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PRIMA DELLA LIBERTA', 1944: I MESI DELLA GRANDE PAURA, a Borgo a Mozzano. Libro di Gabriele Brunini. L'occupazione tedesca del territorio.

Sono molte, in questo periodo, le requisizioni di alloggi per i soldati tedeschi
e per i vari comandi, sia nel Capoluogo di Borgo a Mozzano che nelle varie frazioni.
Oltre ad occupare interi edifici per le sedi dei comandi e per gli uffici della
TODT i numerosi soldati furono sistemati anche in varie abitazioni, stipulando
con i proprietari dei veri e propri contratti di affitto per singole camere da letto
(Quartierleistungs – Bescheinigung), che stabilivano anche il compenso in lire.
Molti di questi contratti, che interessano l’ iniziale periodo dell’ occupazione
(1/12/1943 – 28/3/1944) sono conservati nei faldoni dell’Archivio Storico del
Comune di Borgo a Mozzano. I tedeschi scelsero quasi sempre gli edifici migliori
dei paesi, come la scuola elementare e la villa Santini in località “la polla” a
Valdottavo, o i palazzi Giorgi e Santini nel Capoluogo.
La stessa sede della Misericordia di Borgo fu oggetto di occupazione e, nel
momento della ritirata, i tedeschi portarono via dalla stessa sede mobili, suppellettili
e documenti, che furono poi recuperati, a guerra finita, nella zona di Fiumalbo.
Ma di sicuro in quell’occasione molti documenti storici sulla vita della
Confraternita sono andati perduti12.
Anche la sede della Misericordia di Diecimo, che negli anni ’30 e ‘40 era
un’Associazione fiorente ed organizzata, anche più di quella di Borgo a Mozzano,
subì la stessa sorte. Come si trova scritto nel libro La centenaria Misericordia
di Diecimo, edito nel 1997, nel dicembre 1944 i confratelli dell’Associazione
decidono di ripartire con le attività, nonostante che la sede fosse stata letteralmente
depredata dai tedeschi, che avevano portato via anche l’autoambulanza,
nonostante che fosse stata accuratamente nascosta.
A luglio del ’44 arrivano nuove truppe tedesche a Borgo a Mozzano, tanto
da indurre il Commissario Martinelli a disporre, in data 11 luglio, con lettera
ufficiale del Comune, la requisizione di 26 materasse e 5 reti metalliche di proprietà
dell’Istituto G. Pascoli di Livorno che, come abbiamo visto in precedenza, aveva personale
e assistiti sfollati presso il convento di S. Francesco.
Nella lettera, conservata nell’Archivio comunale, il Commissario scrive: “Presi ordini dal
Comando Tedesco Truppe Alpine, dislocate provvisoriamente in questo Comune.
 







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