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UBALDO DEL GUERRA, INSIGNE SCULTORE BORGHIGIANO.

Non tutti conoscono UBALDO DEL GUERRA (1885-1961), importante scultore, ma anche pittore e grafico, che ha vissuto a Borgo a Mozzano gran parte della sua vita, realizzando tantissime opere importanti sul nostro territorio. Del Guerra aveva infatti sposato Palma D'Olivo, bravissima pianista, appartenente alla importante famiglia borghigiana.
Ecco una biografia dell'artista ripresa dall'ARCHIVIO STORICO DEGLI ARTISTI LUCCHESI realizzato dalla Fondazione Ragghianti di Lucca.


UBALDO DEL GUERRA nasce a Viareggio il 4 dicembre 1885, da una famiglia di modeste origini: il padre svolge la professione di sarto, la madre invece è casalinga. Si forma presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara, dove è allievo prediletto del Prof. Ezio Ceccarelli di Firenze. Nell'anno scolastico 1909-1910 risulta iscritto al Corso Preparatorio Istituto delle Belle Arti, al termine del quale si ritira, e ha modo di presentare i suoi lavori in occasione di alcune mostre organizzate dall'associazione "Pro Arte Lucensi". Per il Cimitero della città natale realizza il monumento funebre della levatrice Regina Raspini Rocchi (1915), formato da una stele a bassissimo rilievo popolata di figure evanescenti che si affollano intorno a una metamorfica creatura alata, ispirata ad alcuni versi della poesia “Mors” di Giosuè Carducci. Nel 1915-18 è impegnato a combattere nel primo conflitto mondiale, in seguito a cui riporta una ferita al malleolo. Nel Dopoguerra riprende il lavoro, aiutato dallo scultore Lorenzo Belli di Querceta, con il quale inizia una collaborazione. Si sposa con Palma D'Olivo, originaria di Borgo a Mozzano, e agli inizi degli anni Venti si trasferisce nel paese natale della moglie. È autore dei Monumenti ai Caduti di Pieve di Camaiore (1922), Oneta (inaugurato il 27 gennaio 1924, in seguito distrutto), San Cassiano di Controne (1925), Mastiano e Mammoli (1928), S. Michele di Moriano (1928) e Borgo a Mozzano. Quest'ultimo fu inaugurato il 6 settembre 1931, ma a seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale la figura in bronzo del soldato fu rimossa e destinata alla fusione (il 7 settembre 2003 una nuova statua, realizzata sul modello della prima, fu realizzata dallo scultore Giuseppe Malerbi e collocata in Via Roma, nel centro del paese). Nel 1926 scolpisce una delle sue opere più celebri, la statua in gesso di S. Francesco, attualmente conservata in una cappellina in fondo al pergolato del giardino di ponente presso l’omonimo convento di Borgo a Mozzano. Parallelamente si dedica al disegno e all'incisione, servendosi della tecnica della punta secca (in questo ambito ricordiamo le illustrazioni per "La vita di Padre Pucci"). Nel secondo dopoguerra abbandona definitivamente la scultura e si impiega presso l'Ufficio Erariale di Lucca in qualità di disegnatore; in seguito diviene Caposala della IV Sezione. Tra le ultime opere eseguite ricordiamo un "Ecce Homo" in bronzo per la tomba del farmacista Amaducci, nel Cimitero di Borgo a Mozzano, e la tomba di Adele Bertolucci per il Cimitero di Ponte a Moriano. Ha inoltre realizzato un "Ritratto del poeta Giovanni Pascoli" in gesso, una "S. Teresa del Bambino Gesù" per la Chiesa delle Carmelitane (opera oggi dispersa), una formella della Via Crucis con le "Pie Donne" (1929) e un ritratto a matita del cognato Annibale D'Olivo, morto nella Prima Guerra Mondiale. Muore il 29 dicembre 1961 a Borgo a Mozzano, dove è sepolto. Di lui Quintilio Cerù scrisse: «La scultura di UBALDO DEL GUERRA va inquadrata nel periodo di transizione, dal Neo Classicismo al Verismo, al Romanticismo. Continuatore dei grandi Maestri come Lorenzo Bartolini per il Neo Classicismo, Giovanni Dupré per il Verismo, Leonardo Bistolfi, Medardo Rosso, Paolo Trubetrky, per il Romanticismo e Impressionismo, del Guerra compone e modella influenzato da questi Maestri. Nelle sue opere, Monumenti ai Caduti, monumenti funerari, e nei ritratti, si avverte un verismo reale e romantico, non privo certo di una linea classica». Diversi bozzetti in terracotta, con scene di genere, unitamente ad alcune riproduzioni fotografiche delle sue opere, sono conservati presso gli eredi dell'artista.


www.gabrielebrunini.it - ottobre 2018







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