PRIMA DELLA LIBERTA', 1944: I MESI DELLA GRANDE PAURA, a Borgo a Mozzano. Libro di Gabriele Brunini. Introduzione dell'editore Andrea Giannasi.
Introduzione dell'editore Andrea Giannasi.
QUELLA PESANTE EREDITÀ
QUELLA PESANTE EREDITÀ
DELLA MEMORIA DI GUERRA
di Andrea Giannasi*
Gabriele Brunini porta a compimento, nell’ottantesimo della Liberazione del
comune di Borgo a Mozzano, un lungo lavoro di ricerca che completa quanto già
la bibliografia esistente aveva in parte affrontato. Grazie ad una minuziosa ricostruzione
l’autore permette al lettore di conoscere la grande storia con le vicende
nazionali, spingendosi poi fin dentro i meandri della “piccola storia”, quella personale,
spesso intima (ovvero fatta di sentimenti individuali), che hanno dovuto
affrontare gli abitanti del territorio del comune della valle del Serchio. La storia
di Borgo a Mozzano non è dissimile da quella di altri luoghi che hanno dovuto
subire l’occupazione tedesca, il lavoro con la TODT (ovvero l’organizzazione
tedesca creata per ottemperare alle richieste militari per l’edificazione di opere
di fortificazioni), gli sfollati con il carico delle loro privazioni, gli ultimi residui
fascisti riuniti nuovamente sotto la sanguinaria Repubblica Sociale Italiana e il
crescente sentimento di resurrezione raccolto nella Resistenza e poi, naturalmente,
la guerra con i bombardamenti aerei e gli scontri.
Brunini compie un lavoro di ampia veduta inserendo poi quelle testimonianze
e quei ricordi che, appartenendo alle fonti orali, mantengono inalterato il tratto
del doloroso presente vissuto. Le fotografie hanno il prezioso e unico compito
di dare un volto ai testimoni, aiutando i tanti lettori che ritroveranno volti cari o
conosciuti.
Tra gli interpreti di questa storia i sacerdoti: come il Proposto di S. Iacopo Mons.
Alberto Santucci, il Rettore di S. Rocco don Duilio Magnani, don Sergio Giorgi,
il Pievano don Udone Diodati, don Giuseppe Tolomei, don Giovanni Biondi,
che rappresentarono spesso l’unico riferimento in comunità abbandonate dalle
autorità civili e alla mercè della soldataglia tedesca.
E poi i partigiani come il tenente Mario Amaducci o l’ing. Cesare Marchi che
furono ponte tra un prima e un dopo e protagonisti della Resistenza plurale, fatta
da tante anime e idee diverse dalla quale poi è nata la repubblica democratica.
Patrioti che tra le prime azioni nel novembre del 1943 aiutarono e dettero asilo
a tre ufficiali britannici fuggiti dai campi di concentramento per prigionieri di
guerra: il colonnello John Spencer Trendell e i maggiori Clifford Douglas Bland
e Geoffrey Parkin.
E poi la figura che Brunini mette giustamente in risalto: quella del geometra Silvano
Minucci autore di un accurato e sistematico rilevamento topografico delle
4 opere di difesa, delle aree minate e di tutti gli appostamenti difensivi tedeschi
lungo la linea Gotica. Rilevamento che poi venne fatto pervenire al comando
della V armata americana.
Inoltre un piccolo capitolo è dedicato al prof. Silvio Ferri che salvò la comunità
di Partigliano.
L’autore non manca di raccontare della distruzione del monumento sito a Valdottavo
che era dedicato ai martiri fascisti del 1921, gesto che in parte allontanava
venti anni di regime. Così come le operazioni legate all’epurazione tese ad
espellere tutti coloro che durante il ventennio si erano fortemente compromessi
con il fascismo. Tentativo, quello di creare una nuova classe dirigente, poi cancellato
nel giugno del 1946 dal ministro della giustizia, il comunista Palmiro
Togliatti che presentò un provvedimento di clemenza e amnistia di ogni reato.
Infine la liberazione da parte delle truppe alleate formate dai fanti del 6° reggimento
della Força Expedicionaria Brasileira. L’autore riporta la ricostruzione
compiuta da Marcello Martini nella quale si presenta il pracinhas Ernani Lippi,
la cui famiglia era di Oneta.
«Prima della libertà. 1944 i mesi della grande paura» di Gabriele Brunini è un
prezioso atlante della storia che, a ottanta anni dalla Liberazione, dona ai lettori
il testimone della memoria di guerra. Quella grande “dimenticata” da parte delle
società occidentali, che non riescono a capirne più l’intrinseco orrore quotidiano.
Ecco l’eredità che dovremmo riprendere da quel tragico settembre 1944,
tornando sui sentieri dell’umanità e della cristiana comprensione, divenendo
ognuno di noi costruttore di pace.
Lucca, settembre 2024
Andrea Giannasi
*Direttore del Centro Studi di Storia Contemporanea
“Carlo Gabrielli Rosi” di Lucca
Editore di TRALERIGHE LIBRI
TRALERIGHE LIBRI, ANDREA GIANNASI EDITORE, SETTEMBRE 2024
TRALERIGHE LIBRI, ANDREA GIANNASI EDITORE, SETTEMBRE 2024

