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ARTISTI DELLA NOSTRA TERRA: LO SCULTORE CAMILLO PEZZINI, DI DEZZA
E' giusto riscoprire persone che hanno onorato, con le loro capacità artistiche la nostra terra: come lo scultore Camillo Pezzini di Dezza...

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ARTISTI DELLA NOSTRA TERRA: LO SCULTORE UBALDO DEL GUERRA
E' giusto riscoprire persone che hanno onorato, con le loro capacità artistiche la nostra terra: come lo scultore Ubaldo Del Guerra, di Borgo a Mozzano....


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NOVEMBRE 2021: una pubblicazione ricorda il paracadutista Daniele Matelli e il tragico disastro aereo della Meloria del 9 novembre 1971.
In occasione del 50mo anniversario del disastro aereo della Meloria mi sono occupato di dare alle stampe un ricordo di Daniele Matelli, mio amico e coetaneo.

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ITALVETRO: UN PO' DI STORIA DELLA GRANDE FABBRICA...E MIA.
Il 1 luglio 1996 il Gruppo SCHOTT Glaverbel assumeva la proprietà della V.I.T. ITALVETRO SpA, la grande fabbrica borghigiana che tre imprenditori coraggiosi (Franco Bimbi, Marino Bimbi e Niccolo Citti) avevano costruito a partire dal 1961.
Ho scritto un pò di storia, della grande fabbrica e della mia bellissima esperienza in quella importante realtà.

Il giorno 26 novembre 2019 è morto l'ultimo dei Soci fondatori della Italvetro, il sig. FRANCO BIMBI.

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RITROVATA UNA CARTOLINA CHE TESTIMONIA LA FUCILAZIONE DEL CAPORALE PIETRO BARSANTI
Un caro amico mi ha inviato una cartolina che è riuscito ad acquistare che testimonia la fucilazione del caporale del Regio Esercito Pietro Barsanti, avvenuta presso il castello Sforzesco di Milano il 27 agosto 1870.  L'autore della cartolina è il celebre pittore Cesare Tallone (1853-1919).
Pietro Barsanti era nato a Gioviano, dove le sue spoglie furono riportate, con una solenne cerimonia, il 2 giugno del 2003, Festa della Repubblica.
In quella occasione, da Sindaco, curai la stampa di un libro sul giovane caporale, accusato di essere un mazziniano, dal titolo "PIETRO BARSANTI, IL SOGNO DI UN'ITALIA UNITA E REPUBBLICANA".

Per conoscere la storia del caporale Pietro Barsanti
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GIACOMO CRISTOFANINI: ACCADEMICO DEGLI OSCURI DI LUCCA...
Un borghigiano, vissuto a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo, che ha lasciato tracce del suo passaggio.
Erano suoi gli antichi libri della Misericordia di Borgo a Mozzano e le 400 reliquie della chiesa di San Iacopo.....Era membro dell'Accademia Lucchese degli Oscuri.


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26 MARZO 2020: E' MORTO IL BASSO LUIGI RONI, UN CARISSIMO AMICO
La morte del Maestro Luigi Roni, nato a Calomini nel 1942, mi ha rattristato molto. La morte è stata causata dal "coronavirus", dal quale era stato contagiato in maniera del tutto fortuita in occasione del funerale della moglie, avvenuto appena il 4 marzo 2020.

Nei giorni della sua malattia avevo scritto un ricordo di un concerto del 1968 a Borgo a Mozzano, che aveva segnato l'inizio della nostra amicizia.

Gabriele Brunini - 27 marzo 2020

LEGGI IL TESTO 


Il giorno 12 agosto 2021 a Calomini, l'amato paese di Luigi Roni, proprio davanti alla sua casa, è stata intitolata al Maestro una piazza. Nella stessa serata si è svolto un bellissimo concerto lirico, nel programma de IL SERCHIO DELLE MUSE 2021 e in quella occasione ho avuto modo di ricordare Luigi a nome della Misericordia di Borgo a Mozzano.
Gabriele Brunini






Storie da non dimenticare: la costruzione della "diga di Borgo a Mozzano" e la morte di un borghigiano ventunenne
Ci sono storie che non è giusto dimenticare...come la morte di Leonardo Fazzi, borghigiano di 21 anni, impegnato nella realizzazione della "diga di Borgo a Mozzano" e nella costruzione della "condotta forzata" che, dal Borgo, raggiunge la centrale idroelettrica di Vinchiana. Siamo nel 1950.

FINALMENTE TROVATE DELLE FOTO DELLO SBARRAMENTO (DIGA) IN COSTRUZIONE !!! Le trovi su questo sito.


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GLI ESTIMI DEL COMUNE DI BORGO A MOZZANO: NE PARLA ENRICO PELLEGRINI IN UN LIBRETTO "PERNOZZE" DEL 1921.
Un interessante libretto "pernozze" scritto da Enrico Pellegrini per il matrimonio di Aldo D'Olivo nel 1921, ci presenta gli Estimi più antichi, del 1531 e del 1649, conservati nell'Archivio Storico del Comune di Borgo a Mozzano.

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"I FATTI DI VALDOTTAVO DEL 22 MAGGIO 1921": contributi e commenti.
La domenica 22 maggio 1921, nel pomeriggio, si tenne a Valdottavo una cerimonia importante al teatro Colombo: la fondazione della sezione del Fascio. Da Lucca arrivarono personaggi importanti del combattentismo, che saranno oratori della giornata. Un gruppo di fascisti, come usava a quel tempo arrivò dalla città a bordo di un camion. Al termine della manifestazione, nel tardo pomeriggio, il camion dei fascisti ripartì alla volta di Lucca. Dopo poco aver passato il ponte della Celetra l'autocarro venne centrato in pieno da molti massi fatti precipitare dall'alto del monte "Elto". Un macigno particolarmente grosso, battendo su una roccia sporgente per la china del monte, fece una parabola e piombò sul veicolo. Vi furono due morti, gli studenti universitari lucchesi Gino Giannini e Nello Degl'Innocenti, quattro feriti gravi e altri feriti leggeri, tra i quali anche il capo indiscusso del fascio lucchese, Carlo Scorza, che era stato uno degli oratori intervenuti al teatro e che viaggiava a bordo del camion.

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BENVENUTI NEL SITO DI GABRIELE BRUNINI... Ecco alcune indicazioni su come è strutturato questo sito e alcune notizie utili...
Molti testi sono contenuti nella HOME,
gli interventi e i commenti sull'attualità sono nella sezione COMMENTI
e gli interventi sulla storia o i ricordi personali sono nella sezione SPIGOLANDO TRA STORIA E RICORDI PERSONALI.
Ci sono anche dei VIDEO interessanti da vedere.
Chi mi vuole scrivere è meglio che usi la e mail.....bruniniborgo@libero.it
e il mio cellulare è 3492401085.

BUONA LETTURA...



COME BORGO A MOZZANO RICORDO' LA LIBERAZIONE


Sulla facciata del Palazzo Comunale di Borgo a Mozzano c’è una lapide, posta nel decennale della “Liberazione” del nostro paese, che avvenne il 27 settembre 1944.
"IN QUESTA PIAZZA


NEL DECENNALE DELLA LIBERAZIONE
IL POPOLO ESALTA LA PIU' BELLA CONQUISTA
- LA LIBERTA' -
DIO E VOLONTA' DEGLI UOMINI
LA CONSERVINO AI POSTERI
A CONFORTO E MEMORIA DEI SUOI MARTIRI"
27.IX.1954


Anche oggi a quella lapide è stato reso omaggio dal Sindaco e dagli Amministratori, così come iniziai a fare io durante i miei mandati di Sindaco, ormai tanti anni fa.
Ho sempre pensato che quel testo, scritto dagli uomini che avevano vissuto il fascismo, la guerra, i lutti, il passaggio del fronte, volesse essere un “inno alla libertà” ed una autentica espressione di pacificazione. Forse oggi, a 76 anni di distanza, non sarebbe scritta con uguale serenità.
A scriverla furono anche gli uomini che avevano combattuto nella prima guerra mondiale e coloro che avevano fatto parte del CLN locale, perché erano gli amministratori del Comune e i rappresentanti politici di quegli anni. Sindaco era Aldo D'Olivo di Borgo a Mozzano.
Scrissero un testo senza odio e testimoniarono che Borgo a Mozzano voleva ritrovare serenità nella libertà.
Ogni volta che la leggo penso che la nostra è davvero  una bella Comunità.

Gabriele Brunini - 25 aprile 2021



LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DI LOURDES NELLA CHIESA DI SAN ROCCO A BORGO A MOZZANO
La devozione alla Beata Vergine di Lourdes nella chiesa di S. Rocco a Borgo a Mozzano iniziò nel 1882. 
Nel 1928 fu costruita la grotta nell'antico altare di pietra dedicato a S. Gregorio.

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LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE
70 ANNI FA LA BATTAGLIA DI NIKOLAEVKA: C'ERA ANCHE MIO PADRE 


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A ONETA LA FESTA TRIENNALE DI SANTA LUCIA
Domani 13 dicembre 2014 a Oneta si festeggia Santa Lucia. E' L'appuntamento triennale, con la processione per le vie del paese e la Merciful Band della Misericordia che accompagna i canti.
La S. Messa solenne inizierà alle 21, seguirà la processione e poi un grande rinfresco per tutti a cura del Comitato Paesano.


Il 13 dicembre a Oneta (paese della mia famiglia) si festeggia S. Lucia.
Un tempo la ricorrenza era considerata la festa più importante del paese, più del Patrono che è S. Ilario. Era il giorno in cui si invitavano i parenti a pranzo, dopo la S. Messa solenne e dal Borgo venivano a piedi per implorare aiuto dalla Santa, protettrice degli occhi e della vista. 
Ricordo i pranzi dalla zia Giulia, con il Sindaco Aldo D'Olivo nostro lontano parente.
Oggi i tempi sono profondamente cambiati ed anche le abitudini dei paesi.
Nella chiesa di Oneta è conservata una bella e antica statua in legno.






LA STATUA DELLA MADDALENA ESPOSTA AL MUSEO DEL LOUVRE
Il 22 ottobre scorso è stata inaugurata al “Louvre” di Parigi una grande mostra di 140 opere della scultura rinascimentale italiana che ha, come titolo: “Il corpo e l’anima. Sculture Italiane da Donatello a Michelangelo (1465-1520)". Tra le opere “robbiane” esposte nel museo parigino c’è anche la “Maddalena” che si conserva nella chiesa propositurale di San Iacopo a Borgo a Mozzano. Insieme alla Maddalena ci sono altre opere importanti a cavallo tra il secolo XV e XVI e, tra queste, il “San Sebastiano” di Andrea Della Robbia, che si conserva nel Museo di Montalcino. Ritengo che sia una notizia stupenda, che possa portare prestigio alla nostra comunità, rafforzando la consapevolezza di essere depositari di opere d’arte importanti, che abbiamo il dovere di tutelare nel tempo, come hanno fatto per secoli coloro che ce le hanno tramandate. Ho interpellato il Parroco di Borgo a Mozzano, don Francesco Maccari che, chiaramente, è stato a suo tempo informato dalla Soprintendenza e dai curatori della mostra ed ha concesso la sua autorizzazione al trasferimento della statua. Anche il Parroco auspica che questa esposizione sia utile all’opera d’arte, che prima dell’esposizione al Louvre si avvantaggerà di una opportuna manutenzione, ma anche alla successiva valorizzazione della medesima, al momento del suo ritorno a Borgo a Mozzano.
Da questa prestigiosa esposizione ci potranno pervenire maggiori informazioni storiche sulla statua che, prima di essere conservata nella chiesa di S. Iacopo, si trovava in una cappella presso il “ponte di Chifenti” (il più importante monumento del nostro territorio) che, proprio dalla statua conservata nei pressi, assunse il nome di “ponte alla Maddalena”. Secondo Massimo Betti, già Sindaco di Bagni di Lucca, la statua sarebbe stata posta in quel luogo nel 1526 (Vedi nota n.1).  Sarebbe altrettanto interessante conoscere i motivi della scomparsa di quella cappella e del trasferimento della statua robbiana nella chiesa di S. Iacopo, visto che, fino ai primi decenni del ‘900, le case lungo la statale del Brennero nei pressi del “ponte del diavolo” facevano parte della Parrocchia di Corsagna. Per le informazioni sulla nostra statua di “Maria Maddalena” faccio riferimento allo scrittore e storico borghigiano Francesco Maria Pellegrini che nel suo libro “Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte” edito nel 1925, scrive che la statua: ha una somiglianza sorprendente con la statua in legno del Donatello, che si trova in S. Giovanni in Firenze. Simili a questo simulacro sono non pochi santi attribuiti ad Andrea della Robbia, con il volto scarno e ispirato. Andrea della Robbia morì nel 1525. Il Pellegrini valuta altre possibili attribuzioni della statua conservata a Borgo a Mozzano, che potrebbe essere attribuibile a Luca della Robbia (contemporaneo del Donatello) o a Benedetto Buglioni, che imparò l'arte di invetriare da una donna uscita dalla casa di Andrea. Il Buglioni fece statue pregevoli nella cappella di Bernardo Del Bianco nella Badia di Firenze.
Maria Maddalena, detta anche Maria di Magdala è venerata come santa dalla Chiesa, che celebra la sua festa il 22 luglio, data nella quale, fino a qualche decennio fa, si svolgeva presso il “ponte della Maddalena” di Borgo a Mozzano una importante fiera, che richiamava gente da tutti i paesi vicini. Maria Maddalena viene descritta, nel Nuovo Testamento come nei Vangeli apocrifi, come la cugina di Maria, ma le narrazioni evangeliche la dipingono come una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni Vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell'avvenuta resurrezione.
Un ricordo personale: la statua della Maddalena era conservata, nella chiesa di S. Iacopo, sopra la porta della sacrestia, vicino alle statue dell’Annunciazione. Quando fu valutato di rendere la statua meglio visibile, in tutta la sua bellezza, mi occupai di far realizzare e donare dalla Italvetro di Borgo a Mozzano, azienda presso cui lavoravo, i vetri di sicurezza dell’urna in cui è attualmente conservata.
Come sostenuto anche da don Francesco Maccari, un evento così significativo, come l’esposizione al Museo del Louvre di un’opera d’arte del nostro territorio, deve far aumentare la consapevolezza del grande patrimonio storico culturale di cui siamo depositari. Sono ben 19 le chiese parrocchiali del comune di Borgo a Mozzano, a cui si aggiungono altre chiese di rilevante importanza, come la millenaria Pieve di Cerreto o quelle del convento di S. Francesco e del SS. Crocifisso nel Capoluogo, il Santuario di Serra  a Corsagna, oltre a vari oratori e cappelle presenti un po’ in tutte le frazioni. E’ urgente riprendere la proposta, che ho più volte  caldeggiato, di creare un museo territoriale dell’arte sacra, che potrebbe trovare adeguata sistemazione proprio nella grande chiesa del Crocifisso di Borgo a Mozzano, oggi chiusa perché inagibile e a rischio di pericolosi cedimenti. La proposta l’ho ribadita anche in un libro, che ho scritto durante il primo lockdown, dal titolo “Il miracoloso Crocifisso del Borgo e la sua chiesa”, pubblicato nello scorso mese di luglio dalla Misericordia di Borgo a Mozzano. Una proposta che rinnovo a tutti i possibili destinatari interessati.

Gabriele Brunini – 15 novembre 2020
www.gabrielebrunini.it

Note: 1) Massimo Betti, di Bagni di Lucca, ha pubblicato un libro, edito dal Comune di Borgo a Mozzano, dal titolo "IL PONTE DEL DIAVOLO, Notizie Storiche e iconografia" - per i tipi della Tipografia Gasperetti di Barga, finito di stampare nel dicembre 1995. Nella pubblicazione il Betti, a pagin 14 scrive: Nel 1526 venne eretto un eremitorio ai piedi del ponte sul lato sinistro del fiume. Esso fu dedicato a Santa Maddalena , da cui il nome Ponte alla Maddalena.....Nel diciottesimo secolo l'oratorio era custodito da un eremita, eletto dalla Confraternita della SS.ma Annunziata della Chiesa Parrocchiale di S.Iacopo di Borgo a Mozzano, che riceveva 8 lire all'anno; altrettanti venivano dati al Parroco. La suddetta pubblicazione contiene una introduzione del Sindaco del tempo Gabriele Brunini.



LA PRIMA MACCHINA DELLA LUCCHESIA, CON TARGA "LU 1" APPARTENEVA A UN BORGHIGIANO...
Una ricerca del giornalista e storico Paolo Bottari, pubblicata su LA NAZIONE del 1 novembre 2020, ci rivela che la prima macchina immatricolata, nel 1927, con la targa "LU 1", sigla della Lucchesia, apparteneva a Natale Gigli di Borgo a Mozzano. Era una Fiat 509 Torpedo.

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CATUREGLIO: L'ANTICA VILLA SOPRA BORGO A MOZZANO, storia e ricordi.
La villa di Catureglio, si trova a pochi chilometri sopra Borgo a Mozzano, ma fa parte della Parrocchia di Cune ed è vicinissima anche al paese di Oneta. Oggi appartiene alla famiglia inglese degli Hopkins, che l'hanno completamente restaurata e resa uno splendido resort, dove soggiornano molti stranieri e si celebrano matrimoni da favola. I signori Hopkins hanno trovato una preziosissima collaborazione, nella gestione degli interventi e delle attività, che vengono svolte a Catureglio, nella operosa presenza di Richard Hobbs che fa l'amministratore della Società di gestione del complesso.
Il 17 ottobre 2020, dovendo organizzare un incontro tra le Misericordie della Lucchesia, ho chiesto la possibilità di farlo svolgere in quel luogo e la signora Sarah Hopkins, con generosità, mi ha concesso il luogo. In quel periodo tra l'altro la signora Sarah Hopkins sarà presente a Catureglio con il marito Sir Alex Younger.
Mi è così capitata l'occasione di sviluppare qualche ricordo della mia infanzia e gioventù e di scrivere una breve storia di quel luogo incantato.


Gabriele Brunini -  Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano
Ottobre 2020


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CATUREGLIO: A BRIEF HISTORY FROM ANTIQUITY TO THE PRESENT DAY...AND SOME CHILDHOOD MEMORIES
When I was a young boyCatureglio was a place where boys and girls from Borgo, but also Cune and Oneta, would come to visit. One of the events was the "merendino" ("snack") of Easter Monday, when people competed to win a place on the lawn in front of the large villa, which at that point had been completely abandoned. We were always a little afraid to go there, fearing that the mysterious owner of that place would come to drive us out, because we had trespassed on his property. Villa Catureglio was for us a sort of enchanted palace, which no one could enter; it was a fairytale of secret rooms and passages, where ghosts had always lived. One of the most fascinating was that of Lucida Mansi, an attractive and libertine woman, who had lived in that manor in ancient times, who continually gazed into mirrors, obsessed with the possibility of preserving the beauty of her youth forever.

The Borgo historian Francesco Maria Pellegrini tells us a little about Catureglio history in his book, published in 1925, entitled "Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte" ("Borgo a Mozzano and Pescaglia in history and art"). The region of Catureglio – writes Pellegrini – lies between the borders of Cune, Oneta and Borgo, and was already an allodial title for the Castracani-Antelminelli. 

As early as the 3rd of November 1388, an Antelminelli was selling the assets of that location to a member of the Guinigi family. In 1428, in the church of San Jacopo in Borgo a Mozzano, in the presence of the syndicate of the communities making up the Vicariate of Coreglia, and at the request of Michele Guinigi, a judgement was issued by the biggest syndicate of Lucca. In this judgement, it was declared that the inhabitants of Catureglio were to be exempt from any effective, personal and mixed taxation. These tax exemptions were then renewed several times until that farm remained in the Guinigi family. When in 1430 Paolo Guinigi, Lord of Lucca, lost his power, Villa Catureglio escaped the confiscation of the prince's assets, and some of his descendants took refuge there. These Guinigi often came down from Catureglio to Borgo, where they owned a villa right in the village, on the left going towards the church of San Jacopo, less than 100 metres from the square in front of the present town hall; some of them were councillors of Borgo itself. As princes and citizens of Lucca, they had a lot of influence on this Municipality of Borgo a Mozzano and – as Pellegrini claims – they kept the income from fishing in the river Serchio.

The possession of Catureglio later passed to the important Lucca Mansi family and in 1925 – as Pellegrini writes in his book – it belonged to Mrs Angela Bartelloni, widow of Bendinelli, from Borgo a Mozzano. The historian also writes something rather intriguing: "In a small neighbourhood near the villa there is a portrait of the beautiful and slandered Lucida Mansi".  Where on earth could this painting have ended up?!?

Catureglio, with its villa, peasants' houses, stables, barns, huts and metati (drying houses for chestnuts), with the many cultivated lands and the numerous woods, then passed into the property of the surveyor from Borgo Renato Fazzi and, in that period, the degradation of the buildings and land worsened. In many lands, including agricultural ones, coniferous plants were planted which, in addition to being unnatural for those places, went as far as altering the landscape.

Finally, Catureglio was bought, in 1987, by the English Hopkins family who, thanks to the passion and significant investments of Sir Michael Hopkins and his wife Patricia, both architects, have now restored the place to its former glory and beauty. For the management of the complex restoration of the properties and the restoration of the cultivation of the land, the Hopkins were able to make use of the expertise of Richard Hobbs,  who moved in the late 1980s to Catureglio from England, with his family,  who live nearby and take care of every aspect of the business and the management company. The daughter of the Hopkins family, Sarah, with her husband Sir Alex Younger, also enjoys experiencing life in Catureglio and stays there often.

Gabriele Brunini, October 2020



LUCIDA MANSI: IL MISTERO DI UN QUADRO SCOMPARSO DA CATUREGLIO
A Catureglio, l'antica villa fattoria, che appartenne ai Guinigi e poi ai Mansi, esisteva un quadro della bella e discussa Lucida Mansi.
Chissà dove sarà oggi quel ritratto ?!?



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IL CONTESTO AMBIENTALE: PATRIMONIO COMUNE.
I cittadini, giustamente, pretendono che il proprio paese sia curato, che i monumenti siano restaurati e valorizzati, sperando che il turismo migliori le nostre possibilità di vita e di reddito.
Però si assiste, talvolta, ad un peggioramento della tenuta dei luoghi, di proprietà privata, dove i cittadini non sono molto attenti. Addirittura c'è un notevole peggioramento rispetto al passato. Ce lo testimoniano tante foto storiche che talvolta pubblico. Vi faccio un esempio che riguarda gli orti sul fiume, lungo l'abitato di Borgo a Mozzano. Ricordo benissimo quando ero bambino che molti avevano l'orto sul fiume, quando il fiume era curato e la vegetazione della spiaggia era controllata, anche per l'economia delle "vetrici" che servivano per fare i canestri. Chi aveva l'orto partiva da casa con gli attrezzi da lavoro e li riportava a casa. Oggi lungo la spiaggia del fiume è tutto un fiorire di baracche che, normalmente, vengono costruite con vecchi feltri di cartiera, lamiere arrugginite e qualche lastra di eternit sfuggita allo smaltimento. Un tempo le baracche non c'erano ed anche questo è facilmente testimoniato da vecchie foto. Ma anche i vari terreni sono invasi da baracche e costruzioni obbrobriose, certamente non inserite nel nostro storico contesto ambientale. Potremmo verificarlo facilmente perfino vicino alle pievi millenarie....
Se vogliamo il bello, se vogliamo il turismo, ognuno faccia la propria parte. Dopo il recente restauro del ponte anche il contesto ambientale di questo monumento va tutelato e curato. Questo è compito di tutti i cittadini e le Amministrazioni pubbliche devono sensibilizzare, vigilare e correggere...
Gabriele Brunini, 28 settembre 2020 



IL MONUMENTO A PIO VII E IL PALAZZO GIORGI
11 maggio 2017
I lavori di messa in sicurezza e rifacimento intonaci del monumento a Pio VII, che si trova in località "turchia" (così si chiamava un tempo) a Borgo a Mozzano, sono stati finalmente realizzati dall'Amminsitrazione Comunale. Ora verrà fatta, sicuramente, anche la ripulitura della statua in marmo, dello stemma papale e delle scritte. Così mi è venuta voglia di dare un contributo straordinario al Comune per il rifacimento del naso del Papa, rotto da un mio prozio (fratello di mia nonna mterna Gina Martini) che, quando aveva una decina di anni, tirando un sasso, fece il danno.
Mia nonna, che quando era bambina abitava con i genitori e gli otto fratelli in prossimità di quel monuemnto,  mi raccontava l'episodio ogni volta che si transitava davanti allo stesso.
Più o meno il danno fu fatto nel 1896, visto che il prozio, Guglielmo Martini detto "Memi", era nato nel 1886. Con questo gesto ho ricordato la lontana memoria di questo lontano parente, emigrato negli Stati Uniti e morto chissà dove... 


POST PRECEDENTI 


Il 7 settembe 2016 si è svolta, finalmente, davanti al monumento a Pio VII, costruito nel 1814, la cena per finanziare il restauro del manufatto, da tempo transennato e a rischio crollo.
Mi è sembrato giusto riproporre nell'occasione un mio articolo sull'argomento, scritto nel 2014.
Per un concomitante impegno (un concerto nella chiesa di S. Francesco organizzato da "il Serchio delle Muse") non ho partecipato alla cena, ma mi sono recato dagli organizzatori a dare il mio contributo.
Un plauso agli organizzatori dell'iniziativa...
Gabriele Brunini (8 settembre 2016)


Una recente segnalazione sul degrado di via della Repubblica (già via Regina Margherita di Savoia) a Borgo a Mozzano mi ha spinto a scrivere sul monumento a Pio VII, realizzato dalla famiglia Giorgi nel 1814 per celebrare il ritorno dall'esilio in Francia del Pontefice, che si dice fosse in relazione con quella famiglia borghigiana, oggi estinta, almeno nel cognome. 
Il monumento è in condizioni di estremo degrado ed a rischio crollo; nei prossimi giorni segnalerò il problema al nuovo Sindaco, come già ho fatto con il precedente, nel 2013.
Con l'occasione pubblico anche alcune foto sul palazzo e sulla famiglia Giorgi che ho nel mio archivio.

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LA "DOGANA" DI TEREGLIO: IL VERGOGNOSO INCONCEBILE DEGRADO DI UN MONUMENTO STORICO...
Qualche giorno fa mi sono recato a fare una scampagnata in moto lungo la via provinciale che sale fino al Rifugio Casentini, prima di "Foce a Giovo". Passando davanti alla "Dogana" di Tereglio mi sono fermato a fare alcune foto alla struttura in miserevoli condizioni e ho deciso di scrivere questa breve nota.

La "Dogana" di Campo Buriano a Tereglio (Comune di Coreglia) è un palazzo enorme, voluto da Maria Luisa di Borbone come stazione di posta lungo la strada carrozzabile Lucca - Modena, che valicava Foce a Giovo. Ultimata nel 1825, la grande struttura perse via via il suo ruolo, per il progressivo abbandono della strada di valico.
Come recita il cartello posto a descrizione della struttura, quando, nel 1909, a Tereglio fu istituita la Misericordia, la Cassa di Risparmio di Lucca scelse quell'edificio come "colonia alpina per fanciulli gracili, anemici e predisposti alla tubercolosi", accogliendo ogni anno circa 200 ragazzi d'ambo i sessi, in vari turni. Questa importante iniziativa durò fino al 1943. Poi la guerra interruppe questo servizio.
Nel dopoguerra iniziò il lento abbandono della struttura, che l'incuria e i saccheggi hanno ridotto nella situazone di oggi. 
Possibile che queste risorse storiche, che potrebbero avere grandi risvolti positivi per il turismo, non abbiano alcun interesse per le istituzioni (Comune, Provincia, Regione).
Alla vigilia delle elezioni comunali di Coreglia e delle elezioni regionali, c'è qualcuno che... batte un colpo ?!?!?!


Gabriele Brunini - 15 settembre 2020



2010 -2020: DIECI ANNI FA VENIVA DECISA LA NASCITA DELLA MISERICORDIA DI BETLEMME.
Un intervento di Gabriele Brunini, attuale Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano e Componente del Consiglio dei Saggi di Confederazione Nazionale, riapre la discussione sul progetto della Misericordia di Betlemme, un sogno nato in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole e con la Custodia Francescana di Terrasanta. Nel 2010 Gabriele Brunini era il Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie.

Clicca qui per leggere l'intervento di Gabriele Brunini



PER LA FESTA DELLA MADDALENA, AL BORGO, C'ERA UNA ANTICA FIERA DAVANTI ALLO STORICO PONTE CHE PORTA IL NOME DELLA SANTA (DETTO ANCHE PONTE DEL DIAVOLO)
Una delle fiere che un tempo si svolgevano a Borgo a Mozzano era quella “della Maddalena”, proprio nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Maria Maddalena, il 22 luglio.

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"IL MIRACOLOSO CROCIFISSO DEL BORGO E LA SUA CHIESA": la presentazione di Roberto Guastucci del libro scritto da Gabriele Brunini.
Domenica 12 luglio 2020, in una cornice insolita condizionata dalle normative anti Covid 19, si è svolta la presentazione del libro scritto da Gabriele Brunini, Governatore della Misericordia, sulla storia del SS. Crocifisso di Borgo a Mozzano, venerato fin dal XV secolo.  La location era in via Roma, davanti alla sede storica della Misericordia e proprio di fronte alla chiesa del SS. Crocifisso, interdetta al pubblico dal 2013, a seguito di una scossa di terremoto. 
In apertura dell'incontro ci sono stati gli interventi di saluto del Correttore della Misericordia don Francesco Maccari e del Sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti, a cui ha fatto seguito la presentazione dello storico e scrittore Roberto Guastucci di cui riportiamo il testo integralmente.


Per leggerla basta
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IL MIO LIBRO SUL "MIRACOLOSO CROCIFISSO DEL BORGO".
La presentazione del libro "IL MIRACOLOSO CROCIFISSO DEL BORGO E LA SUA CHIESA" è stata una bella cosa.
Grazie ai volontari e ai dipendenti della Misericordia che hanno lavorato tanto, grazie al Sindaco Patrizio Andreuccetti, grazie a Don Francesco, grazie al cugino/intellettuale Roberto Guastucci per la presentazione, grazie a Graziano Polidori, Francesca Maionchi, Caterina e Ilaria Brunini per le musiche. Grazie alla mia gente e ai tanti amici che, ogni volta, non mi fanno mancare il loro sostegno. Domenica 12 luglio 2020.




20 aprile 2020: OGGI E' LA FESTA DELLA MADONNA DEI FERRI, PATRONA DEL COMUNE DI BORGO A MOZZANO
IL 19 E 20 APRILE 2020 SI SAREBBE FESTEGGIATA, COME OGNI ANNO, LA MADONNA DELLE GRAZIE DETTA DEI FERRI, PATRONA DEL NOSTRO COMUNE DAL 1954.
Quest'anno , in tempi di COVID-19, non si sono potute svolgere le consuete celebrazioni, nè si è potuto concludere il restauro della sacra immagine, che la Congregazione della Madonna dei Ferri ha affidato al restauratore Lorenzo Lanciani.
Alle ore 10 di lunedì 20 aprile si è tenuta la S.Messa, trasmessa in diretta da NOI TV, con una ripresa magistralmente fatta da Abramo Rossi.
Auguriamoci che, nel corso dell'anno 2020, si possa inaugurare il restauro dell'antico affresco e si possa tornare a far festa insieme.

Clicca qui per avere più notizie sulla Madonna delle Grazie



COVID-19: TUTTI NEGATIVI I 98 TAMPONI ESEGUITI AL CONVENTO DI SAN FRANCESCO, NELLA RSA DELLA MISERICORDIA
Nella giornata di oggi abbiamo avuto finalmente il responso ai 98 tamponi che l’ Azienda Usl ha fatto anche nella nostra “RSA Convento di S. Francesco” della Misericordia di Borgo a Mozzano, nella giornata di giovedì 9 aprile.
I tamponi eseguiti, che hanno riguardato i 47 ospiti, tutto il personale dipendente e i giovani del servizio civile, come è già stato comunicato dal Sindaco Patrizio Andreuccetti questa mattina, sono risultati tutti negativi.
In tempi così complicati e difficili dobbiamo mantenere sempre alta la tensione e non è mai facile gioire in situazioni così preoccupanti; ma indubbiamente è un risultato che, al momento, ci tranquillizza e premia una attenzione ed un lavoro che è stato portato avanti con determinazione, fin dai primi momenti in cui si è avuto conoscenza e coscienza della gravità del “Coronavirus” che si stava sviluppando e diffondendo. Premia il lavoro di tutto il personale dipendente della Misericordia e l’impegno svolto, in prima persona senza risparmiarsi, dalla Direttrice della struttura che, in questo periodo difficile, ha seguito anche tutte le problematiche sanitarie della Fraternita di Misericordia e non solo della RSA. Devo dire che anche precedentemente al diffondersi di questo “invisibile” COVID-19, nella nostra RSA si è fatta attenta prevenzione anche batteri come il “clostridium difficile” e il “new delhi” che spesso altri hanno sottovalutato nella loro pericolosità; ed anche questo ha contribuito ad una buona esperienza di lavoro.
Gli organi direttivi della Misericordia, fin dal primo momento, hanno deciso di attivare ogni possibile attività migliorativa per la  messa in sicurezza degli ospiti e della struttura, che è stata immediatamente chiusa a visitatori e parenti e fornita di tutti i dispositivi di protezione necessari, con significativi interventi economici diretti, che hanno riguardato anche un aumento delle ore lavorative del personale della struttura.
Come Governatore di questa importante “opera assistenziale” che è, nella sua unicità, la nostra Fraternita di Misericordia sono felice di quanto finora abbiamo fatto, con un concorso di solidarietà e generosità di tante persone, imprese e associazioni che, come sempre, ci sono vicine e ci permettono di ottenere questi risultati.
Gabriele Brunini – Governatore Misericordia
Borgo a Mozzano, 14 aprile 2020
 
 
Ho chiesto alla Direttrice della RSA, Lorena Mariani, una relazione sul periodo vissuto per tenere in sicurezza la nostra RSA Convento di S. Francesco, sul lavoro che è stato fatto e che dovrà proseguire ancora, non sappiamo per quanto tempo. La pubblichiamo come contributo “storico” di un particolare momento, che forse non pensavamo di vivere.
 
“E’ innegabile - scrive la Direttrice della RSA - che la paura e la preoccupazione ha accompagnato tutti questi lunghi giorni di gestione della situazione di emergenza, che tuttora prosegue.
 
Ci vuole  coraggio a stare in prima linea, la lucidità è necessaria, ma la consapevolezza di sentirsi in guerra  fa nascere emozioni e sensazioni di impotenza mai provate prima.
 
Nei 47 giorni trascorsi (la prevenzione è iniziata infatti con la data del 27 febbraio) abbiamo scritto ed applicato la storia della gestione di questa grande emergenza sanitaria. Nessuno di noi era preparato a gestire una cosa del genere, ma attraverso le conoscenze possedute, l'intuizione, l'analisi continua e la forte necessità di protezione e sicurezza, nel rispetto della salute e della vita dei nostri ospiti e dei nostri operatori, abbiamo potuto raggiungere questo risultato importante, che oggi abbiamo toccato con mano.
Stiamo tutti bene: ospiti e operatori.
Sia come Direttrice, che come persona,  sono fiera ed orgogliosa di quanto e di come  abbiamo lavorato, costruendo sicurezza e qualità, senza trascurare la sfera relazionale e il bisogno degli ospiti di sentire vicino attraverso le varie tecnologie i propri familiari.
Questo lavoro non è stato affatto facile; ha visto lo stravolgimento di attività quotidiane, consuetudini, abitudini e protocolli operativi ormai consolidati nel  tempo, a favore di quella ricerca di sicurezza e protezione che mirava a "lasciare fuori il virus…".
Come dicevo non è stato facile, ma è stato realizzabile grazie al supporto di un meraviglioso gruppo di lavoro, che si è messo a disposizione in maniera instancabile, offrendo massima collaborazione, che ha reso onore alla nostra “mission”, che da sempre mira a raggiungere il massimo livello di benessere possibile per ogni ospite che ci viene affidato.
 
Non è mancato il rapporto con i parenti e il coinvolgimento del Comitato dei Familiari che, nella persona del Presidente, riceveva ogni giorno informazioni sullo stato dell'arte della situazione e sugli avanzamenti delle misure di sicurezza messe in atto, o in procinto di partire, a contrasto dell'epidemia.
 
Vi posso garantire che, se pur con le restrizioni dovute, ai nostri ospiti non è mancato niente: il clima è sereno, il personale si è fatto maggior carico della carenza affettiva dovuta all'allontanamento dei familiari, abbiamo aumentato le ore di assistenza giornaliere per garantire il supporto necessario, anche a livello psicologico, e personalmente ho seguito, quotidianamente, sia lo stato di salute che lo stato psicologico di tutto il gruppo (in totale 98 persone), e nessuno ha manifestato segnali di sofferenza.
 
Il successo di questo momento è di grande aiuto e supporto e ci stimola a proseguire in questo cammino, con la stessa grinta con la quale abbiamo iniziato; consapevoli che le misure di sicurezza messe in atto sono servite a portare avanti, con ottimi risultati, quella lotta per la vita che, sia da sanitario che da essere umano, sono alla base della mia persona.
 
Concludo con un forte abbraccio verso la mia squadra: ci unisce un forte sentimento di gruppo che ha trovato, in questa guerra, un meraviglioso modo di esprimersi nell'instancabilità quotidiana, nell'amore dimostrato verso il proprio lavoro.
Nessuno tra di noi si è mai sentito solo.
Grazie!
Lorena Mariani – Direttrice RSA Convento di S. Francesco
Borgo a Mozzano, 14 aprile 2020
 



La peste del 1630 e il coranovirus di oggi...
In tempi passati, di fronte a calamità e pestilenze, la gente pregava e si rivolgeva ai suoi Santi Protettori.
Nella peste del 1630 la gente del Borgo si rivolse con fede al SS.Crocifisso e lo ringraziò solennemente per lo scampato pericolo delle nostre comunità.
Quanti oggi pregano di fronte alle odierne epidemie?
Qunati si rivolgono oggi al SS.Crocifisso, sempre invocato come protettore del Borgo?
Potrebbe essere un dibattito interessante...
(L'immagine del SS.Crocifisso, del secolo XV, si trova oggi nella chiesa di S.iacopo).
Gabriele Brunini - 26 febbraio 2020, giorno delle ceneri

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