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ELEZIONI PROVINCIALI 2011: RAGIONAMENTO SULLA SCONFITTA O MEGLIO SULLA MANCATA VITTORIA !

Ragionamento sulle elezioni provinciali
Potrei iniziare questa riflessione dicendo, come una celebre canzone, che “non sempre si può vincere”, anche se le condizioni che avevamo messo in campo per il rinnovo dell’Amministrazione Provinciale, con il nostro schieramento composto da cinque liste, rendevano possibile la competizione e anche il successo.
Dopo 14 anni di governo della nostra provincia da parte della sinistra, avevamo registrato una profonda insoddisfazione delle categorie economiche, delle associazioni, degli  elettori, verso un sistema di governo e di potere, fortemente politicizzato che, a nostro giudizio, ha penalizzato il territorio, impedendo o ritardando decisioni profondamente attese, che investivano direttamente le competenze specifiche dell’Ente Provincia (basti citare la mancanza di fondamentali infrastrutture viarie o la improvvida  gestione dei rifiuti).
A nostro giudizio un cambiamento di gestione, dopo una stratificazione di potere durata 14 anni,  avrebbe rappresentato un salutare scossone che ci avrebbe permesso di mettere in campo tutta la nostra passione per fare meglio e di più di chi ci aveva preceduto; rivisitando tutte le competenze dell’Ente, verso il quale avevamo riscontrato diffuse insoddisfazioni, che non riguardavano solo le competenze già richiamate, ma anche altre, fondamentali per lo sviluppo del territorio provinciale.
Mi riferisco in particolare:
alla promozione turistica,
all’assetto idrogeologico,
alla pianificazione urbanistica,
al coordinamento degl’ interventi dei vari enti sul territorio (esempio: l’Autorità di Bacino),
al sostegno effettivo degli importanti comparti produttivi (distretti) che caratterizzano la Lucchesia,
al miglioramento della gestione dei centri per l’impiego e degli interventi di formazione professionale,
all’attuazione di interventi nel settore di caccia e pesca (comprendendo anche i rapporti con i parchi), con il conseguente migliorando dei rapporti con le associazioni venatorie e amatoriali, 
al coordinamento del trasporto pubblico locale,  ecc.
Punto di forza del nostro programma era ed è:  far diventare la Provincia un  efficace ed efficiente ente di coordinamento del territorio, che deve tenere un rapporto virtuoso con i 35 comuni della Lucchesia ,  anche attraverso la costituzione della “consulta dei sindaci”, proposta nel nostro programma, da ascoltare in modo sistematico su tutte principali tematiche, prima delle decisioni del consiglio provinciale.
La Provincia, a nostro giudizio, deve tenere un rapporto di continuo stimolo e di proposizione verso la Regione Toscana, senza la sudditanza politica che la sinistra lucchese ha sempre dimostrato, e verso il Governo, evitando l’atteggiamento non collaborativo che ha caratterizzato il comportamento di presidenti e giunte, in questi anni, rispetto ai governi nazionali del centrodestra; non raggiungendo risultati apprezzabili nemmeno quando al governo della Nazione c’era il centrosinistra di Prodi.
Non era estraneo al nostro ragionamento di un possibile successo elettorale la tradizione e la storia di questa Lucchesia moderata, che si era sempre distinta dal resto della Toscana rossa; una Lucchesia dove, rispetto al resto della Toscana, la maggioranza dei comuni e della popolazione sono,  o sono stati di recente,  governati da coalizioni di centrodestra.
Anche i numeri erano dalla nostra parte. Il nostro schieramento, che comprendeva (caso quasi unico in questa tornata elettorale) anche l’UDC di Casini, è al governo dei comuni più grandi del territorio, come Lucca, Viareggio, Camaiore, Altopascio e tanti altri, come Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Montecarlo, Castelnuovo Garfagnana, Sillano, Vergemoli;  sapevamo che,  in anni recenti o recentissimi, lo stesso schieramento da noi creato (con un indubbio successo politico, in controtendenza alle tensioni romane) aveva perso, per divisioni interne, personalismi esasperati o candidature sbagliate, altri importanti e popolosi  comuni della Lucchesia, come Capannori, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Massarosa e comuni più piccoli della Garfagnana, come Minucciano e Piazza al Serchio.
La nostra analisi ci portava a pensare che, chiamando gli elettori alla riscossa nelle elezioni provinciali, avremmo potuto offrire l’occasione di una rivincita attesa da molti in questi territori.
Come si vede quindi non era peregrina la nostra determinazione, la nostra scelta e la nostra voglia di riconquistare la Provincia di Lucca allo schieramento dei moderati.
Eravamo coscienti che la politica urlata, lo scadimento dell’etica della politica, le crisi economiche, sociali e di valori, le tensioni e le contrapposizioni su tutto e per tutto, e perfino le crisi internazionali, avevano stancato gli elettori, aumentando il rischio di assenteismo, di non voto, di rifiuto del voto.
Per questo avevamo fatto appello, in una campagna elettorale volutamente pacata, a privilegiare il livello locale della competizione; pensando che, comunque, la voglia di riconquistare, dopo 14 anni, la Provincia, sarebbe stata una occasione da non perdere,  un motivo forte rispetto alla voglia di allontanarsi dalla politica, con il risultato di far decidere ad altri i nostri interessi.
Prevedevamo e temevamo che molti elettori avrebbero potuto approfittare per dare un segnale al partito tradizionalmente votato (in  particolare al PDL), per un insieme di situazioni che non sta a me in questa sede valutare; situazioni che riguardavano sia il livello nazionale,sia diverse situazioni locali, dove il centrodestra governa con sindaci del PDL.
Ritenevamo però che, all’interno dello schieramento comprendente, oltre al Popolo della Libertà, l’Unione di Centro (UDC), la Lega Nord e La Destra, gli elettori moderati avrebbero potuto compensare le proprie insoddisfazioni e lanciare segnali di avvertimento al proprio partito del cuore.
Per  non perdere il consenso dei delusi della politica e dei partiti, avevamo varato,  non senza perplessità di qualche esponente politico, una lista civica  dal titolo “fai la provincia con Brunini” , che poteva rappresentare una occasione importante di coinvolgimento di nuove personalità non iscritte a partiti politici.
Nonostante tutte queste premesse, i risultati elettorali delle elezioni sono state molto diversi dalle attese. Ed ancora una volta la competizione per la Provincia, dopo i tentativi dei candidati presidenti Moutier, Santini e Gambogi, ci ha riservato una sconfitta.
Di sicuro i partiti dello schieramento di centrodestra ed anche il sottoscritto dovranno fare una analisi attenta del voto espresso nei vari comuni e dei risultati ottenuti dai singoli candidati nei collegi.
Non sfugge che c’è stato un trend nazionale che ha pesantemente influenzato questa tornata elettorale, soprattutto per quanto riguarda il Popolo della Libertà; trend che si è fortemente sentito nei comuni più grandi come in quelli più piccoli; salvo rare eccezioni, influenzate da situazioni locali o condidati di collegio particolarmente autorevoli; mi riferisco in primis ad Altopascio, ma anche a  Piazza al Serchio, Forte dei Marmi, Bagni di Lucca, fino a Borgo a Mozzano.
C’è da pensare che la bassa affluenza al voto si sia modificata, per tipologia, rispetto agli appuntamenti precedenti; mantenendosi bassa, ma facendo andare al voto in modo massiccio la sinistra, che era comunque preoccupata del risultato, e riducendo ulteriormente la percentuale degli elettori del centrodestra. I risultati nazionali di questa competizione e dei successivi ballottaggi sono assolutamente chiari.
Alla fine anche la presenza nello schieramento dell’UDC non ha portato risultati apprezzabili, se non sul piano politico, riuscendo a mantenere il quadro delle attuali alleanze lucchesi; e  la stessa Lega Nord non è stata in grado di intercettare, come si poteva prevedere, il voto di protesta di cui c’erano sicure avvisaglie; così come la stessa lista civica non ha dato i risultati sperati.
Ora si pone per tanti di noi l’esigenza di riflettere su come continuare a fare “politica”, riconquistando, come è necessario ed ineludibile, la fiducia della gente; ma a noi compete anche dare seguito agli impegni assunti nella campagna elettorale, di cui prevedevo, come ho cercato di dimostrare, un diverso esito.
Dovremo fare una opposizione costruttiva, puntuale, attenta e, per quanto possibile, strutturata e ben organizzata; capace di interpretare le attese dei tanti che hanno relazionato con noi durante questi mesi, affidandoci le loro attese di cambiamento, efficienza e rivalutazione del ruolo della Provincia, che noi dobbiamo rappresentare anche dall’opposizione.
Come è già stato deciso, e come è utile ed opportuno che sia, costituiremo 4 gruppi consiliari: quello del PDL con 7 consiglieri, quello dell’UDC con 1, quello della Lega Nord con 1 e il gruppo del candidato presidente eletto che ho deciso di chiamare, provvisoriamente, “moderati della Lucchesia”.
Tenuto conto della campagna elettorale che abbiamo condotto tutti insieme e degli impegni che ci siamo assunti, ho proposto di svolgere personalmente il ruolo di “coordinatore” dell’opposizione, ricevendo la disponibilità di tutti.
Cercherò di svolgere al meglio questo compito sfruttando tutte le possibilità che statuto, regolamenti e consuetudini possono offrire (ufficio nel palazzo, una unità di personale assegnata, ecc.).
Anche dall’opposizione cercheremo di contare. Non resta che cominciare il nostro lavoro.
Rimango a disposizione di tutti, per ricevere segnalazioni, suggerimenti, stimoli ed aiuti.
Un cordiale saluto a tutti con il ringraziamento per quanto ognuno ha fatto.
 
Borgo a Mozzano, 6 giugno 2011
 
 







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