caporale Pietro Barsanti
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GIACOMO CRISTOFANINI: ACCADEMICO DEGLI OSCURI DI LUCCA...
Un borghigiano, vissuto a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo, che ha lasciato tracce del suo passaggio.
Erano suoi gli antichi libri della Misericordia di Borgo a Mozzano e le 400 reliquie della chiesa di San Iacopo.....Era membro dell'Accademia Lucchese degli Oscuri.


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26 MARZO 2020: E' MORTO IL BASSO LUIGI RONI, UN CARISSIMO AMICO
La morte del Maestro Luigi Roni, nato a Calomini nel 1942, mi ha rattristato molto. La morte è stata causata dal "coronavirus", dal quale era stato contagiato in maniera del tutto fortuita in occasione del funerale della moglie, avvenuto appena il 4 marzo 2020.

Nei giorni della sua malattia avevo scritto un ricordo di un concerto del 1968 a Borgo a Mozzano, che aveva segnato l'inizio della nostra amicizia.

Gabriele Brunini - 27 marzo 2020

LEGGI IL TESTO 


Il giorno 12 agosto 2021 a Calomini, l'amato paese di Luigi Roni, proprio davanti alla sua casa, è stata intitolata al Maestro una piazza. Nella stessa serata si è svolto un bellissimo concerto lirico, nel programma de IL SERCHIO DELLE MUSE 2021 e in quella occasione ho avuto modo di ricordare Luigi a nome della Misericordia di Borgo a Mozzano.
Gabriele Brunini






Storie da non dimenticare: la costruzione della "diga di Borgo a Mozzano" e la morte di un borghigiano ventunenne
Ci sono storie che non è giusto dimenticare...come la morte di Leonardo Fazzi, borghigiano di 21 anni, impegnato nella realizzazione della "diga di Borgo a Mozzano" e nella costruzione della "condotta forzata" che, dal Borgo, raggiunge la centrale idroelettrica di Vinchiana. Siamo nel 1950.

FINALMENTE TROVATE DELLE FOTO DELLO SBARRAMENTO (DIGA) IN COSTRUZIONE !!! Le trovi su questo sito.


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GLI ESTIMI DEL COMUNE DI BORGO A MOZZANO: NE PARLA ENRICO PELLEGRINI IN UN LIBRETTO "PERNOZZE" DEL 1921.
Un interessante libretto "pernozze" scritto da Enrico Pellegrini per il matrimonio di Aldo D'Olivo nel 1921, ci presenta gli Estimi più antichi, del 1531 e del 1649, conservati nell'Archivio Storico del Comune di Borgo a Mozzano.

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"I FATTI DI VALDOTTAVO DEL 22 MAGGIO 1921": contributi e commenti.
La domenica 22 maggio 1921, nel pomeriggio, si tenne a Valdottavo una cerimonia importante al teatro Colombo: la fondazione della sezione del Fascio. Da Lucca arrivarono personaggi importanti del combattentismo, che saranno oratori della giornata. Un gruppo di fascisti, come usava a quel tempo arrivò dalla città a bordo di un camion. Al termine della manifestazione, nel tardo pomeriggio, il camion dei fascisti ripartì alla volta di Lucca. Dopo poco aver passato il ponte della Celetra l'autocarro venne centrato in pieno da molti massi fatti precipitare dall'alto del monte "Elto". Un macigno particolarmente grosso, battendo su una roccia sporgente per la china del monte, fece una parabola e piombò sul veicolo. Vi furono due morti, gli studenti universitari lucchesi Gino Giannini e Nello Degl'Innocenti, quattro feriti gravi e altri feriti leggeri, tra i quali anche il capo indiscusso del fascio lucchese, Carlo Scorza, che era stato uno degli oratori intervenuti al teatro e che viaggiava a bordo del camion.

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COME BORGO A MOZZANO RICORDO' LA LIBERAZIONE


Sulla facciata del Palazzo Comunale di Borgo a Mozzano c’è una lapide, posta nel decennale della “Liberazione” del nostro paese, che avvenne il 27 settembre 1944.
"IN QUESTA PIAZZA


NEL DECENNALE DELLA LIBERAZIONE
IL POPOLO ESALTA LA PIU' BELLA CONQUISTA
- LA LIBERTA' -
DIO E VOLONTA' DEGLI UOMINI
LA CONSERVINO AI POSTERI
A CONFORTO E MEMORIA DEI SUOI MARTIRI"
27.IX.1954


Anche oggi a quella lapide è stato reso omaggio dal Sindaco e dagli Amministratori, così come iniziai a fare io durante i miei mandati di Sindaco, ormai tanti anni fa.
Ho sempre pensato che quel testo, scritto dagli uomini che avevano vissuto il fascismo, la guerra, i lutti, il passaggio del fronte, volesse essere un “inno alla libertà” ed una autentica espressione di pacificazione. Forse oggi, a 76 anni di distanza, non sarebbe scritta con uguale serenità.
A scriverla furono anche gli uomini che avevano combattuto nella prima guerra mondiale e coloro che avevano fatto parte del CLN locale, perché erano gli amministratori del Comune e i rappresentanti politici di quegli anni. Sindaco era Aldo D'Olivo di Borgo a Mozzano.
Scrissero un testo senza odio e testimoniarono che Borgo a Mozzano voleva ritrovare serenità nella libertà.
Ogni volta che la leggo penso che la nostra è davvero  una bella Comunità.

Gabriele Brunini - 25 aprile 2021



LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DI LOURDES NELLA CHIESA DI SAN ROCCO A BORGO A MOZZANO
La devozione alla Beata Vergine di Lourdes nella chiesa di S. Rocco a Borgo a Mozzano iniziò nel 1882. 
Nel 1928 fu costruita la grotta nell'antico altare di pietra dedicato a S. Gregorio.

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ALPINI...STORIE DELLA FAMIGLIA BRUNINI
13 maggio 2018

OGGI A TRENTO c'è la 91a ADUNATA ALPINI;
e così mi riguardo questa foto del 1942 di mio padre Carlo Settimo Brunini(classe 1921, primo a dx) con i suoi due fratelli: Enrico Brunini (classe 1913) e Armando Brunini (classe 1917). Tre fratelli, alpini della DIVISIONE CUNEENSE, contemporaneamente sotto le armi.
Enrico, che già aveva fatto la campagna nei Balcani rientrerà a casa, essendo sposato e con una figlia, nata nel 1938 (Annamaria Brunini).
Mio padre e Armando andranno in Russia e Armando, fatto prigioniero, morirà nel lager sovietico di Tambow nel 1943. Mio padre rientrerà dalla Russia, dopo la lunga ritirata, con un piede congelato.
Un ricordo !



LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE
70 ANNI FA LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE 


clicca qui per approfondire





73 anni fa la battaglia di NIKOLAEVKA...
C'era anche mio padre Carlo Settimo Brunini, alpino della Cuneense...

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Un' aggiunta al libro "DAL SERCHIO AL DON SOLO ANDATA"...
Sciviamo un altro giovane borghigiano nell'albo d'oro dei caduti e dispersi nella tragica ritirata di Russia del 1942/1943: FERDINANDO CORTOPASSI, di Dezza, classe 1912.

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A ONETA LA FESTA TRIENNALE DI SANTA LUCIA
Domani 13 dicembre 2014 a Oneta si festeggia Santa Lucia. E' L'appuntamento triennale, con la processione per le vie del paese e la Merciful Band della Misericordia che accompagna i canti.
La S. Messa solenne inizierà alle 21, seguirà la processione e poi un grande rinfresco per tutti a cura del Comitato Paesano.


Il 13 dicembre a Oneta (paese della mia famiglia) si festeggia S. Lucia.
Un tempo la ricorrenza era considerata la festa più importante del paese, più del Patrono che è S. Ilario. Era il giorno in cui si invitavano i parenti a pranzo, dopo la S. Messa solenne e dal Borgo venivano a piedi per implorare aiuto dalla Santa, protettrice degli occhi e della vista. 
Ricordo i pranzi dalla zia Giulia, con il Sindaco Aldo D'Olivo nostro lontano parente.
Oggi i tempi sono profondamente cambiati ed anche le abitudini dei paesi.
Nella chiesa di Oneta è conservata una bella e antica statua in legno.






LA STATUA DELLA MADDALENA ESPOSTA AL MUSEO DEL LOUVRE
Il 22 ottobre scorso è stata inaugurata al “Louvre” di Parigi una grande mostra di 140 opere della scultura rinascimentale italiana che ha, come titolo: “Il corpo e l’anima. Sculture Italiane da Donatello a Michelangelo (1465-1520)". Tra le opere “robbiane” esposte nel museo parigino c’è anche la “Maddalena” che si conserva nella chiesa propositurale di San Iacopo a Borgo a Mozzano. Insieme alla Maddalena ci sono altre opere importanti a cavallo tra il secolo XV e XVI e, tra queste, il “San Sebastiano” di Andrea Della Robbia, che si conserva nel Museo di Montalcino. Ritengo che sia una notizia stupenda, che possa portare prestigio alla nostra comunità, rafforzando la consapevolezza di essere depositari di opere d’arte importanti, che abbiamo il dovere di tutelare nel tempo, come hanno fatto per secoli coloro che ce le hanno tramandate. Ho interpellato il Parroco di Borgo a Mozzano, don Francesco Maccari che, chiaramente, è stato a suo tempo informato dalla Soprintendenza e dai curatori della mostra ed ha concesso la sua autorizzazione al trasferimento della statua. Anche il Parroco auspica che questa esposizione sia utile all’opera d’arte, che prima dell’esposizione al Louvre si avvantaggerà di una opportuna manutenzione, ma anche alla successiva valorizzazione della medesima, al momento del suo ritorno a Borgo a Mozzano.
Da questa prestigiosa esposizione ci potranno pervenire maggiori informazioni storiche sulla statua che, prima di essere conservata nella chiesa di S. Iacopo, si trovava in una cappella presso il “ponte di Chifenti” (il più importante monumento del nostro territorio) che, proprio dalla statua conservata nei pressi, assunse il nome di “ponte alla Maddalena”. Secondo Massimo Betti, già Sindaco di Bagni di Lucca, la statua sarebbe stata posta in quel luogo nel 1526 (Vedi nota n.1).  Sarebbe altrettanto interessante conoscere i motivi della scomparsa di quella cappella e del trasferimento della statua robbiana nella chiesa di S. Iacopo, visto che, fino ai primi decenni del ‘900, le case lungo la statale del Brennero nei pressi del “ponte del diavolo” facevano parte della Parrocchia di Corsagna. Per le informazioni sulla nostra statua di “Maria Maddalena” faccio riferimento allo scrittore e storico borghigiano Francesco Maria Pellegrini che nel suo libro “Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte” edito nel 1925, scrive che la statua: ha una somiglianza sorprendente con la statua in legno del Donatello, che si trova in S. Giovanni in Firenze. Simili a questo simulacro sono non pochi santi attribuiti ad Andrea della Robbia, con il volto scarno e ispirato. Andrea della Robbia morì nel 1525. Il Pellegrini valuta altre possibili attribuzioni della statua conservata a Borgo a Mozzano, che potrebbe essere attribuibile a Luca della Robbia (contemporaneo del Donatello) o a Benedetto Buglioni, che imparò l'arte di invetriare da una donna uscita dalla casa di Andrea. Il Buglioni fece statue pregevoli nella cappella di Bernardo Del Bianco nella Badia di Firenze.
Maria Maddalena, detta anche Maria di Magdala è venerata come santa dalla Chiesa, che celebra la sua festa il 22 luglio, data nella quale, fino a qualche decennio fa, si svolgeva presso il “ponte della Maddalena” di Borgo a Mozzano una importante fiera, che richiamava gente da tutti i paesi vicini. Maria Maddalena viene descritta, nel Nuovo Testamento come nei Vangeli apocrifi, come la cugina di Maria, ma le narrazioni evangeliche la dipingono come una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni Vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell'avvenuta resurrezione.
Un ricordo personale: la statua della Maddalena era conservata, nella chiesa di S. Iacopo, sopra la porta della sacrestia, vicino alle statue dell’Annunciazione. Quando fu valutato di rendere la statua meglio visibile, in tutta la sua bellezza, mi occupai di far realizzare e donare dalla Italvetro di Borgo a Mozzano, azienda presso cui lavoravo, i vetri di sicurezza dell’urna in cui è attualmente conservata.
Come sostenuto anche da don Francesco Maccari, un evento così significativo, come l’esposizione al Museo del Louvre di un’opera d’arte del nostro territorio, deve far aumentare la consapevolezza del grande patrimonio storico culturale di cui siamo depositari. Sono ben 19 le chiese parrocchiali del comune di Borgo a Mozzano, a cui si aggiungono altre chiese di rilevante importanza, come la millenaria Pieve di Cerreto o quelle del convento di S. Francesco e del SS. Crocifisso nel Capoluogo, il Santuario di Serra  a Corsagna, oltre a vari oratori e cappelle presenti un po’ in tutte le frazioni. E’ urgente riprendere la proposta, che ho più volte  caldeggiato, di creare un museo territoriale dell’arte sacra, che potrebbe trovare adeguata sistemazione proprio nella grande chiesa del Crocifisso di Borgo a Mozzano, oggi chiusa perché inagibile e a rischio di pericolosi cedimenti. La proposta l’ho ribadita anche in un libro, che ho scritto durante il primo lockdown, dal titolo “Il miracoloso Crocifisso del Borgo e la sua chiesa”, pubblicato nello scorso mese di luglio dalla Misericordia di Borgo a Mozzano. Una proposta che rinnovo a tutti i possibili destinatari interessati.

Gabriele Brunini – 15 novembre 2020
www.gabrielebrunini.it

Note: 1) Massimo Betti, di Bagni di Lucca, ha pubblicato un libro, edito dal Comune di Borgo a Mozzano, dal titolo "IL PONTE DEL DIAVOLO, Notizie Storiche e iconografia" - per i tipi della Tipografia Gasperetti di Barga, finito di stampare nel dicembre 1995. Nella pubblicazione il Betti, a pagin 14 scrive: Nel 1526 venne eretto un eremitorio ai piedi del ponte sul lato sinistro del fiume. Esso fu dedicato a Santa Maddalena , da cui il nome Ponte alla Maddalena.....Nel diciottesimo secolo l'oratorio era custodito da un eremita, eletto dalla Confraternita della SS.ma Annunziata della Chiesa Parrocchiale di S.Iacopo di Borgo a Mozzano, che riceveva 8 lire all'anno; altrettanti venivano dati al Parroco. La suddetta pubblicazione contiene una introduzione del Sindaco del tempo Gabriele Brunini.



LA PRIMA MACCHINA DELLA LUCCHESIA, CON TARGA "LU 1" APPARTENEVA A UN BORGHIGIANO...
Una ricerca del giornalista e storico Paolo Bottari, pubblicata su LA NAZIONE del 1 novembre 2020, ci rivela che la prima macchina immatricolata, nel 1927, con la targa "LU 1", sigla della Lucchesia, apparteneva a Natale Gigli di Borgo a Mozzano. Era una Fiat 509 Torpedo.

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CATUREGLIO: L'ANTICA VILLA SOPRA BORGO A MOZZANO, storia e ricordi.
La villa di Catureglio, si trova a pochi chilometri sopra Borgo a Mozzano, ma fa parte della Parrocchia di Cune ed è vicinissima anche al paese di Oneta. Oggi appartiene alla famiglia inglese degli Hopkins, che l'hanno completamente restaurata e resa uno splendido resort, dove soggiornano molti stranieri e si celebrano matrimoni da favola. I signori Hopkins hanno trovato una preziosissima collaborazione, nella gestione degli interventi e delle attività, che vengono svolte a Catureglio, nella operosa presenza di Richard Hobbs che fa l'amministratore della Società di gestione del complesso.
Il 17 ottobre 2020, dovendo organizzare un incontro tra le Misericordie della Lucchesia, ho chiesto la possibilità di farlo svolgere in quel luogo e la signora Sarah Hopkins, con generosità, mi ha concesso il luogo. In quel periodo tra l'altro la signora Sarah Hopkins sarà presente a Catureglio con il marito Sir Alex Younger.
Mi è così capitata l'occasione di sviluppare qualche ricordo della mia infanzia e gioventù e di scrivere una breve storia di quel luogo incantato.


Gabriele Brunini -  Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano
Ottobre 2020


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CATUREGLIO: A BRIEF HISTORY FROM ANTIQUITY TO THE PRESENT DAY...AND SOME CHILDHOOD MEMORIES
When I was a young boyCatureglio was a place where boys and girls from Borgo, but also Cune and Oneta, would come to visit. One of the events was the "merendino" ("snack") of Easter Monday, when people competed to win a place on the lawn in front of the large villa, which at that point had been completely abandoned. We were always a little afraid to go there, fearing that the mysterious owner of that place would come to drive us out, because we had trespassed on his property. Villa Catureglio was for us a sort of enchanted palace, which no one could enter; it was a fairytale of secret rooms and passages, where ghosts had always lived. One of the most fascinating was that of Lucida Mansi, an attractive and libertine woman, who had lived in that manor in ancient times, who continually gazed into mirrors, obsessed with the possibility of preserving the beauty of her youth forever.

The Borgo historian Francesco Maria Pellegrini tells us a little about Catureglio history in his book, published in 1925, entitled "Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte" ("Borgo a Mozzano and Pescaglia in history and art"). The region of Catureglio – writes Pellegrini – lies between the borders of Cune, Oneta and Borgo, and was already an allodial title for the Castracani-Antelminelli. 

As early as the 3rd of November 1388, an Antelminelli was selling the assets of that location to a member of the Guinigi family. In 1428, in the church of San Jacopo in Borgo a Mozzano, in the presence of the syndicate of the communities making up the Vicariate of Coreglia, and at the request of Michele Guinigi, a judgement was issued by the biggest syndicate of Lucca. In this judgement, it was declared that the inhabitants of Catureglio were to be exempt from any effective, personal and mixed taxation. These tax exemptions were then renewed several times until that farm remained in the Guinigi family. When in 1430 Paolo Guinigi, Lord of Lucca, lost his power, Villa Catureglio escaped the confiscation of the prince's assets, and some of his descendants took refuge there. These Guinigi often came down from Catureglio to Borgo, where they owned a villa right in the village, on the left going towards the church of San Jacopo, less than 100 metres from the square in front of the present town hall; some of them were councillors of Borgo itself. As princes and citizens of Lucca, they had a lot of influence on this Municipality of Borgo a Mozzano and – as Pellegrini claims – they kept the income from fishing in the river Serchio.

The possession of Catureglio later passed to the important Lucca Mansi family and in 1925 – as Pellegrini writes in his book – it belonged to Mrs Angela Bartelloni, widow of Bendinelli, from Borgo a Mozzano. The historian also writes something rather intriguing: "In a small neighbourhood near the villa there is a portrait of the beautiful and slandered Lucida Mansi".  Where on earth could this painting have ended up?!?

Catureglio, with its villa, peasants' houses, stables, barns, huts and metati (drying houses for chestnuts), with the many cultivated lands and the numerous woods, then passed into the property of the surveyor from Borgo Renato Fazzi and, in that period, the degradation of the buildings and land worsened. In many lands, including agricultural ones, coniferous plants were planted which, in addition to being unnatural for those places, went as far as altering the landscape.

Finally, Catureglio was bought, in 1987, by the English Hopkins family who, thanks to the passion and significant investments of Sir Michael Hopkins and his wife Patricia, both architects, have now restored the place to its former glory and beauty. For the management of the complex restoration of the properties and the restoration of the cultivation of the land, the Hopkins were able to make use of the expertise of Richard Hobbs,  who moved in the late 1980s to Catureglio from England, with his family,  who live nearby and take care of every aspect of the business and the management company. The daughter of the Hopkins family, Sarah, with her husband Sir Alex Younger, also enjoys experiencing life in Catureglio and stays there often.

Gabriele Brunini, October 2020



LUCIDA MANSI: IL MISTERO DI UN QUADRO SCOMPARSO DA CATUREGLIO
A Catureglio, l'antica villa fattoria, che appartenne ai Guinigi e poi ai Mansi, esisteva un quadro della bella e discussa Lucida Mansi.
Chissà dove sarà oggi quel ritratto ?!?



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IL CONTESTO AMBIENTALE: PATRIMONIO COMUNE.
I cittadini, giustamente, pretendono che il proprio paese sia curato, che i monumenti siano restaurati e valorizzati, sperando che il turismo migliori le nostre possibilità di vita e di reddito.
Però si assiste, talvolta, ad un peggioramento della tenuta dei luoghi, di proprietà privata, dove i cittadini non sono molto attenti. Addirittura c'è un notevole peggioramento rispetto al passato. Ce lo testimoniano tante foto storiche che talvolta pubblico. Vi faccio un esempio che riguarda gli orti sul fiume, lungo l'abitato di Borgo a Mozzano. Ricordo benissimo quando ero bambino che molti avevano l'orto sul fiume, quando il fiume era curato e la vegetazione della spiaggia era controllata, anche per l'economia delle "vetrici" che servivano per fare i canestri. Chi aveva l'orto partiva da casa con gli attrezzi da lavoro e li riportava a casa. Oggi lungo la spiaggia del fiume è tutto un fiorire di baracche che, normalmente, vengono costruite con vecchi feltri di cartiera, lamiere arrugginite e qualche lastra di eternit sfuggita allo smaltimento. Un tempo le baracche non c'erano ed anche questo è facilmente testimoniato da vecchie foto. Ma anche i vari terreni sono invasi da baracche e costruzioni obbrobriose, certamente non inserite nel nostro storico contesto ambientale. Potremmo verificarlo facilmente perfino vicino alle pievi millenarie....
Se vogliamo il bello, se vogliamo il turismo, ognuno faccia la propria parte. Dopo il recente restauro del ponte anche il contesto ambientale di questo monumento va tutelato e curato. Questo è compito di tutti i cittadini e le Amministrazioni pubbliche devono sensibilizzare, vigilare e correggere...
Gabriele Brunini, 28 settembre 2020 



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