UNA FAMIGLIA CERRETINA IN VISITA A REDIPUGLIA TROVA TRA I CENTOMILA CADUTI LA FOTO DI UN FANTE CORSAGNINO: FRANCESCO PIERONI CLASSE 1897.
I caduti italiani nella Prima Guerra Mondiale furono circa 650.000, secondo le cifre ufficiali. Tuttavia, alcuni storici stimano che il numero totale, includendo coloro che morirono in seguito a malattie o ferite contratte in guerra, potrebbe essere stato più vicino al milione. Circa 900.000 furono i feriti e gli invalidi. La grande maggioranza dei caduti non fu riportata nei paesi di origine ma inumata nei grandi cimiteri e sacrari presenti nelle regioni di guerra. Il più grande sacrario militare italiano della Grande Guerra è il Sacrario Militare di Redipuglia, situato a Fogliano Redipuglia, in provincia di Gorizia. Questo sacrario ospita le spoglie di 100.187 soldati, di cui 39.857 identificati e 60.330 ignoti, caduti nelle zone circostanti durante il conflitto.
In tutti i paesi d’Italia, negli anni dal 1920 al 1930, vennero realizzati monumenti ai tanti giovani e meno giovani che avevano immolato la loro vita nelle trincee del Carso, sull’Isonzo e sui tanti campi di battaglia del Trentino e del Friuli. Non è facile capire oggi il grande sforzo che fece l’Italia in quei tre anni di guerra, mobilitando circa 5,6 milioni di soldati e una intera nazione nella produzione di armi e nel sostentamento di questa enorme massa di uomini al fronte.
Questa pagina di storia appare ormai lontana nel tempo e, di certo, non è conosciuta dai giovani: e così si rimane sorpresi se, visitando un sacrario o un cimitero della “grande guerra”, ci si imbatte nella foto di un caduto della propria zona. E’ quello che è accaduto alla dottoressa Cristina Benedetti, di Cerreto, in questo agosto 2025, quando ha fatto, insieme al marito e figli una visita al grande Sacrario di Redipuglia. Nel museo adiacente al Sacrario ha trovato la foto di “Francesco Pieroni da Corsagna, soldato del 265 Fanteria”. Sotto la foto e il nome una bella dedica: “Col nome d’Italia sulle labbra, e negli occhi la visione dolcissima della sposa e dei figli adorati, morì in seguito a ferite riportate in guerra, il 6 settembre 1917 nell’ospedale di Gradisca”. I visitatori, e soprattutto i giovani ragazzi, sono rimasti sorpresi di trovare lì un caduto della propria terra e mi hanno chiesto, al ritorno, di cercare notizie del caduto, magari informandone i parenti. In quel nome ed in quella foto hanno visto una sorta di “anima dimenticata” che meritava di essere riportata alla memoria.
Francesco Pieroni, di Pier Domenico, era nato a Corsagna il 25 luglio 1879 e al momento della morte aveva 38 anni. Nel 1901, a 22 anni, aveva sposato Giuliva Pellegrini e dal matrimonio erano nati tre figli: Cesira nel 1902, Fiorina nel 1907 e Fioravante nel 1911. Fiorina e Fioravante risultano nati in Brasile, a Rio de Janeiro dove Francesco si era trasferito per qualche anno per lavoro, come facevano tanti Corsagnini a quel tempo. Dalle notizie ritrovate il fante Pieroni risulta deceduto su “un’ambulanza chirurgica d’armata” (forse un ospedale da campo) a Gradisca (d’Isonzo) il 6 settembre 1917 e sepolto a Redipuglia. Come la gran parte dei soldati della prima guerra era inquadrato nella fanteria ed in particolare nel 265° Reggimento di Fanteria “Lecce” (Brigata “Lecce”) che fu presente nei teatri di guerra principalmente nel 2017 e 2018. Nel 1918 la famiglia del caduto risulta trasferita a Lucca.
Gabriele Brunini - 20 agosto 2025

