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IL 22 MAGGIO E' LA FESTA DI S. RITA, LA SANTA CHE PIACEVA ALLE NOSTRE MAMME.

Il 22 maggio la Chiesa ricorda Santa Rita da Cascia (1381-1457), monaca agostiniana conosciuta come la Santa dei casi impossibili o disperati.
Questo titolo le è stato attribuito dalla devozione popolare per l'incredibile numero di grazie e guarigioni prodigiose che i fedeli testimoniano di aver ricevuto, ritenute umane irrealizzabili.

Venerdì 22 maggio, alle ore 10,30, si terrà la S. Messa, nella chiesa di S. Francesco, celebrata da Don Franesco Maccari. Al termine verranno benedette le rose, 

Le rose sono il simbolo per eccellenza di Santa Rita da Cascia. La tradizione nasce da un miracolo: poco prima di morire, nel pieno di un rigido inverno, la Santa chiese a una parente di portarle una rosa dal suo orto a Roccaporena. La parente trovò miracolosamente una rosa fiorita nella neve e gliela portò.
Questo fiore rappresenta la vita stessa della Santa: come la rosa, Rita è riuscita a fiorire nonostante le "spine" e le grandi sofferenze della sua vita, diffondendo il profumo della fede e della carità.

A Borgo a Mozzano la Santa è stata sempre molto venerata, sia al Convento dei Frati, dove esiste questo bel quadro del pittore E. Raffai (dipinto nel 1951 su commissione delle donne del Terz'Ordine Francescano,  sia nella Parrocchia di S. Rocco, dove esiste una statua acquistata dalle donne della  Parrocchia nei primi anni '60 del secolo  scorso..
Erano soprattutto le nostre mamme a portare avanti quella devozione, per una Santa, sposa e mamma, che aveva vissuto le tante difficoltà della vita, anche estreme e che, dopo la morte del marito e dei due figli si era fatta monaca agostiniana. 

Al Convento le Terziare preparavano le roselline benedette da distribuire ai fedeli. Oggi lo fanno gli anziani della RSA.

20 maggio 2026
Gabriele Brunini
 
 
 







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