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La peste del 1630 e il coranovirus di oggi...
In tempi passati, di fronte a calamità e pestilenze, la gente pregava e si rivolgeva ai suoi Santi Protettori.
Nella peste del 1630 la gente del Borgo si rivolse con fede al SS.Crocifisso e lo ringraziò solennemente per lo scampato pericolo delle nostre comunità.
Quanti oggi pregano di fronte alle odierne epidemie?
Qunati si rivolgono oggi al SS.Crocifisso, sempre invocato come protettore del Borgo?
Potrebbe essere un dibattito interessante...
(L'immagine del SS.Crocifisso, del secolo XV, si trova oggi nella chiesa di S.iacopo).
Gabriele Brunini - 26 febbraio 2020, giorno delle ceneri

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26 MARZO 2020: E' MORTO IL BASSO LUIGI RONI, UN CARISSIMO AMICO
La morte del Maestro Luigi Roni, nato a Calomini nel 1942, mi rattrista molto. La morte è stata causata dal "coronavirus", dal quale era stato contagiato in maniera del tutto fortuita in occasione del funerale della moglie, avvenuto appena il 4 marzo 2020.

Nei giorni della sua malattia avevo scritto un ricordo di un concerto del 1968 a Borgo a Mozzano, che aveva segnato l'inizio della nostra amicizia.

Gabriele Brunini - 27 marzo 2020

LEGGI IL TESTO 





SABATO 21 MARZO NOI-TV TRASMETTERA' LA S.MESSA DAL MONASTERO DELLE CARMELITANE SCALZE DI LUCCA. A CELEBRARLA SARA' L'ARCIVESCOVO PAOLO.
Anche sabato 21 marzo, nei tempi difficili del "coronavirus" e delle chiese chiuse, l'Arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti celebrerà la S. Messa, alle ore 17, nel Monastero "Regina Carmeli" di Lucca (Monte San Quirico), luogo di clausura delle Carmelitane Scalze.
Già nel precedente sabato (14 marzo) l'Arcivescovo aveva officiato la Messa nel Convento delle Clarisse. Anche in questa occasione la Messa sarà trasmessa dall'emittente televisiva NOITV.

Di sicuro sarà una grande gioia per le suore del Regina Carmeli, che sono tutte socie della Misericordia di Borgo a Mozzano.
Quel monastero, fino al 1947, fu a Borgo a Mozzano, con il nome di "Monastero di S.Teresa". 
Le ultime suore borghigiane che hanno vissuto al Regina Carmeli, e che ho personalmente conosciuto, sono state Suor Ancilla (al secolo Dora Motroni) e Suor Maria Gemma (al secolo Maria Palagi).

Leggi di più sul Monastero delle Carmelitane Scalze, clicca qui




14 MARZO: E' L'ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA NOSTRA CONFRATERNITA DI MISERICORDIA
Oggi 14 marzo, per la nostra Misericordia, ricorre il 123° anniversario di fondazione.

Fu infatti il 14 marzo 1897 che si tenne il “Congresso Preparatorio” per la fondazione della nostra Confraternita. Come ogni anno avremmo celebrato l’anniversario nella Santa Messa, incontrando volontari e soci, facendo la “festa di compleanno”.
Nella tristezza del momento, ci rivolgiamo al nostro Santo Patrono, il  Crocifisso miracoloso che tante volte ha salvato dalle tribolazioni le nostre comunità ed ha sempre protetto ed aiutato la nostra Confraternita: lo preghiamo perché anche in questa occasione ci protegga tutti.
La festa la faremo il 3 maggio, per la FESTA DELLA SANTA CROCE, quando ci auguriamo tutti che questo momento triste e preoccupante sia finito.
E’ un sabato e sarà bello stare tutti insieme per ringraziare il nostro Santo Patrono.
Oggi alle ore 17 ascolteremo la S. Messa che  il nostro Arcivescovo Paolo celebrerà nel convento delle Clarisse di Lucca, consorelle della nostra Misericordia. La Messa sarà trasmessa da NOI TV sul canale 10 o 510.

La Venerabile Confraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano è stata fondata, nella sacrestia della Chiesa di S. Jacopo,  il 14 Marzo del 1897,  per volontà unanime dei componenti i “comitati cattolici” delle Parrocchie di San Jacopo e di San Rocco di Borgo a Mozzano e di quella di San Giovanni Battista di Cerreto.  La finalità principale della costituenda Confraternita, alla cui nascita si arrivava, come espressamente recita il verbale,  “dopo lo sforzo di ben trent’anni d’inutili tentativi”,  (frase sulla quale sarebbe bello poter indagare),  riguardava principalmente “l’assistenza ed il trasporto allo Spedale dei poveri  infermi”. La riunione fu presieduta dal Proposto di San Jacopo, il Sacerdote Pompilio Politi e vide la presenza “di n. 62 individui”.

Gabriele Brunini - sabato 14 marzo 2020





SABATO 14 MARZO, ALLE ORE 17, NOI TV TRASMETTERA' LA S.MESSA DAL CONVENTO DI CLAUSURA DELLE CLARISSE DI LUCCA

SABATO 14 MARZO 2020, ALLE ORE 17, L'ARCIVESCOVO DI LUCCA PAOLO GIULIETTI, NON POTENDOSI CELEBRARE MESSE IN NESSUNA CHIESA, CELEBRERA' UNA SANTA MESSA DAL CONVENTO DELLE CLARISSE DI MONTE SAN QUIRICO (LUCCA), CHE SARA' TRASMESSA DALL'EMITTENTE TELEVISIVA NOI TV.

E' davvero una bella iniziativa, che unirà i fedeli ad una comunità francescana che prega costantemente per tutti noi.
Personalmente e come Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano mi sento legato alla "comunità di preghiera" delle Clarisse, così come a quella delle Carmelitane Scalze del "Regina Carmeli", altro convento di clausura che si trova anch'esso a Monte San Quirico. Le Carmelitane, fino al 1947 ebbero il loro convento a Borgo a Mozzano.
Sia le Suore Clarisse del "San Micheletto" che le Carmelitane Scalze del "Regina Carmeli" sono socie della Misericordia di Borgo a Mozzano.

Il Monastero delle Clarisse di San Micheletto è una comunità di Sorelle Clarisse che, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi, cerca di vivere “il santo Vangelo del Signore Gesù” nella forma del ritiro claustrale.Vivono a Monte San Quirico, Lucca, dal 1973, anno in cui la comunità si trasferì dal primitivo complesso monastico ubicato entro le mura della città. Qui il Monastero ebbe origine nel 1435 mentre la Chiesa annessa risaliva al lontano 721: il nome di San Micheletto deriva dall’uso invalso nel popolo lucchese di distinguere la piccola chiesa del Monastero da quella monumentale di San Michele in Foro.La scansione della giornata delle Clarisse, orientata a coniugare ascolto della Parola, preghiera e lavoro, è vissuta, dalle figlie di santa Chiara, nella norma di "altissima povertà e santa unità". Santa Chiara ha indicato principalmente due vie: povertà e fraternità. Non sono vie parallele ma sentieri che si intrecciano per condurre alla medesima meta.

Gabriele Brunini - 13 marzo 2020



CORONAVIRUS: SERVE ANCHE LA PREGHIERA
ECCO LA PREGHIERA CONTRO LE EPIDEMIE SCRITTA DALL'ARCIVESCOVO DI TORINO
MONS. CESARE NOSIGLIA:

«Dio Onnipotente ed Eterno,
dal quale tutto l’universo riceve l’energia, l’esistenza e la vita,
noi veniamo a te per invocare la tua misericordia, poiché oggi sperimentiamo ancora la fragilità della condizione umana nella esperienza di una nuova epidemia virale.
Noi crediamo che sei tu a guidare il corso della storia dell’uomo e che il tuo amore può cambiare in meglio il nostro destino, qualunque sia la nostra umana condizione.
Per questo, affidiamo a te gli ammalati e le loro famiglie:
per il mistero pasquale del tuo Figlio dona salvezza e sollievo al loro corpo e al loro spirito.
Aiuta ciascun membro della società a svolgere il proprio compito, rafforzando lo spirito di reciproca solidarietà.
Sostieni i medici e gli operatori sanitari, gli educatori e gli operatori sociali nel compimento del loro servizio.
Tu che sei conforto nella fatica e sostegno nella debolezza,
per l’intercessione della beata Vergine Maria e di tutti i santi medici e guaritori, allontana da noi ogni male.
Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.
In te noi confidiamo e a te innalziamo la nostra supplica,
per Cristo nostro Signore. Amen»


Pubblicata da Gabriele Brunini il 5 marzo 2020



LA FESTA DELLA MADONNA DEI FERRI SARA' IL 19 E 20 APRILE 2020
Nel 2020 l'annuale ricorrenza della Madonna delle Grazie, detta dei Ferri, che si venera nel suo oratorio posto all'ingresso sud dell'abitato di Borgo a Mozzano cade il 20 aprile. La festa della Madonna, Patrona del Comune di Borgo a Mozzano, si celebra infatti il lunedì successivo alla "Domenica in Albis", che è quella successiva alla S.Pasqua. Quest'anno non ricorre la festa triennale, che sarà nel 2021, ma sarà comunque una celebrazione importante perchè, finalmente, sarà effettuato il restauro dell'antica sacra immagine, che la Congregazione, in accordo con il Parroco don Francesco Maccari, ha fortemente voluto. I lavori, che hanno ottenuto tutte le prescritte autorizzazioni della Soprintendenza di Lucca, saranno eseguiti dal restauratore Lorenzo Lanciani di Barga. 

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LA PESTE DEL 1630 E IL CORONAVIRUS DI OGGI...
In questi giorni così difficili, durante i quali si vive in casa ad ascoltare bollettini di notizie sempre più proccupanti, in molti si rifugiano nella lettura e, a molti, torna alla mente il capitolo XXXI de "I PROMESSI SPOSI" di Alessandro Manzoni, che aveva come sottotitolo quello di "Una storia milanese del XVII secolo".

La peste arriva in Italia con le truppe alemanne. Inizialmente nessuno la prende sul serio. C'è chi minimizza, chi deride le preoccupazioni dei pochi che si accorgono che il problema è più serio di quel che si crede. Vengono adottate misure, che però sono insufficienti e arrivano troppo tardi. Il contagio dilaga, dapprima in Lombardia e poi in tutta la penisola. C'è anche un dottor Burioni ante litteram, che cerca di mettere in guardia le istituzioni, ma invano (questi era il "protofisico Lodovico Settalla").

Qualche anno fa, scrivendo il libro "IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DEL BORGO" dedicai un capitolo a quella pestilenza che, colpendo molte parti d'Italia, colpì anche la nostra terra e la Lucchesia, con un gran numero di morti.
Me ne occupai perchè, secondo i resoconti storici del tempo, molte comunità furono risparmiate dal morbo e dai lutti grazie all'intercessione di Santi protettori, che Borgo a Mozzano identificò nell'antico Crocifisso, custodito nel suo oratorio nella parte sud del paese; che divenne poi a metà dell'ottocento la grande chiesa accanto alla sede storica della Misericordia,oggi chiusa a causa della scossa di terremoto del 2013. Il Crocifisso miracoloso è custodito oggi nella chiesa di S. iacopo, in un altare del lato dx entrando, tra la porta della canonica e il grande ciborio dorato che si trova a destra dell'altar maggiore.

Gabriele Brunini 
 

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BENVENUTI NEL SITO DI GABRIELE BRUNINI... Ecco alcune indicazioni su come è strutturato questo sito e alcune notizie utili...
Molti testi sono contenuti nella HOME,
gli interventi e i commenti sull'attualità sono nella sezione COMMENTI
e gli interventi sulla storia o i ricordi personali sono nella sezione SPIGOLANDO TRA STORIA E RICORDI PERSONALI.
Ci sono anche dei VIDEO interessanti da vedere.
Chi mi vuole scrivere è meglio che usi la e mail.....bruniniborgo@libero.it
e il mio cellulare è 3492401085.

BUONA LETTURA...



LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DI LOURDES NELLA CHIESA DI SAN ROCCO A BORGO A MOZZANO
La devozione alla Beata Vergine di Lourdes nella chiesa di S. Rocco a Borgo a Mozzano iniziò nel 1882. 
Nel 1928 fu costruita la grotta nell'antico altare di pietra dedicato a S. Gregorio.

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I "FATTI DI VALDOTTAVO" DEL 1921, IL LUOGO DEL MONUMENTO E IL PASSATO RIMOSSO...
In questi giorni sulla stampa si parla del luogo dove sorgeva un importante monumento in ricordo di due giovani studenti, morti perchè colpiti da uno dei massi che qualcuno fece rotolare dal costone del monte, sulla via Lodovica, il 22 maggio 1921, al passaggio di un camion di fascisti che rientrava a Lucca, dopo aver partecipato alla inaugurazione della Sezione del Fascio di Valdottavo.
I due giovani, che durante il ventennio furono appellati come "martiri di Valdottavo" erano i lucchesi GINO GIANNINI e NELLO DEGLI INNOCENTI. 
La foto che i giornali hanno pubblicato, è stata ripresa da un articolo di questo mio sito, che ho scritto un pò di tempo fa, proprio su quei fatti che, come molti altri, sono oggetto di controverse interpretazioni, a secondo dei momenti storici e delle appartenenze politiche.
La foto mi fu data dall'amico Carlo Radini, a cui poi restituì l'originale, ed è, al momento, l'unica in circolazione, che conosco, di quel monumento.
Ho approfondito il più possibile la dinamica di quei fatti, che metto a disposizione di chi avrà la pazienza di leggere...

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Gabriele Brunini - 9 febbraio 2020



IL SANTUARIO DI CALOMINI: LUOGO DI FEDE, DI STORIA E DI ACCOGLIENZA
Borgo a Mozzano, 30 gennaio 2020

Le notizie di stampa riguardanti le indagini sulla Congregazione dei Discepoli dell’Annunciazione, ha portato alla ribalta anche l’Eremo di Calomini, nel Comune di Fabbriche di Vergemoli, che la stessa Congregazione aveva in gestione. Di fronte a possibili comportamenti negativi che, di sicuro, turbano l’opinione pubblica, sull’agomento è intervenuto anche il Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano che ha espresso alcune considerazioni. Il Governatore Gabriele Brunini, oltrechè l’importante realtà borghigiana, guida anche la Sezione della Misericordia della Val di Turrite, che opera quindi sul territorio comunale dove si trova il Santuario di Calomini.

“Mi dispiace scrive Brunini in un comunicato - che l’antico Eremo di Calomini, dedicato alla Madonna dei Martiri, le cui origini risalgono all'XI secolo, uno dei luoghi di Fede e di storia più significativi del nostro territorio, così caro alla religiosità popolare, sia stato portato agli onori della cronaca per fatti assai tristi e gravi, che sarà compito della giustizia e della Chiesa verificare. Credo che, da subito, tutti debbano agire per superare il triste momento e far tornare il Santuario, così caro a generazioni di fedeli che, per secoli, ne hanno fatto meta di pellegrinaggi, un centro pastorale e di accoglienza. Questo era anche il senso del grande progetto di ristrutturazione che l’Archidiocesi di Lucca e gli Enti preposti hanno attuato negli anni 2015-2017, facendo affluire rilevanti finanziamenti, sia della CEI che di Fondi europei o altri, per importi che superano abbondantemente i 600mila euro. L’inaugurazione dei lavori di restauro, seguiti dall’architetto Tiziana Tonini, avvennero il 30 settembre 2017 alla presenza del Sindaco Giannini, dell’Arcivescovo Castellani, del Presidente del Consiglio Regionale Giani. L’affidamento del servizio religioso ad una Congregazione che veniva da fuori e non aveva legami con la storia e la tradizione di quel luogo di fede, aveva sminuito, a mio avviso, l’importanza del Santuario, privato anche di strutture di accoglienza e ristoro che sono utili, se non indispensabili, per incrementare le presenze e i pellegrinaggi. I finanziamenti affluiti per la ristrutturazione erano destinati proprio a dare una nuova e migliore fruibilità al Santuario, al convento e alla foresteria, oltre a mettere in sicurezza la parete rocciosa. Cosa che non si è riscontrata in questi anni, visto che i religiosi della Congregazione ne avevano l’uso esclusivo e riservato. La Valle del Serchio ha bisogno che tutte le energie siano destinate agli scopi per cui sono state stanziate. Nel novembre 2017, con la Sezione di Misericordia della Val di Turrite, abbiamo organizzato un pellegrinaggio al Santuario senza poter usufruire delle strutture comunicatarie esistenti e assolutamente inutilizzate, poste solo nella disponibilità dei due o tre religiosi presenti. Nel 2019 abbiamo collaborato alla realizzazione di un bellissimo concerto nell’antica chiesa dedicata alla Madonna, organizzato nel progetto “Serchio delle Muse”, senza trovare, anche in questa occasione, le collaborazioni che l’evento meritava. Ora, con l’insediamento del nuovo Arcivescovo e i fatti tristi di cronaca a cui assistiamo, mi auguro che ci sia una positiva ripartenza nell’impegno comune di tutti i soggetti interessati, con una cura attenzione particolare alle funzioni religiose fin dalla prossima domenica. Di sicuro anche l’Amministrazione Comunale di Fabbriche di Vergemoli farà quanto in suo potere per valorizzare e promuovere le bellezze e la storia del “Santuario dell’Eremita”, che era lo scopo dei finanziamenti ottenuti. Anche la nostra Sezione di Misericordia della Val di Turrite è pronta a dare tutta la possibile collaborazione. Quando ci sono delle negatività – conclude il Governatore Brunini - ci dobbiamo impegnare a mettere subito in campo delle buone positività".

www.gabrielebrunini.it
 
 
 
 



LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE
70 ANNI FA LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE 


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La morte di CESARE DANI: un caro amico...
Ho conosciuto tardi Cesare Dani, più anziano di me. L'ho conosciuto per l'amicizia che mi lega al figlio, l'ingegnere Alfonso Dani.
Ma nei nostri brevi incontri, e nelle battute di caccia di qualche anno fa nelle colline intorno a Volterra, abbiamo condiviso tante cose e potevamo parlare, insieme, di storia e politica, e di una esperienza che conoscevamo bene e avevamo condiviso nel Movimento Sociale Italiano, negli anni avventurosi, che venivano chiamati anche "anni di piombo".
Potevamo parlare, come abbiamo fatto anche negli ultimissimi incontri, prima della morte, di Beppe Niccolai, il deputato pisano del MSI che, entrambi, avevamo conosciuto; Cesare molto meglio di me.
E' morto giovedì 19 dicembre 2019, al mattino presto, dopo una breve malattia che non gli ha lasciato scampo, all'età di 83 anni.
Ha voluto andarsene custodendo nella cassa due  simboli che, per Lui, rappresentavano la storia della sua vita: una bandiera tricolore e una camicia nera.
Nel "ricordino" per la morte del padre (che si chiamava Alfonso), Cesare aveva fatto scrivere una frase del poeta toscano Giuseppe Giusti, che io avrei scritto anche per Cesare stesso:
"E buon per me, se la mia vita intera
mi frutterà di meritare un sasso
che porti scritto: “non mutò bandiera”.


Ci tenevo a fare questo ricordo, un pò riservato, per l'amico Cesare Dani, di Ponte a Moriano, che ora riposa, insieme ai suoi genitori, nel cimitero di S.Croce sull'Arno. Sono le mie condoglianze, sentite e sincere, alla sua famiglia.

Gabriele Brunini - 21 dicembre 2019



25 anni fa, il 17 dicembre 1994, moriva Suor Ancilla, una santa suora borghigiana
Ricorre, il 17 dicembre 2019, il venticinquesimo anniversario della morte di Suor Ancilla.
Suor Ancilla Maria della Croce, al secolo Dora Motroni, ha vissuto i primi anni da suora camelitana scalza nel Convento di S. Teresa di Borgo a Mozzano e poi, dal 1947, nel Monastero "Regina Carmeli" di Lucca (Monte San Quirico). Per molti borghigiani e per molti fedeli, nella sua vita, Suor Ancilla è stato un grande punto di riferimento.
In suo ricordo, nel 2015, la Misericordia di Borgo a Mozzano ha pubblicato un libro.

Ecco un ricordo di Suor Ancilla che ho scritto qualche anno fa:

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A ONETA LA FESTA TRIENNALE DI SANTA LUCIA
Domani 13 dicembre 2014 a Oneta si festeggia Santa Lucia. E' L'appuntamento triennale, con la processione per le vie del paese e la Merciful Band della Misericordia che accompagna i canti.
La S. Messa solenne inizierà alle 21, seguirà la processione e poi un grande rinfresco per tutti a cura del Comitato Paesano.


Il 13 dicembre a Oneta (paese della mia famiglia) si festeggia S. Lucia.
Un tempo la ricorrenza era considerata la festa più importante del paese, più del Patrono che è S. Ilario. Era il giorno in cui si invitavano i parenti a pranzo, dopo la S. Messa solenne e dal Borgo venivano a piedi per implorare aiuto dalla Santa, protettrice degli occhi e della vista. 
Ricordo i pranzi dalla zia Giulia, con il Sindaco Aldo D'Olivo nostro lontano parente.
Oggi i tempi sono profondamente cambiati ed anche le abitudini dei paesi.
Nella chiesa di Oneta è conservata una bella e antica statua in legno.






ITALVETRO: UN PO' DI STORIA DELLA GRANDE FABBRICA...E MIA.
Il 1 luglio 1996 il Gruppo SCHOTT Glaverbel assumeva la proprietà della V.I.T. ITALVETRO SpA, la grande fabbrica borghigiana che tre imprenditori coraggiosi (Franco Bimbi, Marino Bimbi e Niccolo Citti) avevano costruito a partire dal 1961.
Ho scritto un pò di storia, della grande fabbrica e della mia bellissima esperienza in quella importante realtà.

Il giorno 26 novembre 2019 è morto l'ultimo dei Soci fondatori della Italvetro, il sig. FRANCO BIMBI.

leggi spigolando tra storia e ricordi personali



LE "CRONACHE DI CERRETO DI SOTTO" DELLA FAMIGLIA SANTINI DI BORGO A MOZZANO CI PARLANO DI TANTI FATTI STORICI DEL XVIII SECOLO, DAVVERO INTERESSANTI...ANCHE DI SCOSSE DI TERREMOTO E DI UN LUNGO SCIAME SISMICO.
UN BICCHIERE D'ACQUA SOPRA UN TAMBURO, IN PIAZZA DEL MERCATO: COSI' SI MONITORAVANO LE SCOSSE DI TERREMOTO AL BORGO NEL 1700...

Stanotte in molti hanno sentito, anche da noi, la scossa di terremoto del Mugello...
E mi è venuto in mente il "cronista" del XVIII secolo della famiglia Santini che, nelle "Cronache di Cerreto di Sotto" ricorda le numerose scosse di terremoto che si sentirono a Borgo a Mozzano nel 1746.
“Questo castigo- scrive il cronista - principiò nella vigilia di S. Paolino (che ricorre il 12 luglio) alle ore 20, e si continuò a sentire si nella notte che nel giorno per circa quasi due mesi”. Durante questo lungo periodo di scosse, “di piccolo moto” e “gagliarde” , fu posto nella piazza del Mercato un tamburo con sopra un bicchiere pieno d’acqua, usando questo strumento come un molto artigianale sismografo.

Testo pubblicato sulla mia pagina Facebook il 9 dicembre 2019
Gabriele Brunini



E' scomparsa Suor Bianca Mauro...
Il 19 ottobre 2019 è deceduta a Pisa Suor Bianca Mauro, dell'Istituto Figlie di San Francesco.
Era nata a Isernia nel 1923.
Leggi un mio ricordo di questa carissima suora....

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LA CROCE DI BRANCOLI: QUANDO LA FEDE AVEVA BISOGNO DI GRANDI SIMBOLI
75 anni fa, il 21 luglio 1944, le truppe tedesche facevano saltare la grande croce di pietra. Nell'anniversario di quell'evento, il prossimo 10 agosto 2019, i Comitati e le Associazioni della Brancoleria, insieme alla Croce Verde di Ponte a Moriano e alla Misericordia di Borgo a Mozzano, hanno deciso di organizzare, in quel luogo simbolo, un concerto, che si terrà alle ore 18, sotto la direzione del Maestro Silvano Pieruccini e del Maestro Graziano Polidori.

Sul punto più alto dei monti della Brancoleria, attorno al 1900, si decise di costruire una grande croce di pietra ben visibile da molte zone. Anche per le popolazioni di Borgo a Mozzano e del circondario, oltrechè della Valle di Ottavo e dei paesi della Valpedogna, quel simbolo di fede è molto familiare...
Oggi il luogo, affievolita la fede della gente, è un pò in abbandono ed ha bisogno di interventi di manutenzione e valorizzazione.


Clicca qui per conoscere la storia della croce di Brancoli



UN FRANCESCANO AL CONVENTO PER IL PERDONO D'ASSISI 2019
Anche in questo 2019 abbiamo celebrato il "perdono d'Assisi" al convento del Borgo con un francescano indiano che è stato presso di noi per alcune settimane.
Si tratta di Fra Santosh Ekka ofm, sacerdote indiano che studia al Collegio Antonianum di Roma e che, su invito di fra Fortunato Iozzelli ofm, insegnante dell'Antonianum, è venuto a Borgo a Mozzano.
Ci ha fatto davvero tanto piacere averlo con noi e speriamo che porti un buon ricordo di questi giorni passati presso il Centro Anziani della Misericordia.

2 agosto 2019 - Gabriele Brunini



LA FIERA DELLA MADDALENA A BORGO A MOZZANO
Cose del vecchio Borgo...
Il 22 luglio è la festa di S. Maria Maddalena. Quand'ero bimbetto mia nonna mi portava al "ponte del diavolo" dove, lungo la strada, davanti alle poche case, lato via del Brennero, c'era la "FIERA DELLA MADDALENA". In quel luogo, infatti, un tempo, c'era una cappella dedicata a quella Santa, con una statua del sec.XVI, probabilmente attribuibile ad Andrea della Robbia, che ora si trova nella chiesa di S. Iacopo e che ha dato il nome (vero) al nostro famoso ponte...

La Santa, in questa statua invetriata in bianco, come erano i primi lavori robbiani destinati a sostituire il marmo, è vestita unicamente di quei capelli che asciugarono i piedi del redentore. La statua poteva esistere anche diversi anni prima che il suo nome fosse appllicato al ponte che, in origine, si chiamava "di Chifenti". Francesco Maria Pellegrini, nel suo libro "Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell'arte", edito nel 1925, dice che ha una somiglianza sorprendente con la statua in legno del Donatello, che si trova in S. Giovanni in Firenze. Simili a questo simulacro sono non pochi santi attribuiti ad Andrea della Robbia, con il volto scarno e ispirato. Andrea della Robbia morì nel 1525. Sempre il Pellegrini valuta altre possibili attribuzioni possibili quelle di Luca della Robbia (contemporaneo del Donatello) o di Benedetto Buglioni, che imparò l'arte di invetriare da una donna uscita dalla casa di Andrea. Il Buglioni fece statue pregevoli nella cappella di Bernardo Del Bianco nella Badia di Firenze.

Nelle immagini un particolare della statua della Maddalena ripresa da una vecchia cartolina.

Gabriele Brunini - 22 luglio 2019





Uno studio interessante: LA VIA CLODIA NEL TERRITORIO DI BORGO A MOZZANO
Nell'anno 1997 fu varato un "Progetto regionale dedicato al medioevo in Toscana" volto al recupero e valorizzazine delle risorse storico-culturali presenti sui territori.
Come Sindaco mi sembrò opportuno approfittare di questa occasione per dare una visione panoramica di quelle risorse che, in maniera davvero significativa e rilevante, sono presenti anche sul territorio comunale di Borgo a Mozzano.
Nel 1998 affidai, pertanto, un incarico a due studentesse universitarie, neo-laureate, del nostro territorio, la dottoressa PAOLA CARRETTA di Borgo a Mozzano e la dottoressa GENNY BARTOLOMEI di Valdottavo, che in breve tempo riuscirono a dare alle stampe una pubblicazione, interessante ed innnovativa, composta di una carta del territorio comunale, in formato A/3, e da 19 schede descrittive di altrettante "emergenze storiche" che, secondo le autrici, si trovavano sul percorso della via Clodia, l'antica strada romana sulla destra del fiume Serchio, che penetrava nel territorio comunale di Borgo a Mozzano dopo aver toccato la località di Sesto di Moriano. Nella pagina introduttiva della ricerca, le autrici scrivono che taluni storici considerano quella strada una derivazione della via Cassia. La carta del territorio e le 19 schede, oltre ad una pagina introduttiva e ad una pagina  delle "fonti consultate" sono contenute in un grazioso raccoglitore.
Il lavoro delle giovani studiose Carretta e .... ha come titolo "LA VIA CLODIA NEL TERRITORIO DI BORGO A MOZZANO".
Nello specifico le 19 schede riguardano: 
1) IL PONTE DI RIVANGAIO - 2) LA CHIESA DI S. LORENZO DI DOMAZZANO - 3) LA CHIESA DI S. DONATO -  4) IL PONTE SULLA CELETRA - 5) L'OSPEDALE DI S. MARTINO IN GREPPO - 6) LA CHIESA DI S. MARTINO  - 7) IL PONTE SUL PEDOGNA - 8) LA PIEVE DI S. MARIA ASSUNTA - 9) LA TORRE DELAL CONTESSA MATILDE A DIECIMO - 10) L'OSPEDALE DI S. ANDREA (SUL COLLE DI PASTINO) - 11) LE ROVINE DEL CASTELLO DI DIECIMO - 12) IL PONTE SUL RIO DI ONETA A BORGO A MOZZANO - 13) LA PIEVE DI MOZZANO (PIEVE A SOLAZZO) - 14) LE ROVINE DELLA ROCCA DI MOZZANO - 15) IL ROMITORIO DI S. CRISTINA DI ONETA - 16) IL PONTE SUL SALITA - 17) GIOVIANO - 18) S. ROMANO - 19) MOTRONE.


Riguardando il lavoro svolto diversi anni fa, che si conferma in tutta la sua attualità, mi è sembrato opportuno riportarlo all'attenzione dell'Amminsitrazione Comunale, della Pro Loco, dell'Istituto Storico e dei cittadini. Potrebbe essere anche una pubblicazione da distribuire nelle scuole, con un costo sicuramente sopportabile per le casse comunali. Spero di trovare le sensibilità giuste.

Gabriele Brunini - giugno 2019



DON MASSIMO LOMBARDI, SACERDOTE DI BORGO A MOZZANO E MISSIONARIO IN BRASILE
In questa estate 2019 c'è un gradito ritorno a Borgo a Mozzano.
Don Massimo Lombardi, missionario da oltre 40 anni in una delle parti più povere del Brasile, la città di Rio Branco nello Stato dell'Acre, festeggia il suo 50° anniversario di sacerdozio e lo festeggia, proprio nella sua chiesa di San Iacopo di Borgo a Mozzano, dove ha mosso i primi passi nella fede cristiana, prima con il Proposto don Alberto Santucci e poi con don Emilio Petretti.
Don Massimo Lombardi è nato al Borgo il 4 giugno 1945 ed è stato ordinato sacerdote dall'Arcivescovo di Lucca Mons. Enrico Bartoletti il 28 giugno 1969 e dopo appena cinque anni di servizio in Diocesi ha scelto di essere missionario in una terra difficile come il nord del Brasile.
Don Massimo ha celebrato il suo 50° con una solenne messa nella chiesa di S. Iacopo, domenica 16 giugno 2019, a cui ha fatto seguito un pranzo con tutta la comunità, come da suo espresso desiderio, nel giardino del convento di San Francesco, come già era avvenuto per la festa dei 25 anni di sacerdozio.

Gabriele Brunini - 16 giugno 2019



UN RICORDO...in occasione dell'adunata alpini 2019 a Milano
In occaione della ADUNATA degli ALPINI DI domenica 12 maggio 2019, a Milano (92° appuntamento), ho pubblicato questo commento sulla mia pagina facebook:
 
Come figlio di un alpino della Divisione Cuneense, Battaglione Saluzzo, reduce della Russia, fu per me una grande soddisfazione sfilare a Trieste, alla 77a Adunata, in testa alla Sezione Lucca-Pisa -Livorno, indossando il cappello di mio padre e la fascia di Sindaco della mia comunità. 
AUGURI A TUTTI GLI ALPINI, in particolare ai Gruppi di BORGO A MOZZANO, VALDOTTAVO e TREVIOLO !!!



RESTITUITE LE RELIQUIE E GLI OGGETTI SACRI RUBATI AL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DEL BORGO...
Il 30 marzo 2019, a Palazzo Pitti (Firenze), il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze Maggiore Lanfranco Disibio, insieme ai Marescialli Alessandrini e Grilli, mi ha restituito gli oggetti sacri rubati dal convento di S. Francesco del Borgo nei primi mesi dell'anno 2018.
Non conta il valore venale degli oggetti; ma conta che questi sono testimonianze della nostra storia, della nostra cultura, della nostra fede.
Ora rimangono da chiarire e sanzionare le responsabilità degli autori del furto e della ricettazione.

Gabriele Brunini - sabato 30 marzo 2019

Vedi, cliccando su immagini, il comunicato dei Carabinieri.



LE GRANDI STATUE ROBBIANE DELL'ANNUNCIAZIONE...
In occasione della festa dell'Annunciazione (25 marzo 2019) ho pubblicato una vecchia cartolina dei primi anni del '900, edita dalla cartoleria di Natalia Vannini del Borgo, raffigurante le due "statue robbiane" della Vergine Maria e dell'Angelo Gabriele, che sono  conservate nella chiesa di S. Iacopo di Borgo a Mozzano.
Le due grandi statue, attribuite allo scultore e ceramista Giovanni della Robbia (1469 – 1529), erano conservate nell'altare attualmente dedicato alla Madonna del Rosario, ma attorno agli anni '20 del '900 furono poste su due piedistalli sopra l'ingresso della sacrestia della chiesa.
Le statue, secondo quanto scrive Francesco Maria Pellegrini a pag. 48 del suo libro "Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell'arte", Lucca - Tipografia Editrice G. Giusti - 1925, dovrebbero essere state commissionate a Giovanni della Robbia dalla compagnia della SS. Annunziata, esistente al Borgo nel XVI secolo.

Gabriele Brunini



QUANDO IL TRENO ARRIVO'A BORGO A MOZZANO...

Un prezioso studio di Cristiana Dani ci aiuta a capire la storia della ferrovia Lucca-Aulla, "Una ferrovia lunga cent'anni".


Leggi di più su SPIGOLANDO TRA STORIA E RICORDI PERSONALI, clicca qui



UNA TESI DI LAUREA SULL' ARCHIVIO STORICO DEL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI BORGO A MOZZANO: Università di Firenze, 20 febbraio 2019
Nella giornata del 20 febbraio 2019, all'Università di Firenze, Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, Corso di Laurea in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche, un giovane studente, il dottor Ignazio Pirronitto, ha ottenuto la LAUREA MAGISTRALE, con la votazione di 110 e lode, discutendo, con il Professor Mauro Guerrini  una tesi dal titolo:
L'ARCHIVIO STORICO DEL CONVENTO DI SAN FRANCESCO IN BORGO A MOZZANO,
Inventario (1524-1981).

Alla discussione della tesi, di cui era Relatrice la Professoressa LAURA GIAMBASTIANI, hanno partecipato, come correlatori, fra Mario Panconi ofm e Gabriele Brunini.

Ecco il testo dell'intervento di Gabriele Brunini:


Per la Misericordia e per la comunità di Borgo a Mozzano è stata una bella notizia e una soddisfazione conoscere che un giovane studente dell’Università di Firenze – del Corso di laurea in Scienze Archivistiche - aveva deciso di scrivere la propria tesi  incentrandola sull’Archivio Storico del Convento di San Francesco di Borgo a Mozzano; presentando un inventario di documenti, conservati a Firenze dalla Provincia Toscana dei Frati Minori, che riguardano  il periodo 1524 – 1981, data ufficiale della  chiusura del convento e dell’affidamento dello stesso alla Confraternita della Misericordia di Borgo a Mozzano, di cui in quell’anno, come all’attualità, ero e sono il Governatore.
L’affetto che la comunità di Borgo a Mozzano ha sempre avuto per il suo convento francescano, come giustamente il Pirronitto ha evidenziato nella sua tesi, ha permesso, nel corso del tempo e dei secoli difficili della nostra storia, di superare positivamente perfino  le “soppressioni”;  sia quelle “Napoleoniche” del 1806, che quelle decise dal neo-stato unitario con le leggi promulgate nel 1866 e nel 1867, che il Candidato, nella sua tesi, definisce “leggi eversive” e di forte sapore anticlericale.
Anche al momento della chiusura del convento, presa dalla Provincia Toscana dei frati Minori nel 1981, costretta dai tempi ad affrontare, come scrive il Candidato Pirronitto, l’inevitabile “questione del ridimensionamento” di un “numero elevato di conventi” sparsi per la Toscana, a Borgo a Mozzano si trova una soluzione originale, adeguata e innovativa: la locale Misericordia presenta alla Provincia dei frati minori un “progetto ideale” e un progetto di riordino funzionale dell’immobile per trasformarlo in un “centro di accoglienza per gli anziani”, a servizio della comunità borghigiana e di quelle del circondario che, nei secoli, avevano sempre avuto forti legami con quel  convento, in particolare tramite i gruppi maschili e femminili del Terz’ordine francescano, fiorente soprattutto nei secoli XVII e XVIII.
La concessione in comodato gratuito dell’immobile alla Misericordia avviene nei primi mesi del 1981, anche se il contratto di comodato, tra il Governatore della Misericordia e l’Economo della “Provincia Toscana di S. Francesco Stimmatizzato” dei frati minori sarà sottoscritto solo il 30 novembre dello stesso anno.
L’apertura della struttura per gli anziani, dopo una poderosa ristrutturazione e un significativo adeguamento funzionale del convento alla nuova destinazione viene fatta il 23 gennaio 1983. In quel giorno, all’ingresso del convento viene scoperta una lapide su cui è incisa la frase: “In questo antico convento continui, con la nuova iniziativa, ad adoperarsi la carità e la solidarietà verso il prossimo che nell’ispirazione di San Francesco trova una grande guida”.                                               
La concessione in comodato gratuito  dell’immobile per alcuni decenni e la successiva generosa donazione alla Misericordia, avvenuta nel 2006, ha permesso di continuare, nel convento, oltre allo svolgimento delle importanti e significative opere assistenziali dell’Associazione, la prosecuzione delle funzioni religiose, in collaborazione con le Parrocchie del paese e con la presenza, quando possibile, di religiosi francescani che, nel convento, continuano ad avere  a disposizione locali per il soggiorno. La stessa Misericordia, infatti, fin dall’acquisizione dell’immobile ha sempre ritenuto una propria “mission” il mantenimento e la valorizzazione della presenza e della tradizione francescana a Borgo a Mozzano, che era andata avanti per oltre 460 anni (dal 1514 al 1981).
Dopo 38 anni da quel 5 febbraio 1981, data in cui il Ministro Provinciale dei frati minori della Toscana, fra Angelo Stellini ofm,  condivise il progetto della Misericordia, la collaborazione tra la stessa Associazione e l’Ordine Francescano continua e, semmai, si rafforza. A ciò contribuisce anche il lavoro svolto dal “Centro di cultura e spiritualità francescana”, che ha sede nella biblioteca del convento borghigiano e che è, a tutti gli effetti,  uno dei gruppi di impegno della Misericordia stessa.
La Confraternita della Misericordia ha dedicato al suo convento e alla sua storia, in questi anni,  diverse pubblicazioni, tra cui: IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DEL BORGO, di Gabriele Brunini – Maria Pacini Fazzi Editore – Borgo a Mozzano, novembre 2013; A SUA IMMAGINE, La vita di San Francesco negli affreschi del convento di Borgo a Mozzano, di Christopher Stace – Maria Pacini Fazzi Editore – Borgo a Mozzano, giugno 2016; IL BELLO CI FA BUONI, Il Convento di San Francesco del Borgo, di Augusto Biagioni e Alberto Silvestri – Edizioni Labirinto dell’Immagine.
Anche l’attenzione che la Misericordia dedica alla tesi che si discute oggi in questa Università, e quella che un altro studente ha presentato, qualche mese fa,  alla “Sapienza” di Roma, incentrata sui documenti d’archivio rimasti nel convento del Borgo, testimonia l’importanza che attribuiamo agli archivi e alla storia che, di sicuro, l’inventario di Pirronnitto ci aiuterà a conoscere meglio.
La peculiarità della tesi del giovane studente è stata quella di ripercorrere i vari passaggi che il convento di Borgo a Mozzano, geograficamente collocato nella Repubblica Lucchese, stato “straniero” rispetto alla Toscana granducale, ha fatto nei secoli.  Costruito dai frati dell’”Osservanza”  passò quasi subito ai  “Riformati della più stretta osservanza”; ed appartenne, nel tempo, alla Provincia delle Sacre Stimmate, a quella di S. Bonaventura, fino alla Provincia Lucchese di S. Giuseppe e poi a quella di San Francesco Stimmatizzato, con passaggi anche tra diverse “Custodie”. La complessità di questa storia e la diaspora della documentazione esistente non ha impedito al Pirronitto di trovare la chiave di lettura giusta, e di presentare un “inventario” di tutta la documentazione esistente, in maniera più organica rispetto al passato.
Il “capolavoro” del giovane studente è, a mio avviso, il ritrovamento del “documento relativo al convento con datazione più antica”, e cioè la “pergamena con l’autorizzazione pontificia alla sua erezione canonica”: la “bolla” di Papa Clemente VII indirizzata alla comunità di Borgo a Mozzano.                                             
Il documento, che si credeva perso, come evidenzia il Candidato, era stato estrapolato , durante un intervento di riordino dell’archivio provinciale dei frati minori eseguito da fra Giovanni Maria Montano, tra il 1946 e il 1966, dalla collocazione originale e inserito nel fondo “Diplomatico Generale della Provincia”, dov’è tuttora custodito. Il Pirronitto ce la descrive come ”una bolla pergamenacea plumbea pendente, di mm. 502x310, che non vedo l’ora di vedere e, ove possibile, riprodurre ed esporre nel nostro amato convento di Borgo a Mozzano.
Il giovane studente non solo ha ritrovato il prezioso documento, ma è riuscito a chiarire l’aspetto della datazione dello stesso. La data convenzionale del 1 febbraio 1523, che in tanti testi è riportata come fondazione del convento, non poteva essere reale, se la data di elezione al soglio pontificio di Papa Clemente VII viene fatta risalire al 19 novembre 1523. E così, “dopo una lettura molto scrupolosa nonché difficoltosa del testo vergato sulla pergamena”, il Pironnitto evince che “l’erronea indicazione della data è derivata dallo stile cronologico con la quale è stata letta”. Lo stesso Pirronitto scrive che “nello Stato lucchese, dal 1510, per la datazione degli atti ufficiali è usato il calendario in stile moderno, che stabilisce l’inizio dell’anno solare al primo gennaio, mentre a Roma, in forza delle disposizioni del 1445 di papa Eugenio IV, per le bolle è obbligatorio l’uso dello stile fiorentino dell’incarnazione che ritarda l’inizio dell’anno al 25 marzo”. E così, secondo lo studente, traducendo la data secondo il calendario moderno, la data della Bolla papale va letta come 1 febbraio 1524, e non 1523, rendendola inclusa nel primo anno del pontificato di Clemente VII. Per il candidato quella data è l’anno di fondazione giuridica del convento.
Infine, grazie al lavoro del candidato Ignazio Pirronitto, ho avuto modo di conoscere l’inventario dettagliato  delle tante carte del convento borghigiano che sono anche nei vari archivi provinciali, quali:
Archivio della PROVINCIA DELLE SACRE STIMMATE (periodo 1598 -1775
Archivio della PROVINCIA DI SAN GIUSEPPE (periodo 1789 – 1914)
Archivio della PROVINCIA DI SAN BONAVENTURA (periodo 1570, 1914 – 1946).
Grazie al candidato per l’ottimo lavoro e per l’opportunità che offre di approfondire ulteriormente la storia del nostro convento di San Francesco, oggi proprietà della Confraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano.
Firenze, 20 febbraio 2019
Gabriele Brunini
 
 
 



1948: A BORGO A MOZZANO SI GRIDA AL MIRACOLO, LA MADONNA DI MAO MUOVE GLI OCCHI...
Siamo agli inizi del 1948 ed anche a Borgo a Mozzano l'immagine venerata della Madonna di Lourdes, che si trova nell'oratorio detto di "Mao" sembra muovere gli occhi....

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