NEL 1946 VOTARONO PER LA PRIMA VOLTA LE DONNE E PERFINO LE MONACHE DI CLUSURA. ANCHE A BORGO A MOZZANO.
Le elezioni del 1946 segnano, infatti, il raggiungimento di questo grande traguardo, ma, prima del referendum istituzionale, le donne parteciparono già al voto nelle prime elezioni comunali, dopo la caduta del fascismo e la fine della guerra che, a Borgo a Mozzano, si tennero il 31 marzo 1946. Si elesse un consiglio comunale, i cui componenti elessero poi come primo Sindaco del dopoguerra, il borghigiano Vincenzo Barsi (1).
Nelle elezioni del 1946 (le comunali del 31 marzo e il successivo referendum del 2 giugno) furono chiamate al voto perfino le monache di clausura che, nell’occasione, uscirono dai conventi per recarsi ai seggi elettorali.
Questo fatto storico fu registrato anche a Borgo a Mozzano, dove esisteva (fino al 1947) il “Convento di S. Teresa” delle Carmelitane Scalze, che si trovava in località “venezia” (oggi via della Repubblica), nel palazzo che fu del barone Tossizza.
Di questa "uscita" dalla clausura di "venezia" avevo sempre sentito parlare in famiglia. Il fatto aveva destato tanta curiosità nei borghigiani e la piazza davanti al palazzo del Comune, dove era il seggio elettorale, era stracolma di gente, forse non tutti benevoli, al tempo, verso quelle monache, che avevano dedicato tutte loro stesse a Dio e alla preghiera. Tantissimi anni fa mi fu mostrata anche una foto dell'arrivo delle suore in piazza XX settembre con alcune automobili nere, scattata dalle finestre del palazzo comunale. Foto che, purtroppo, non sono riuscito a trovare.
E così per riproporre il momento mi sono affidato all' IA che, comunque, mi ha aiutato.
La testimonianza certa di questo episodio la ritrovo in un diario delle stesse monache, che mi è servito per scrivere il libro sui mesi tragici del 1944 (2), quando il fronte di guerra passò per i nostri paesi e sconvolse anche la vita di lavoro e preghiera della Carmelitane borghigiane.
Dopo l’uscita per il voto amministrativo del 31 marzo 1946 la Carmelitana “cronista” annota:
“Le Monache sono state costrette ad uscire di clausura per dare il loro voto nelle elezioni comunali. Grande commozione in tutte! Per grazia del Signore tre buone persone si sono offerte di venirci a prendere con automobili, alla porta del Monastero, risparmiandoci così di passare per il paese. Alla porta della sede elettorale (che era allora presso il palazzo comunale, NdR) ci attendeva Monsignor Santucci, Proposto di Borgo, che con la sua premura e la sua santa parola, seppe far tacere i curiosi, accorsi in gran numero per vederci. Tutti però ci dimostrarono il più grande rispetto ed ebbero a dire che la nostra presenza li aveva edificati. Ciò per la verità e per ringraziare e benedire il buon Dio che di tutto si serve per giovare alle anime. Dopo l’elezione, colle stesse automobili fummo ricondotte in Monastero, dove con viva riconoscenza ambiamo ringraziato il Signore e pregato per i nostri benefattori”.
Si arriva così al 2 giugno 1946, il giorno del referendum tra Monarchia e Repubblica e contestuale elezione dell’Assemblea Costituente e la monaca riporta nella “Cronistoria del Monastero”:
“Elezioni politiche. Per la seconda volta siamo state costrette a lasciare la clausura. Come la prima volta però il Signore si è servito degli stessi mezzi per venirci in aiuto. Sia Egli sempre ringraziato e benedetto”.
Le “Cronache proseguono” riportando i fatti salienti di ogni giorno e, in particolare, le considerazioni sul “Monastero, umido, inarioso ed inadatto alla vita claustrale che, dopo i danni della guerra, è in condizioni più infelici ancora”. Saranno proprio queste considerazioni a convincere l’Arcivescovo e i Superiori dell’Ordine Carmelitano ad abbandonare la sede borghigiana del Convento di S. Teresa, per trasferirlo a Lucca, nella villa Orsetti di Monte San Quirico, dove tuttora le Camelitane Scalze vivono nel “Monastero Regina Crmeli”. Le ultime carmelitane borghigiane, morte a Lucca sono state Suor Ancilla Maria della Croce (al secolo Dora Motroni) e Suor Maria Gemma di Gesù Bambino (al secolo Maria Palagi). L’edificio di via della Repubblica (che all’epoca si chiamava via Regina Margherita), appartenuto alle Carmelitane, fu acquistato dalla famiglia Fontanini di Bagni di Lucca che vi insediò la fabbrica di presepi e di ceramiche, che tanto lavoro dette alla gente di Borgo a Mozzano e dei paesi vicini..
Gabriele Brunini, 1 giugno 2026
Note:
Nota 1) Solo con la legge n. 81 del 25 marzo 1993 si avrà in Italia l’elezione diretta del Sindaco da parte dei cittadini. Fino a quell’anno, nelle elezioni comunali i cittadini eleggevano il consiglio comunale, i cui membri eleggevano, al loro interno il Sindaco. Il primo Sindaco eletto direttamente dai cittadini, a Borgo a Mozzano, è stato Gabriele Brunini (il 23 aprile 1995). Prima di Vincenzo Barsi, all’arrivo degli alleati e della liberazione di Borgo a Mozzano, avvenuta il 27 settembre 1944, su nomina degli alleati stessi e del CLN si era insediato come “Sindaco della Liberazine” il diecimino Antonio Tonelli.
Nota 2) Gabriele Brunini, PRIMA DELLA LIBERTA’.1944: i mesi della grande paura, Tralerighe Libri, settembre 2024.
Gli eletti nel Consiglio Comunale alle elezioni del 31 marzo 1946 furono:
BARSANTI ANACLETO, BARSI VINCENZO, BIANCHI ARTURO, CAVALLINI GIULIO, FAZZI ENRICO, FERRI SILVIO, GIANNOTTI SILVANO, GIUSTI CESARE, GRANDI ALBERTO, LOTTI GIUSFREDO, MATRAIA QUINTILIO, MECHETTI MARIO, MEZZETTI ADRIANO, MICHELI PAOLO, PARTICELLI ORESTE, RINALDI EDO, TINTORI GUALTIERO, TOMEI ADELMO, VIVIANI LISANDRO (manca un nominativo).
Sindaco fu eletto il Commendator Vincenzo Barsi.

