LA CAPPELLA DEI RASTRELLATI DI VETRIANO: IL 12 SETTEMBRE 2026 SI RICORDANO GLI 80 ANNI DALL' INAUGURAZIONE.
Il 12 settembre 1944 un gruppo di abitanti di Vetriano veniva rastrellato dai tedeschi e, con varie vicissitudini, molti di quegli uomini vennero deportati in Germania. In una sosta a Castelnuovo Garfagnana staccarono, dalla parete di una scuola dove erano trattenuti prigionieri, un Crocifisso e fecero un voto.
Tutti quegli uomini tornarono sani e salvi a casa, e costruirono una cappella a Vetriano per quel Crocifisso, in località Riottolo.
Di questo episodio serbava memoria un carissimo amico, volontario attivo e donatore di sangue della nostra Misericordia di Borgo a Mozzano, Duilio Guastucci che, nato e vissuto a Vetriano, si era poi trasferito a Borgo a Mozzano. Di quei fatti tragici mi parlava spesso e mi mostrava anche i documenti che aveva conservato, tra cui una sorta di "libretto di lavoro" , con timbri nazisti, che i tedeschi gli avevano assegnato, dove erano registrate le mansioni da lui svolte in Germania. Duilio, come altri compaesani rastrellati, era infatti stato più fortunato di altre migliaia di uomini e donne avviati ai campi di sterminio. Assegnato ad un campo di concentramento, Duilio era stato mandato a lavorare in una fattoria, dove mancavano uomini validi, essendo milioni di uomini tedeschi sotto le armi. Anche per lui furono comunque mesi di paura, di incertezza del domani, di assenza di notizie della sua famiglia e di lui a quella. Duilio Guastucci, come risulta da un documento della Prefettura di Lucca, datato 9 luglio 1964, fece ritorno a casa dalla Germania l'8 giugno 1945.
Il rastrellamento: A seguito di azioni di sabotaggio ai cantieri della linea difensiva che i tedeschi stavano costruendo sui monti dei terriori dei comuni di Borgo a Mozzano, Pescaglia e Lucca, 36 uomini della zona furono rastrellati dalle truppe naziste a Vetriano. Attraverso le mulattiere che, a quel tempo collegavano i paesi, il gruppo di prigionieri, sorvegliato dai soldati tedeschi, passò da Motrone (paese che a quel tempo faceva parte del comune di Pescaglia), per poi scendere in Turritecava, dove i rastrellati furono caricati su camion e portati a Castelnuovo di Garfagnana. Della sosta a Motrone c'è la testimonianza di un ragazzo del tempo, Aldo Agostini, nel mio libro "Prima della Libertà, 1944: i mesi della grande paura" edito da Tralerighe Libri nel 2024. Dice dunque Agostini: "Indimenticabile fu il passaggio dal paese degli uomini rastrellati a Vetriano e Colognora il 12 settembre 1944. Gli uomini, pieni di disperazione, sostarono nella piazza del paese, "alla porta", dove c'era il comando tedesco, per poi proseguire per Turritecava e Castelnuovo Garfagnana, dove fu decisa la deportazione in Germania di molti di loro. Uno dei deportati, Gastone Marzucchi (che aveva appena 17 anni) aveva uno zio che viveva a Motrone, che assistè impotente a quel trsferimento di prigionieri".
Il voto: Durante la prima notte di prigionia, trascorsa all'interno delle scuole elementari di Castelnuovo di Garfagnana, quegli uomini, angosciati per il proprio destino, staccarono un Crocifisso appeso alla parete della stanza. Davanti a quell'immagine sacra fecero una promessa solenne: se fossero riusciti a sopravvivere e a tornare a casa sani e salvi dalle loro famiglie, avrebbero costruito una chiesetta in suo onore. Il Crocifisso fu ridotto nelle dimensioni per farlo entrare in una valigia che uno dei deportati, Marino Torre, aveva con se. In questo modo l'immagine sacra divenne, anche fisicamente, un compagno di viaggio dei poveri rastrellati, che da lì a pochi giorni sarebbero stati divisi gli uni dagli altri, in piccoli gruppi, mischiati con altri sventurati, senza più niente sapere degli orinali compagni di viaggio, per tutto il tempo della prigionia e fino al loro ritorno. Marino Torre non si separò mai dal Crocifisso della scuola di Castelnuovo, e quando ritornò a Vetriano lo aveva ancora con sé: compagno del suo cammino e sostegno della sua vita.
Durante la sosta a Castelnuovo, il 14 settembre, festa della S. Croce, i prigionieri rischiarono la vita anche a causa di un tremendo bombardamento aereo americano, che sganciò sulla cittadina un enorme carico di bombe, riducendo il centro di Castelnuovo ad un cumulo di fumanti rovine.
Il ritorno e lo scioglimento del voto: Nonostante le durissime peripezie e la successiva deportazione in Germania, tutti gli uomini riuscirono miracolosamente a salvarsi e a fare ritorno a casa.
il ritorno dei rastrellati fu alla spicciolata: non erano rimasti uniti nella prigionia e quindi anche il viaggio di ritorno avvenne a gruppetti. Ma quando tutti furono tornati, vollero onorare il voto fatto, dando inizio ai lavori della cappellina promessa.
Il disegno della chiesetta fu fatto dal parroco di Vetriano don Erino Laurenzi, che scelse anche il luogo dove erigerla: su un ponte che univa le due sponde di un torrentello (il Riottolo). I lavori iniziarono già il 24 giugno 1945 e l'inaugurazione avvenne il 15 settembre 1946, fra un indicibile giubilo. Gesù Crocifisso, il Salvatore dei rastrellati, il Consolatore di tutti, prendeva finalmente possesso della "cappellina dei rastrellati". In una cronaca del tempo si dice che gli occhi di molti, parrocchiani e non parrocchiani, erano bagnati di pianto.
Da allora, ogni anno all'inizio di settembre, la comunità locale e le associazioni del territorio si riuniscono presso la chiesetta per una festa commemorativa e una funzione religiosa per ricordare il miracoloso ritorno dei loro compaesani.
Nel 2026, a ottant'anni, dall'inaugurazione, la festa è fissata per il 12 settembre, con la S. Messa alle ore 17 e una solenne processione fino alla cappella. Parteciperà anche la Merciful Band della Misericordia di Borgo a Mozzano e una delegazione guidata dal Governatore.
Questi i nomi dei rastrellati che risultano in una epigrafe messa nella Cappella in occasione del 70 anniversario del Crocifisso dei Rastrellati:
AGOSTINI VITTORIO, BERNACCHI VITTORIO, BIAGINI NELLO, BIAGIONI PIO, FAZZI ALCIDE, FAZZI PIETRO, FAZZI RENATO, GIUSTI CESARE, GIUSTI GIORGIO, GIUSTI SILVIO, GUASTUCCI DUILIO, GUASTUCCI EMILIO, GUASTUCCI LIDO, GUASTUCCI REMO, LUISI ETTORE, MARCONI FERRUCCIO, MARZUCCHI GASTONE, MAZZEI ITALO, MEDICI ADALBERTO, MEDICI ANGELINO, MOROTTI RAFFAELLO, PELLINI DANIELE, PELLINI DELFO, PELLINI GOFFREDO, PELLINI INNOCENZO, PELLINI MARIO, PESCAGLINI DISMANO, TONDINI QUINTILIO, TORRE MARINO, TORRE TEOBALDO.
In un elenco pubblicato su un pieghevole per i festeggiaenti del 12 settembre 2026, sono stati aggiunti ALL' ELENCO DEI RASTRELLATI IN VETRIANO: ANTONELLI DELFO, CECCARELLI BRUNO, DE MONGE DINO, FAZZI EZIO, MINIERI ENNIO, PINELLI MARIO, TINCANI DINO.
Nel 2014 il Parroco del paese, Mons. Giuseppe Ghilarducci, insieme ai ragazzi della Parrocchia, dette alle stampe un interessante libro dal titolo: "IL CROCIFISSO DEI RASTRELLATI DI VETRIANO, Una Storia di sofferenza e di fede nei diari dei protagonisti", da cui ho attinto notizie per questo mio ricordo.
Nelle immagini è pubblicata una foto dei "rastrellati" con al centro l'Arcivescovo Antonio Torrini, il Parroco di Vetriano don Erino Laurenzi (A DX) e il Pievano di Diecimo Don Udone Diodati (A SX).
Gabriele Brunini, settembre 2026
Tutti quegli uomini tornarono sani e salvi a casa, e costruirono una cappella a Vetriano per quel Crocifisso, in località Riottolo.
Di questo episodio serbava memoria un carissimo amico, volontario attivo e donatore di sangue della nostra Misericordia di Borgo a Mozzano, Duilio Guastucci che, nato e vissuto a Vetriano, si era poi trasferito a Borgo a Mozzano. Di quei fatti tragici mi parlava spesso e mi mostrava anche i documenti che aveva conservato, tra cui una sorta di "libretto di lavoro" , con timbri nazisti, che i tedeschi gli avevano assegnato, dove erano registrate le mansioni da lui svolte in Germania. Duilio, come altri compaesani rastrellati, era infatti stato più fortunato di altre migliaia di uomini e donne avviati ai campi di sterminio. Assegnato ad un campo di concentramento, Duilio era stato mandato a lavorare in una fattoria, dove mancavano uomini validi, essendo milioni di uomini tedeschi sotto le armi. Anche per lui furono comunque mesi di paura, di incertezza del domani, di assenza di notizie della sua famiglia e di lui a quella. Duilio Guastucci, come risulta da un documento della Prefettura di Lucca, datato 9 luglio 1964, fece ritorno a casa dalla Germania l'8 giugno 1945.
La storia del Crocifisso dei Rastrellati di Vetriano (frazione del comune di Pescaglia, in provincia di Lucca) è legato quindi ad un voto religioso, pronunciato da un gruppo di uomini disperati, durante la seconda guerra mondiale.
I fatti risalgono al 1944, in piena occupazione nazista lungo la Linea Gotica.
I fatti risalgono al 1944, in piena occupazione nazista lungo la Linea Gotica.
Il rastrellamento: A seguito di azioni di sabotaggio ai cantieri della linea difensiva che i tedeschi stavano costruendo sui monti dei terriori dei comuni di Borgo a Mozzano, Pescaglia e Lucca, 36 uomini della zona furono rastrellati dalle truppe naziste a Vetriano. Attraverso le mulattiere che, a quel tempo collegavano i paesi, il gruppo di prigionieri, sorvegliato dai soldati tedeschi, passò da Motrone (paese che a quel tempo faceva parte del comune di Pescaglia), per poi scendere in Turritecava, dove i rastrellati furono caricati su camion e portati a Castelnuovo di Garfagnana. Della sosta a Motrone c'è la testimonianza di un ragazzo del tempo, Aldo Agostini, nel mio libro "Prima della Libertà, 1944: i mesi della grande paura" edito da Tralerighe Libri nel 2024. Dice dunque Agostini: "Indimenticabile fu il passaggio dal paese degli uomini rastrellati a Vetriano e Colognora il 12 settembre 1944. Gli uomini, pieni di disperazione, sostarono nella piazza del paese, "alla porta", dove c'era il comando tedesco, per poi proseguire per Turritecava e Castelnuovo Garfagnana, dove fu decisa la deportazione in Germania di molti di loro. Uno dei deportati, Gastone Marzucchi (che aveva appena 17 anni) aveva uno zio che viveva a Motrone, che assistè impotente a quel trsferimento di prigionieri".
Il voto: Durante la prima notte di prigionia, trascorsa all'interno delle scuole elementari di Castelnuovo di Garfagnana, quegli uomini, angosciati per il proprio destino, staccarono un Crocifisso appeso alla parete della stanza. Davanti a quell'immagine sacra fecero una promessa solenne: se fossero riusciti a sopravvivere e a tornare a casa sani e salvi dalle loro famiglie, avrebbero costruito una chiesetta in suo onore. Il Crocifisso fu ridotto nelle dimensioni per farlo entrare in una valigia che uno dei deportati, Marino Torre, aveva con se. In questo modo l'immagine sacra divenne, anche fisicamente, un compagno di viaggio dei poveri rastrellati, che da lì a pochi giorni sarebbero stati divisi gli uni dagli altri, in piccoli gruppi, mischiati con altri sventurati, senza più niente sapere degli orinali compagni di viaggio, per tutto il tempo della prigionia e fino al loro ritorno. Marino Torre non si separò mai dal Crocifisso della scuola di Castelnuovo, e quando ritornò a Vetriano lo aveva ancora con sé: compagno del suo cammino e sostegno della sua vita.
Durante la sosta a Castelnuovo, il 14 settembre, festa della S. Croce, i prigionieri rischiarono la vita anche a causa di un tremendo bombardamento aereo americano, che sganciò sulla cittadina un enorme carico di bombe, riducendo il centro di Castelnuovo ad un cumulo di fumanti rovine.
Il ritorno e lo scioglimento del voto: Nonostante le durissime peripezie e la successiva deportazione in Germania, tutti gli uomini riuscirono miracolosamente a salvarsi e a fare ritorno a casa.
il ritorno dei rastrellati fu alla spicciolata: non erano rimasti uniti nella prigionia e quindi anche il viaggio di ritorno avvenne a gruppetti. Ma quando tutti furono tornati, vollero onorare il voto fatto, dando inizio ai lavori della cappellina promessa.
Il disegno della chiesetta fu fatto dal parroco di Vetriano don Erino Laurenzi, che scelse anche il luogo dove erigerla: su un ponte che univa le due sponde di un torrentello (il Riottolo). I lavori iniziarono già il 24 giugno 1945 e l'inaugurazione avvenne il 15 settembre 1946, fra un indicibile giubilo. Gesù Crocifisso, il Salvatore dei rastrellati, il Consolatore di tutti, prendeva finalmente possesso della "cappellina dei rastrellati". In una cronaca del tempo si dice che gli occhi di molti, parrocchiani e non parrocchiani, erano bagnati di pianto.
Da allora, ogni anno all'inizio di settembre, la comunità locale e le associazioni del territorio si riuniscono presso la chiesetta per una festa commemorativa e una funzione religiosa per ricordare il miracoloso ritorno dei loro compaesani.
Nel 2026, a ottant'anni, dall'inaugurazione, la festa è fissata per il 12 settembre, con la S. Messa alle ore 17 e una solenne processione fino alla cappella. Parteciperà anche la Merciful Band della Misericordia di Borgo a Mozzano e una delegazione guidata dal Governatore.
Questi i nomi dei rastrellati che risultano in una epigrafe messa nella Cappella in occasione del 70 anniversario del Crocifisso dei Rastrellati:
AGOSTINI VITTORIO, BERNACCHI VITTORIO, BIAGINI NELLO, BIAGIONI PIO, FAZZI ALCIDE, FAZZI PIETRO, FAZZI RENATO, GIUSTI CESARE, GIUSTI GIORGIO, GIUSTI SILVIO, GUASTUCCI DUILIO, GUASTUCCI EMILIO, GUASTUCCI LIDO, GUASTUCCI REMO, LUISI ETTORE, MARCONI FERRUCCIO, MARZUCCHI GASTONE, MAZZEI ITALO, MEDICI ADALBERTO, MEDICI ANGELINO, MOROTTI RAFFAELLO, PELLINI DANIELE, PELLINI DELFO, PELLINI GOFFREDO, PELLINI INNOCENZO, PELLINI MARIO, PESCAGLINI DISMANO, TONDINI QUINTILIO, TORRE MARINO, TORRE TEOBALDO.
In un elenco pubblicato su un pieghevole per i festeggiaenti del 12 settembre 2026, sono stati aggiunti ALL' ELENCO DEI RASTRELLATI IN VETRIANO: ANTONELLI DELFO, CECCARELLI BRUNO, DE MONGE DINO, FAZZI EZIO, MINIERI ENNIO, PINELLI MARIO, TINCANI DINO.
Nel 2014 il Parroco del paese, Mons. Giuseppe Ghilarducci, insieme ai ragazzi della Parrocchia, dette alle stampe un interessante libro dal titolo: "IL CROCIFISSO DEI RASTRELLATI DI VETRIANO, Una Storia di sofferenza e di fede nei diari dei protagonisti", da cui ho attinto notizie per questo mio ricordo.
Nelle immagini è pubblicata una foto dei "rastrellati" con al centro l'Arcivescovo Antonio Torrini, il Parroco di Vetriano don Erino Laurenzi (A DX) e il Pievano di Diecimo Don Udone Diodati (A SX).
Gabriele Brunini, settembre 2026

