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LA "MADONNA DEL RICAMO": UN DIPINTO AD OLIO SU TAVOLA DELLA FINE DEL XVI SECOLO DONATO, DA MARGHERITA TOMEI, ALLA MISERICORDIA DI BORGO A MOZZANO

Il patrimonio storico artistico  della Misericordia di Borgo a Mozzano si è arricchito, di recente, di un bellissimo  quadro raffigurante una "MADONNA CHE RICAMA". 
Si tratta di un soggetto davvero particolare e inusuale tra le raffigurazioni di "Madonna operosa". Tra le opere conosciute c'è un affresco di metà del XIV secolo, rinvenuto in un oratorio pericolante di una villa emiliana, attribuito a Vitale da Bologna, che oggi si trova  nella Pinacoteca Nazionale di Bologna e c'è un dipinto autografo di Guido Reni,  realizzato con tecnica ad affresco tra 1609 ed il 1611 nel palazzo del Quirinale, le cui dimensioni sono 210 x 200 cm, che rappresenta una "Madonna che cuce con angeli". La postura della Madonna, la cesta sulla sinistra lo fa assomigliare molto al quadro della Misericordia. Nel quadro di Borgo a Mozzano è presente anche il Bambino Gesù nella culla, che non è presente nel quadro di Guido Reni.
La "MADONNA DEL RICAMO" di Borgo a Mozzano, o "Vergine del ricamo" come forse la chiamava la proprietaria del quadro, è un dipinto olio su tavola raffigurante una "Madonna con Bambino e San Giuseppe con angeli", di misure cm. 180 di altezza e cm. 150 di larghezza, posto, dopo il restauro, in una cornice di legno laccata di nero e oro. Secondo una valutazione fatta dal restauratore lucchese Massimo Bonino l'opera può essere datata alla  fine  del  XVI° secolo. Non risulta alcuna firma che possa identificare l'autore del dipinto.
Il quadro è pervenuto alla Fraternita di Misericordia  per disposizione testamentaria della Signora Margherita Tomei , nata a Borgo a Mozzano  il 16 settembre 1917, dove è sempre vissuta, fino alla morte avvenuta il 24 ottobre 1996, presso l'Ospedale di Lucca. Nel suo testamento, redatto il 16 settembre 1994, Margherita aveva scritto testualmente: "il quadro della Madonna che si trova sul ripiano delle scale desidero che vada alla Misericordia di Borgo a Mozzano". Il testamento olografo era stato pubblicato a Roma, con rogito n. 14388 del 11 dicembre 1996, dal notaio Paola Salaris. .
Una cosa molto significativa e particolare, che ci preme ricordare, è il fatto che Margherita Tomei, durante tutta la sua vita, è stata una eccellente e brava ricamatrice, per diletto e professione, conosciuta da tutti nella zona di Borgo a Mozzano per capacità e bravura nell'arte del ricamo. Sicuramente l'immagine di quella Madonna intenta a ricamare, che aveva sempre custodito nella sua casa,  era stata  per lei un simbolo molto significativo, meritevole di essere lasciato, tramite la Misericordia, alla comunità.
Sulla questione della donazione è intercorso un lungo carteggio, durato diversi anni, tra la Misericordia e gli eredi di Margherita, nelle persone dei nipoti Cafiero e Susanna Tomei, figli di Elio Tomei, fratello di Margherita. Gli eredi, infatti, avevano rappresentato che il quadro, lasciato alla Misericordia per disposizione testamentaria della sola Margherita, era, in realtà, in comproprietà con il fratello, deceduto nel 1989. L'opera era custodita nella casa di famiglia di Borgo, ereditata proprio da Cafiero e SusannaTomei. Finalmente, in data 29 agosto 2014, anche Cafiero e Susanna decidevano per la donazione dei loro diritti sul quadro alla Misericordia, consegnando l'opera al Governatore della Confraternita Gabriele Brunini. Il Magistrato della Misericordia ne disponeva  il restauro, affidando il lavoro a Massimo Bonino di Lucca, che ha il suo studio in via Fatinelli ed è riconosciuto come uno dei più attenti e capaci restauratori lucchesi. Il restauro è stato reso possibile  grazie ad un generoso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Nei primi giorni di febbraio 2016 il quadro restaurato è stato riconsegnato alla Misericordia e posto nella biblioteca del convento di San Francesco di Borgo a Mozzano, sede del Centro Accoglienza Anziani.
Come già detto,  non è possibile l'attribuzione del quadro e non abbiamo notizie certe di come l'opera sia pervenuta nella proprietà della famiglia di Margherita Tomei.  La cosa più probabile è che il quadro fosse custodito in una cappellina, tuttora esistente, accanto al palazzo di via San Francesco di proprietà delle famiglie Tomei e Martini. La cappella è di proprietà, per circa tre quarti della famiglia Martini (rappresentata ad oggi dall'ing. Domenico Martini) e per un quarto della famiglia Tomei (rappresentata dai fratelli  Cafiero e Susanna Tomei). Il piccolo edificio sacro, oggi privo di qualsiasi immagine, è una costruzione in muratura assai antica, con una facciata in mattoni, sicuramente rifatta in tempi più recenti. Sulla facciata, però,  è stata mantenuta una architrave in pietra su cui è scolpita una scritta in latino:
SACELLUM HOC AERE PROPET PIETATIS INTUITU FACIENDUM CURAVIT FRAN. AND. DE THOMASIIS BURGI A.D. MDCXXI. Testo che, anche se contiene qualche abbreviazione, è stato abbastanza facile tradurre: QUESTA CAPPELLA - A PROPRIE SPESE E PER RIGUARDO ALLA PIETA' - FECE COSTRUIRE FRANCESCO ANDREA DEI TOMASI DEL BORGO - ANNO DEL SIGNORE 1621.
La data del 1621 è compatibile con quella che si è attribuita al quadro (fine del secolo XVI) e, per questo motivo, si può ritenere che il quadro sia stato, fin dall'inizio custodito in quella cappella e che, dopo la costruzione di casa Martini/Tomei, per salvare il quadro dal degrado, si sia deciso di portarlo nel palazzo, destinandolo al ramo Tomei della famiglia.
L'opera, al momento della consegna alla Misericordia, era davvero in precarie condizioni di manutenzione. Le tre tavole di pioppo che erano il supporto della pittura, si erano disconnesse, mancando una tela nello strato preparatorio, creando significative fenditure. Macroscopiche fessurazioni erano visibili su tutta la superficie pittorica. Le condizioni del legno erano particolarmente degradate, anche a seguito di probabili posizionamenti in luoghi molto umili, come appunto la cappellina di cui si è parlato. Si riscontravano anche preoccupanti cadute di colore, con tentativi di attenuarle con colorazioni scure. L' intera superficie era completamente ingiallita ed un massiccio strato di polvere misto a particellato fumoso non permetteva una corretta lettura di diversi particolari del soggetto.
Oggi il quadro si presenta in tutta la sua bellezza, con la riscoperta dei colori originali e luminosi, che rendono molto bella quella scena della Madonna intenta a ricamare, con il Bambino nella culla, alla presenza di San Giuseppe e degli angeli. Una scena intima e quotidiana davvero molto particolare.
Grazie a Margherita Tomei quel quadro, a lei così caro, arricchisce di valore e sentimenti il convento di San Francesco del Borgo, posto proprio a pochi passi dal palazzo delle famiglie Tomei e Martini, che con il convento e con i frati francescani hanno avuto interessi comuni, vicinanza e affetti.

Gabriele Brunini - febbraio 2016








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